CONFCOMMERCIO SU RIFORMA COMMERCIO: TOCCA AL ...

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26 febbraio 1998
mercio su riforma commercio: tocca al governo fare un salto di qualità


Testo News

26.2.1998 Confcommercio su riforma commercio: tocca al governo fare un salto di qualità

20/98 Roma, 26.2.1998

Dopo il parere della bicamerale

Confcommercio su riforma commercio:
tocca al governo fare un salto di qualità

E' importante che il Parlamento abbia deciso di chiedere una serie di correttivi al testo di riforma del commercio predisposto dal governo e che abbia voluto recepire una serie di importanti proposte, come, ad esempio, quello della regolamentazione del sottocosto, fatte da Confcommercio. Come è di particolare significato, e in linea con la posizione di Confcommercio, la decisione di riconoscere alle Regioni e agli Enti locali il potere, da un lato, di graduare l'impatto della liberalizzazione, dall'altro, di calare la riforma in ogni singola realtà locale.

Non sono certo correttivi sufficienti a cambiare il nostro giudizio sulla riforma anche se si tratta di modifiche che vanno nella giusta direzione. Ma tocca ora al governo fare un salto di qualità e rimeditare l'impianto stesso della riforma. Se questo non avverrà, Confcommercio si vedrà costretta a continuare nella sua azione di lotta a 360 gradi andando , se necessario, a forme ancora più dure di protesta. I correttivi di maggiore interesse proposti dal Parlamento, in sostanza, sono: 1 Il fatto che si assegni alle Regioni - nello spirito di una riforma che punta ad un reale decentramento di compiti e funzioni - il potere di scegliere, per quanto riguarda i piccoli esercizi, il limite di superficie che meglio aderisca alle esigenze del territorio. Lo stesso potere discrezionale hanno le Regioni per l'individuazione delle medie strutture. 2 Per tutti i Comuni, dai centri storici alle grandi aree metropolitane, il Parlamento chiede che sia di tre anni e non di due il periodo nel quale, per l'apertura di un piccolo esercizio, l'autorità comunale possa decidere di mantenere in vigore l'autorizzazione amministrativa. 3 Le Regioni dovranno concordare con le associazioni di categoria programmi di formazione rivolti sia a chi entra per la prima volta nel mondo del commercio sia alla riqualificazione di chi già vi opera. La frequenza di un corso professionale costituisce titolo preferenziale per l'accesso ad agevolazioni finanziarie e fiscali. 4 Sempre le Regioni, propone il Parlamento, potranno fare corsi di formazione e di aggiornamento per gruppi merceologici anche al di fuori del settore alimentare. 5 Viene proposto il ripristino del parere obbligatorio delle associazioni di categoria durante l'elaborazione dei piani urbanistici e commerciali.

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