Consumi di aprile: segnali di ripresa, ma ancora troppo deboli e frammentari

Primi cenni di inversione di tendenza per l'abbigliamento60/2009

Consumi di aprile: segnali di ripresa, ma ancora troppo deboli e frammentari

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4 giugno 2009
60/09

 

60/09
Roma, 4.6.2009

 

Primi cenni di inversione di tendenza per l’abbigliamento

 

CONSUMI DI APRILE:

SEGNALI DI RIPRESA, MA ANCORA TROPPO DEBOLI E FRAMMENTARI

 

 

Anche se la fase più acuta della crisi può ritenersi superata (primo trimestre del 2009), ancora non si vedono segnali concreti di un consolidamento del clima di fiducia e della ripresa dei consumi. Infatti, la dinamica della domanda delle famiglie, al netto delle componenti stagionali ed accidentali, appare ancora connotata da una perdurante incertezza del dato congiunturale in volume (Tab. 4) che ad aprile, dopo un mese di marzo positivo, torna a ridursi seppure in misura marginale (-0,4%). E’ quanto emerge dall’Indicatore dei Consumi Confcommercio (ICC) che, oltre ad evidenziare anche una stagnazione in termini tendenziali (TAB. 2), impone una lettura dei dati con la stessa cautela di quelli relativi a marzo, in considerazione dell’influenza esercitata dal diverso periodo in cui è caduta la Pasqua negli ultimi due anni.

Segnali di un contesto meno negativo rispetto ai mesi finali del 2008 e all’inizio del 2009 sembrano provenire, come detto, dalle indagini relative al clima di fiducia delle famiglie, che mostra, nel mese di maggio, una moderata crescita posizionandosi sui livelli della fine del 2007. Va segnalato che a questo dato si è associata, a maggio, una contenuta inversione di tendenza del clima di fiducia anche sul versante delle imprese manifatturiere e dei servizi, orientato a migliori prospettive. L’estrema incertezza che caratterizza il quadro congiunturale è confermata dall’indagine rapida di Confindustria di maggio 2009. Infatti, la produzione industriale ha registrato, dopo il rimbalzo di aprile, una flessione dell’1,0% in termini congiunturali a cui si è associata anche una riduzione degli ordinativi (-1,2%).

 

 

FIG. 1

 

Fonte: elaborazioni Ufficio Studi Confcommercio

 

 

La stabilità registrata ad aprile dall’ICC riflette una sostanziale stasi della domanda sia per i beni che per i servizi ed evidenzia l’attenuarsi delle dinamiche negative per quasi tutti i settori considerati. Solo per la mobilità il dato dell’ultimo mese mostra un arretramento rispetto ad aprile 2008 (TAB. 2).

La dinamica dei prezzi al consumo, relativa al paniere dei beni e servizi che compongono l’ICC, ha evidenziato anche nel mese di aprile 2009 una contenuta flessione (-0,1%), evoluzione che ha interessato in misura più sensibile i beni (TAB. 3).

 

 

FIG. 2

 

 

Fonte: elaborazioni Ufficio Studi Confcommercio

 

 

Ad aprile, la domanda per beni e servizi ricreativi ha registrato, dopo un bimestre sostanzialmente negativo, una moderata crescita (+0,8%). Tale andamento riflette, oltre al permanere di una dinamica positiva dei giochi pubblici, il miglioramento della domanda relativa ai prodotti per il tempo libero.

La domanda per i servizi di ristorazione e d’alloggio mostra, invece, una flessione dei consumi delle famiglie (–1,6% in termini tendenziali), proseguendo su un trend negativo che permane ormai da alcuni mesi.

Anche la dinamica della domanda relativa ai beni e servizi per la mobilità ha mostrato, dopo il rimbalzo di marzo, un contenuto arretramento (-0,3%). Questo andamento ha riflesso un andamento meno positivo, rispetto al mese precedente, della domanda di autovetture e motocicli da parte di persone fisiche, confermando la debolezza strutturale del mercato solo in parte attenuata dagli incentivi all’acquisto.

Per quanto riguarda la domanda di beni e servizi per le comunicazioni e per l’ICT domestico, il dato di aprile 2009, pur segnalando il permanere di una dinamica positiva, conferma la tendenza al ridimensionamento dei tassi di crescita scesi da valori superiori al 10% della fine del 2008 al 5,2% dell’ultimo mese. A tale andamento ha contribuito sia una minor dinamicità della domanda di beni che la stagnazione della componente relativa ai servizi.

La domanda per beni e servizi per la cura della persona ha mostrato anche ad aprile un’evoluzione non particolarmente favorevole (-0,8%), andamento a cui ha concorso una dinamica meno positiva rispetto allo scorso anno dei consumi per prodotti farmaceutici e terapeutici.

Gli acquisti di articoli d’abbigliamento e calzature hanno evidenziato ad aprile, dopo un lungo periodo di consistenti riduzioni, una contenuta tendenza all’aumento (+0,4%). In considerazione dell’ampiezza delle dimensioni dei cali registrati negli ultimi mesi, che ha coinvolto essenzialmente l’abbigliamento esterno, e della presenza di alcuni elementi stagionali, bisognerà attendere maggio e giugno per verificare se si è giunti ad una fase di stabilizzazione del mercato.

La domanda di beni e servizi per la casa ha subito un’ulteriore flessione delle quantità vendute (-1,5% in termini tendenziali). Il decremento, sia pure di intensità meno elevata rispetto a quanto registrato negli ultimi mesi, conferma il permanere di una situazione critica per tutti i segmenti considerati nell’aggregato inclusi gli elettrodomestici.

