Confcommercio Sud Sardegna dichiara guerra all'abusivismo - Asset Display Page

Confcommercio Sud Sardegna dichiara guerra all'abusivismo

Lettera del presidente Bertolotti al prefetto di Cagliari con la richiesta di attivare un tavolo permanente che riunisca associazioni di categoria, consumatori, Camera di Commercio, sindaci dei Comuni più coinvolti, Asl e Forze dell'ordine.

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16 dicembre 2015
Lotta condivisa e senza quartiere all'abusivismo che provoca "un danno economico di gravissima entità per l'intero sistema economico e di mancato gettito per l'erario". E' la battaglia che Confcommercio Sud Sardegna vuole portare avanti pianificando azioni mirate. In una nota inviata al prefetto di Cagliari, Giuliana Perrotta, il presidente
Alberto Bertolotti chiede l'attivazione di un tavolo permanente sul tema attorno al quale siedano leassociazioni di categoria, quelle dei consumatori, la Camera di Commercio, i sindaci dei Comuni più coinvolti, le Asl e le Forze dell'ordine che già operano con grande volontà e professionalità nel contrasto al fenomeno. Guerra dichiarata dunque a tutte le forme di abusivismo, a partire da quello commerciale, "legato soprattutto al fenomeno immigratorio, specialmente nella vendita ambulante di articoli contraffatti del settore moda e abbigliamento. La vendita abusiva viene esercitata, sotto gli occhi di tutti, perfino in luoghi dove non sarebbe ammessa, in quanto vietata da normative comunali. A Cagliari, per esempio, il largo Carlo Felice, la via Manno e la via Garibaldi, strade che sono il cuore pulsante del circuito dello shopping, il biglietto da visita con cui la nostra città si presenta a turisti e crocieristi e che, con enorme sforzo, stiamo cercando di convogliare in tour tra shopping e monumenti". Bertolotti ricorda gli altri settori in cui l'abusivismo si manifesta, tra cui quello delle professioni, soprattutto nel settore della intermediazione immobiliare; quello della ricettività, praticato da strutture facilmente rilevabili anche sul web e quello della ristorazione, attraverso gli "home restaurant", nelle sagre e fiere e quant'altro. Confcommercio rileva che la soluzione del problema é ancora "desolatamente lontana" e mette a disposizione dei suoi associati gli uffici dell'associazione per "segnalazioni agli organi di controllo".
 

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