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Da Conftrasporto chiede un fondo per le spese del Sistri

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25 febbraio 2019

Una proposta di legge e un fondo a ristoro delle spese sostenute dalle imprese di autotrasporto per uniformarsi al Sistri. Lo ha annunciato a Transpotec Paolo Uggè, vicepresidente di Confcommercio-Conftrasporto e presidente della Fai, la federazione degli autotrasportatori italiani. L'occasione è stata la tavola rotonda sul ''Sistri, dall'abolizione a un nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti'' promossa dalla Fai nell'ambito del Salone dei trasporti e della logistica in programma fino a domani a Verona. ''Presentiamo una proposta di legge, approvata dal Consiglio Fai, che consegneremo immediatamente al Governo, con la richiesta dell'istituzione di un fondo con un tetto di 20 milioni di euro che possa almeno in minima parte 'risarcire' le imprese dell'autotrasporto per le spese sostenute. Se non avremo risposte, ci rivolgeremo a tutte le forze politiche perché si attivino in questo senso''. ''Il Sistri è stato uno dei più grandi sprechi nella gestione dei rifiuti speciali - afferma - In otto anni i costi sostenuti dalle imprese coinvolte e dallo Stato hanno superato i 141 milioni di euro. Per un sistema che non ha mai funzionato. La speranza è che il governo la faccia propria. In caso contrario, la presenteremo alle forze politiche per chiedere di supportare una giusta iniziativa che ha pesato per responsabilità politiche e amministrative sulle imprese del settore''. Secondo una stima di Fai-Conftrasporto, ogni impresa di autotrasporto, per adeguarsi al Sistri, ha speso tra i 5 e i 10mila euro all'anno. Solo l'intervento di installazione e rimozione della 'scatola nera', resa obbligatoria dal Sistri e ora praticamente inutile, ha un costo medio di mille euro per ciascun mezzo. ''Finalmente abbiamo avuto ragione di una battaglia portata avanti dalla nostra Confederazione fin dall'istituzione del Sistri, nel 2010, fino alla sua entrata in vigore nel 2013, e alla sua abolizione al 31 dicembre 2018 - ricorda Uggè - Oggi siamo qui per presentare la nostra proposta di legge, per una questione di principio oltre che di sostanza''. ''Le imprese di trasporto, quindi, non dovranno pagare alcun contributo nel 2019, ma solo nell'anno successivo, quando partirà il nuovo sistema, alla cui implementazione Conftrasporto e Confcommercio stanno già collaborando con il ministero dell'Ambiente e l'Albo Gestori Ambientali'', spiega. Il nuovo sistema costerà 3 milioni di euro l'anno, rispetto ai 40 milioni del Sistri, e i contributi annuali che verranno chiesti alle imprese saranno notevolmente inferiori a quelli pagati dai vettori negli anni passati".

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