Infine, per quanto concerne la domanda delle famiglie per i prodotti alimentari, le bevande e i tabacchi, si segnala un’ulteriore contrazione dei volumi acquistati (-0,7%) nonostante la diversa tempistica in cui è caduta la Pasqua rispetto allo scorso anno.

 

 

TAB. 1 - DINAMICA DELL’ICC IN VALORE (variazioni tendenziali)

 

Fonte: elaborazioni Ufficio Studi Confcommercio

 

 

TAB. 2 - DINAMICA DELL’ICC IN QUANTITA’ (variazioni tendenziali)

 

Fonte: elaborazioni Ufficio Studi Confcommercio


 

 

TAB. 3 - DINAMICA DEI PREZZI ICC (variazioni tendenziali)

 

Fonte: elaborazioni Ufficio Studi Confcommercio

 

 

LE DINAMICHE CONGIUNTURALI

 

I dati destagionalizzati e corretti per i valori erratici segnalano ad aprile un decremento dell’ICC dello 0,4% rispetto al mese precedente (TAB. 4). Il deterioramento è da ascriversi in misura particolarmente significativa alla componente relativa ai servizi che segnala una flessione rispetto a marzo dell’1,9%.

Dall’analisi per macrocategorie di spesa emerge, infatti, uno stato di forte difficoltà del settore relativo ai servizi alberghieri e ai pasti e consumazioni fuori casa con un decremento della domanda del 3,2%in termini congiunturali.

 

TAB. 4 ICC IN QUANTITA’ (variazioni congiunturali, dati destagionalizzati)

 

 

Fonte: elaborazioni Ufficio Studi Confcommercio

 


 

PRODOTTI E SERVIZI CONSIDERATI

 

 

Beni e servizi ricreativi

Servizi postali

Cinema, sport e altri spettacoli

Servizi per le comunicazioni

Cartoleria, libri, giornali e riviste

Beni e servizi per la cura della persona

Compact disk, supporti magnetici audio, video e

Sanità

strumenti musicali

Prodotti farmaceutici e terapeutici

Giochi, giocattoli, articoli per lo sport ed il campeggio

Prodotti di profumeria e cura della persona

Altri prodotti

Abbigliamento e calzature

Alberghi, pasti e consumazioni fuori casa

Abbigliamento, pellicce e pelli per pellicceria

Alberghi

Calzature, articoli in pelle e da viaggio

Pubblici esercizi

Beni e servizi per la casa

Beni e servizi per la mobilità

Affitti

Motocicli

Energia elettrica

Automobili

Mobili, articoli tessili, arredamento per la casa

Carburanti

Elettrodomestici, radio tv registratori

Pedaggi

Generi casalinghi durevoli e non durevoli

Trasporti aerei

Utensileria per la casa e ferramenta

Beni e servizi per la comunicazione

Alimentari, bevande e tabacchi

Telecomunicazioni, telefonia e dotazioni per la informatica

Alimentari e bevande

Foto-ottica e pellicole

Tabacchi

 

 

FONTI: ISTAT, UNRAE, MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO, AISCAT, ASSAEREOPORTI, TERNA, SITA, FIT, FIPE, SIAE, ANCMA

CONSUMI & PREZZI è uno strumento di analisi congiunturale che Confcommercio mette a disposizione dei propri associati e di tutti coloro che sono interessati alla dinamica di breve periodo della spesa reale delle famiglie e dei prezzi delle principali voci di consumo.

 

Per raggiungere tali obiettivi si utilizzano informazioni mensili fornite da istituti ed organizzazioni pubbliche e private e dati provenienti dalle diverse indagini congiunturali condotte dall’ISTAT.

 

I gruppi di prodotti e di servizi osservati sono attualmente 30, pari nell’anno 2007 al 53,5% dei consumi effettuati sul territorio. Escludendo le spese relative ai fitti imputati la rappresentatività sale, sempre nel 2007, al 60,9%. Per i servizi l’incidenza è del 34%, dato che sale al 45,2% escludendo i fitti figurativi dal totale dei servizi di cui alla Contabilità Nazionale. Per i beni l’incidenza è del 72,4%.

 

La banca dati utilizzata si basa su serie mensili (primo dato gennaio 2000) dei livelli di spesa in valore ed in quantità da cui si desumono gli indici di prezzo. Nel caso di informazioni trimestrali si è proceduto all’interpolazione dei dati mancanti.

 

Il dato relativo al mese di riferimento è stato ottenuto attraverso una specifica modellizzazione ARIMA per ciascuna delle 30 serie mensili che compongono l’indicatore ICC ed è quindi da considerarsi provvisorio. Le stime sono state effettuate impiegando la procedura TRAMO tenendo in considerazione la specifica stagionalità che caratterizza le spese per consumi (effetti di calendario ed effetto Pasqua) nonché la presenza di eventuali valori anomali (eventi eccezionali, errori di misura, ecc.).

 

La base per i livelli in volume è rappresentata dall’anno 2000. Come indici di prezzo delle serie elementari si è utilizzato il relativo NIC riportato a base 2000.

 

Le serie in correnti valori sono destagionalizzate con la procedura TRAMO-SEATS. Gli aggregati in quantità (valori a prezzi costanti sono ottenuti per semplice somma delle serie elementari ciascuna deflazionata con l’apposito NIC

 

Con l’obiettivo di migliorare la qualità di “CONSUMI e PREZZI” come strumento di analisi congiunturale a partire dai prossimi numeri verrà inserita una sezione dedicata alla previsione di breve periodo degli aggregati considerati utilizzando un modello di previsione ARIMAX.

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