Confcommercio Vicenza ai Comuni: "tributi locali agevolati per rilanciare commercio e turismo"

In una lettera alle Amministrazioni, l'Associazione avanza proposte concrete per favorire l'apertura di nuove attività e consolidare la rete commerciale esistente, attraverso una lungimirante modulazione delle imposte.

Utilizzare la leva della fiscalità locale non per tartassare le imprese, bensì per rafforzare la rete degli esercizi di vicinato e delle attività turistiche del Vicentino. E' l'invito che la Confcommercio di Vicenza lancia a tutti i Comuni della provincia in una lettera inviata ai sindaci, che porta la firma del presidente provinciale Sergio Rebecca e del direttore Ernesto Boschiero.  "Chiediamo che in ogni Comune sia aperto un tavolo tecnico con la nostra associazione, la più rappresentativa per il settore Terziario, per valutare una serie di proposte in grado di rilanciare il tessuto commerciale proprio attraverso una lungimirante modulazione dei tributi locali" spiega il presidente Rebecca.  Una proposta che arriva sul tavolo degli amministratori vicentini chiamati, nelle prossime settimane, a riprendere in mano il capitolo tasse, considerato che la Finanziaria 2019 ha tolto il divieto di aumentare la fiscalità locale.  Nella lettera spedita ai sindaci, Confcommercio Vicenza chiede prima di tutto di non aumentare i tributi per le imprese del commercio, del turismo e dei servizi, evitando così di colpire "la rete degli esercizi di vicinato che garantiscono un essenziale servizio ai cittadini, valorizzano le specificità del territorio, costituiscono un prezioso presidio di sicurezza e di vitalità per piccoli e grandi centri, oltre che per le periferie". Ma ci sono anche proposte concrete per utilizzare il fisco come strumento di rilancio per queste attività. Come? Ad esempio deliberando agevolazioni delle aliquote Imu o esenzioni per i proprietari di immobili turistici e commerciali (al dettaglio e all'ingrosso) "che accordino riduzioni dei canoni di locazione o che utilizzano strumentalmente il loro immobile", così da rendere queste attività più resilienti all'andamento del mercato.  La lettera contiene anche una proposta per incentivare il ritorno di attività del commercio e del turismo nelle vie e nelle piazze, con conseguente aumento dei servizi per la cittadinanza: si tratta di "deliberare agevolazioni delle aliquote Imu o esenzioni per i proprietari di immobili a destinazione turistica e di negozi che diano in locazione immobili sfitti da almeno un anno".  Lo strumento della riduzione o esenzione Imu, secondo Confcommercio Vicenza, può anche essere utilizzata per tutte quelle aree dismesse e degradate che rappresentano autentici "buchi neri" nel tessuto urbanistico di città e paesi e che spesso diventano appetibili solo per la creazione di ipermercati e centri commerciali, con conseguenze negative sui centri storici e sull'inquinamento causato dal traffico veicolare. "Concediamo agevolazioni se i proprietari aderiscono a progetti di riqualificazione o rigenerazione urbana elaborati dalla Amministrazioni, che favoriscano il rilancio di servizi di prossimità", è la proposta di Confcommercio.  Insomma, facciamo di questi spazi dei nuovi luoghi della socialità e il risultato potrà essere una rivitalizzazione dei negozi già esistenti nelle vicinanze, se non anche la nascita di nuove attività.  Esempi di "fiscalità agevolata", che possono sostenere il turismo e il commercio del Vicentino ce ne sono più d'uno, nella lettera inviata dalla sede di via Faccio: riguardano la Tasi, la Tosap/Cosap e anche la Tari, la Tassa Rifiuti, che pesa fortemente su attività come quelle dell'ingrosso, ad esempio, che utilizzano grandi superfici ma che producono pochissimi rifiuti. "Il principio di chi inquina paga è purtroppo spesso quasi sempre disatteso e a farne le spese sono proprio le imprese del Terziario", sottolinea il presidente di Confcommercio Vicenza. Che rilancia, nella lettera inviata ai Comuni, anche un altro "cavallo di battaglia" dell'Associazione: prevedere l'esenzione di tutti tributi locali per tre anni a chi riapre un negozio sfitto. 
"Quelle contenute nella nostra lettera sono proposte di buon senso e che da tempo avanziamo negli incontri con gli Amministratori Locali. I primi esempi virtuosi - conclude Sergio Rebecca – già ci sono, come a Brendola, che ha previsto l'abbassamento dell'aliquota Imu ai locatori che ridurranno il canone di affitto ai negozi e pubblici esercizi. O come il Comune di Monticello Conte Otto, che ha previsto aliquote agevolate Imu e Tasi per gli immobili in cui vengono aperte nuove attività imprenditoriali del commercio o pubblici esercizi. E' la strada giusta e il nostro auspicio è che questa idea si diffonda: sarebbe buona cosa non solo per il settore, ma anche per tutta la cittadinanza". 

08 febbraio 2019