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Confcommercio: "Dato peggiore del previsto"

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31 gennaio 2020

"E’ un dato leggermente peggiore delle attese (-0,3% contro -0,2% dell’ultima congiuntura Confcommercio) che se fosse confermato costituirebbe la più grave contrazione congiunturale dell’attività economica dall’inizio del 2013. Al di là delle correzioni che potranno essere apportate, si tratta dell’ennesima conferma di una perdurante fase di stagnazione dalla quale si può uscire solo con un recupero della produttività sistemica". E’ il commento dell’Ufficio Studi di Confcommercio alla stima sul Pil nell’ultimo quarto dello scorso anno diffusa dall’Istat. In considerazione dell’assenza di concreti segnali di miglioramento del quadro congiunturale e dato il trascinamento negativo ereditato, le prospettive per il 2020 delineano una variazione del PIL (+0,3%) non molto migliore di quella dell’anno che si è appena concluso (+0,2%). Questa condizione – conclude la nota - accresce le difficoltà di riduzione dei principali rapporti di finanza pubblica e rappresenta un vincolo a qualsiasi progetto di riforma strutturale, compresa quella fiscale. Per la stessa ragione, tali progetti sono ancora più urgenti. Per ottenere concreti risultati, a questo punto è davvero necessario un impegno straordinario da parte di tutte le componenti della società.

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