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Confcommercio: "no ad aliquote più elevate sui contribuenti in regola,contrastare evasione ed elusione"

Alla vigilia del varo da parte del Consiglio dei Ministri della Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza, si infittiscono ipotesi ed anticipazioni di interventi in materia di Iva. Per Confcommercio "i fondamentali della questione restano pochi e chiari: l'economia del nostro Paese è ormai da tempo sostanzialmente in una condizione di crescita zero e richiede una riduzione netta della pressione fiscale complessiva; sarebbero dunque errate tanto scelte di incremento delle aliquote Iva con un impatto economico certamente recessivo, quanto operazioni di scambio compensativo tra più imposte indirette e meno imposte dirette con un impatto fiscalmente regressivo; la diffusione della moneta elettronica va sicuramente perseguita attraverso la riduzione di costi e commissioni e può essere incentivata attraverso stimoli fiscali a vantaggio di consumatori ed imprese senza la necessità di fare ricorso ad indiscriminate tasse sul contante". "In breve - conclude la Confederazione - vale per l'Iva ciò che, in generale, vale per tutto il nostro sistema fiscale: non servono aliquote legali più elevate a carico dei contribuenti in regola, ma contrasto e recupero di evasione ed elusione, giusto il principio, richiamato dal presidente Conte, del "pagare tutti per pagare meno".  
26 settembre 2019