Confcommercio Torino: "Bene le vendite per il Black Fiyday ma i piccoli negozi soffrono" - Asset Display Page

Confcommercio Torino: "Bene le vendite per il Black Fiyday ma i piccoli negozi soffrono"

Vendite in crescita del 20-30% sul 2018 in occasione dell'edizione 2019 del Black Friday. Lo rileva un'indagine di Confcommercio Torino e provincia sull'andamento delle vendite e sul comportamento dei consumatori durante il prossimo weekend.

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26 novembre 2019

Vendite in crescita del 20-30% sul 2018 in occasione dell'edizione 2019 del Black Friday. Lo rileva un'indagine di Confcommercio Torino e provincia sull'andamento delle vendite e sul comportamento dei consumatori durante il prossimo weekend che avrà inizio venerdì e si concluderà il 2 dicembre con il Cyber Monday. Nelle intenzioni di acquisto non solo il settore tecnologico con smartphone, televisori, grandi elettrodomestici, notebook (con uno sconto medio dal 20 al 40%) ma in quasi tutti dall'arredamento casa, ai libri, alla vendita di automobili fino all'offerta di servizi nel settore wellness e bellezza. Ancora  una volta penalizzato, rileva l'indagine, il commercio tradizionale in particolare quello della moda e dell'abbigliamento che, secondo l'associazione, continua a pagare la stagnazione dei consumi dovuti ad un cambiamento delle abitudini dei consumatori , ad una totale deregolamentazione sulle vendite con sconti, e al clima di incertezza politica ed economica. Stando alle stime raccolte, infatti,  le maggiori vendite avverranno tramite l'online a scapito dei piccoli e medi negozi.  "Confermiamo anche quest'anno la sensazione che iniziative come il Black Friday siano ormai divenute una vera e propria festa solo per i siti online e grandi catene commerciali che nel torinese hanno spinto promozioni già partire dai primi giorni di novembre per trascinarsi fino al periodo dedicato alle vendite natalizie -commenta Maria Luisa Coppa presidente dell'associazione- come sempre importiamo dall'America modelli ed iniziative che poi esasperiamo e stravolgiamo, negli Usa era un giorno di sconti, qui è diventato un mese nei settori più svariati." "Anche i nostri operatori  finiscono per adattarsi a malincuore a questo tipo di campagne promozionali, per venire incontro alle esigenze di clienti sempre più connessi, con il gusto in continua evoluzione e il desiderio di nuove esperienze di acquisto ma non ci sono regole uguali per tutti, in quanto l'economia reale ha la necessità di fare impresa con margini di utile per pagare anche una tassazione pesante che
invece i colossi del web non hanno per niente", conclude Coppa.

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