Protocolli

 Protocollo quadro per la legalità e la sicurezza delle imprese

Il 24 ottobre 2011 è stato siglato dal Presidente Sangalli e dal Ministro dell'Interno Roberto Maroni un Protocollo quadro per la Legalità e la Sicurezza delle Imprese. La sigla del Protocollo, costituisce uno strumento di "animazione" del sistema nel quale inserire le diverse iniziative già realizzate o in cantiere.

Il Protocollo infatti è strutturato in modo da poter essere dettagliato, implementato, adattato attraverso l'adesione di componenti settoriali, territoriali e/o aziendali del sistema confederale, con l'eventuale coinvolgimento di altri soggetti, istituzionali e non, associazioni, magistratura, etc.

In contemporanea alla sigla del Protocollo Quadro è stato siglato da Conftrasporto il primo protocollo di settore. Fra i contenuti, i principi e le iniziative già realizzate dalle realtà aderenti a Confcommercio, si citano, a puro titolo esemplificativo, la costituzione di parte civile nei processi di mafia, l'attività antiracket o antiusura; espulsione di imprenditori (condannati con sentenza definitive per reati legati alla criminalità organizzata) o la sospensione degli stessi; l'adozione di Codici Etici, come quello di Confcommercio Sicilia, che impegna i propri associati e rappresentanti a dichiarare pubblicamente di rifiutare qualsiasi forma di relazione e di collusione con la criminalità organizzata. Ma anche la realizzazione di strumenti pratici, come il vademecum antirapina, realizzato in collaborazione con le forze dell'ordine.

Fra le iniziative previste ed avviate:

  •  la collaborazione coni Ministeri, le Prefetture e l'Agenzia per i beni confiscati alla mafia, le associazioni e gli enti territoriali per individuare forme di efficace gestione dei beni sottratti alla criminalità organizzata, con particolare riferimento alle aziende;
  •  la collaborazione con le Forze dell'Ordine, il Ministero, le Prefetture, la magistratura, istituti di ricerca, Università o associazioni per l'individuazione di parametri/prassi/ procedure di contrasto alle infiltrazioni mafiose in settori / territori più esposti;
  •  la diffusione della cultura della denuncia di fenomeni estorsivi (ma anche di corruzione, concussione, etc.);
  •  l'individuazione di strumenti (questionari anonimi, sportelli, etc.) idonei a "intercettare" fenomeni e reati che rimangono in larga parte sommersi (i numeri delle denunce per racket e usura sono assolutamente risibili) e consentire di conseguenza percorsi di reale accompagnamento degli imprenditori;
  •  la promozione della cultura della legalità attraverso iniziative formative, culturali e sociali, di comunicazione (contraffazione, ambiente, etc.).

 Protocollo videoallarme antirapina

La videosorveglianza si è rivelata uno strumento essenziale - in particolare quando le videocamere sono collegate con le centrali operative delle forze dell'ordine - per contrastare specialmente in fase investigativa, il fenomeno delle rapine. Pertanto nel luglio 2009 è stato siglato da Confcommercio un Protocollo con il Ministero dell'Interno e Confesercenti per la diffusione di sistemi di videoallarme antirapina che prevede presso gli esercizi commerciali l'installazione di videocamere in grado di inviare segnali audio e video direttamente alle sale operative delle Questure e dei Comandi dei Carabinieri

Il Protocollo è stato rinnovato il 12 novembre 2013.


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