Vacanze di Natale: arrivederci al 2021, si pensa già all’estate - Asset Display Page

Vacanze di Natale: arrivederci al 2021, si pensa già all’estate

Indice di fiducia del viaggiatore italiano Confturismo-SWG: la propensione a viaggiare è ridotta al minimo storico. Patanè: "Turismo in lockdown da 10 mesi".

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5 dicembre 2020

Se ad agosto i “viaggiatori” guardavano agli ultimi mesi del 2020 con una certa fiducia, la seconda ondata di pandemia ha cancellato quelle minime tracce di ripresa che si erano intraviste per il settore turistico. Già prima del colpo di grazia inferto dal Dpcm varato questa settimana, a fine novembre 7 italiani su 10 dichiaravano che non avrebbero fatto viaggi almeno fino alla fine di gennaio. Ora, con i trasferimenti tra le regioni bloccati di fatto fino a gennaio e le feste da passare nei comuni di residenza, verranno a mancare nelle sole strutture turistico-ricettive tra fine di dicembre e gennaio, altri 10,3 milioni di turisti (3,9 stranieri e 6,4 italiani) che avrebbero speso non meno di 8,5 miliardi di euro.

 

Fiducia del viaggiatore ai minimi

Secondo l’indice di fiducia del viaggiatore italiano, calcolato mensilmente da SWG per conto di Confturismo, la propensione a viaggiare è ridotta al minimo storico e i progetti di vacanza vengono rinviati di fatto all’estate del 2021: il valore dell’indicatore scende di altri 5 punti rispetto a ottobre e si attesta a 39, il peggior risultato di sempre, ben 31 punti in meno rispetto a novembre 2019. Prova ne sia che, quando si chiede al campione di immaginare il luogo della prossima vacanza, il 44% risponde una località di mare, e solo il 30% menziona la montagna. Insomma, si spengono le luci su un settore che, con i suoi 190 miliardi di valore della produzione, gioca un ruolo strategico per l’economia nazionale.

 

 

 

 

L'analisi del presidente di Confturismo

Commentando i dati dell’osservatorio, il presidente di Confturismo, Luca Patanè, ha sottolineato le enormi difficoltà del settore che già prostrato, riceve l’ennesimo colpo durissimo con la chiusura agli spostamenti tra Regioni, addirittura tra Comuni nelle date clou,  dettata dagli ultimi provvedimenti: sono regole che non consentono praticamente alcuna forma di turismo. Il turismo in sostanza è in lockdown da 10 mesi. Nel disegno di legge di Bilancio presentato al Parlamento dal Governo non trova spazio una "manovra" ampia e dedicata al settore”.

Ci aspettiamo interventi celeri, molti dei sostegni annunciati - ha osservato il presidente di Confturismo - non sono ancora arrivati alle imprese. Serve un'iniziativa di più ampio respiro. Anche sul Recovery Fund si sta perdendo tempo prezioso. Non vediamo progettualità, non vediamo azioni concrete per il turismo, non si è aperto nessun tavolo di lavoro al MIBACT: e dire che bastava semplicemente riproporre quello che ci aveva portati, nel 2016, a redigere il Piano strategico. Siamo al punto di non ritorno.”

 

Patanè: "Il turismo è in lockdown da dieci mesi"

 

 

FEDERALBERGHI: IL NATALE "TURISTICO" NON CI SARÀ

In un anno normale sono circa 19 milioni gli italiani che si mettono in viaggio tra
Natale e l'Epifania con un giro d'affari di 14 miliardi. Il 90% di tutto questo andrà perduto.

 

Un Natale senza luci per il settore alberghiero. E' il direttore generale di Federalberghi, Alessandro Massimo Nucara, ha illustrato le fosche prospettive del settore per le festività natalizie e per le vacanze invernali, con il 90% del fatturato che andrà in fumo.

Il "costo" delle vacanze senza viaggi 

"Se è vero che in un anno normale sono circa 19 milioni gli italiani che si mettono in viaggio tra
Natale e l'Epifania, con una spesa media di circa 730 euro a persona (comprensiva di trasporto, alloggio, cibo e divertimenti) per un giro d'affari complessivo di 14 miliardi di euro -- prevediamo che il 90% di tutto questo andrà perduto". Altrettanto cospicuo è il valore delle vacanze invernali: stando ai calcoli di Federalberghi, gli italiani che solitamente fanno una vacanza sulla neve tra gennaio e marzo (weekend e settimane bianche) sono 11 milioni, con un giro d'affari di oltre 8 miliardi di euro. "E anche in questo caso il 90% di tutto questo non ci sarà", conclude Nucara.

 

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