Consumi di dicembre: si attenua la tendenza negativa

In recupero gli alimentari, bene le comunicazioni, male le auto (-36% di immatricolazioni a gennaio per l'attesa di incentivi al settore)10/2009

Consumi di dicembre: si attenua la tendenza negativa

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4 febbraio 2009

           

10/09
Roma, 4.02.09

 

In recupero gli alimentari, bene le comunicazioni, male le auto (-36% di immatricolazioni a gennaio per l’attesa di incentivi al settore)

 

CONSUMI DI DICEMBRE: SI ATTENUA LA TENDENZA NEGATIVA

 

 

In termini reali, il dato di dicembre (-0,5%) attenua la tendenza negativa dei consumi per quasi tutti i beni e servizi, in particolare per gli alimentari e le bevande, e segnala il permanere di una fase espansiva per le comunicazioni; dopo la pesante flessione di novembre (-5%), quindi, l’Indicatore dei Consumi Confcommercio (ICC) conferma la previsione di una sostanziale tenuta dei consumi, conseguenza anche di un comportamento delle famiglie nel periodo natalizio non particolarmente difforme da quanto tenuto negli anni precedenti. Nella media dell’anno le quantità acquistate hanno registrato una riduzione del 2,3% a fronte di una crescita nel 2007 dell’1,1% (TAB. 2).

Nonostante questo andamento l’indagine ISAE sul clima di fiducia dei consumatori segnala a gennaio 2009, dopo un periodo caratterizzato da continui ridimensionamenti, una moderata tendenza al recupero.

Particolarmente pesanti appaiono le ripercussioni sulla produzione industriale della dinamica registrata dalla domanda delle famiglie, a cui si è associata da alcuni mesi una tendenza al ridimensionamento dei flussi esportativi. Anche a gennaio 2009, secondo l’indagine rapida Confindustria, si è segnalata una contrazione (-0,1% in termini congiunturali), sia pure di dimensioni meno elevate rispetto a quanto registrato nella parte finale del 2008. Situazione che stando agli ordinativi (-8,7% alla variazione mensile di gennaio) non sembra destinata a modificarsi nel corso dei prossimi mesi.

 

FIG. 1

Fonte: elaborazioni Ufficio Studi Confcommercio

 

 

Il dato di dicembre dell’ICC è sintesi di una moderata flessione della domanda di beni (-0,4%), dato decisamente meno negativo rispetto alle pesanti diminuzioni registrate nel bimestre precedente, a cui si è associata, per il secondo mese consecutivo, una riduzione della domanda per i servizi (-0,7%). Nella media del 2008 entrambe le componenti segnalano valori negativi pari rispettivamente a –2,9% e –1,1% (FIG. 2, TAB. 2).

 

E’ proseguita anche nel mese di dicembre la tendenza al rientro dell’inflazione, evoluzione sostenuta dalla decisa riduzione dei prezzi delle materie prime energetiche e dall’attenuarsi delle pressioni sul comparto alimentare. A dicembre i prezzi relativi al paniere di beni e servizi che compongono l’ICC hanno fatto registrare una crescita dello 0,7%, in sensibile ridimensionamento rispetto ai valori raggiunti in estate. In termini tendenziali le diminuzioni più rilevanti hanno interessato i beni e servizi per la mobilità e le comunicazioni (TAB. 3).

 

FIG. 2

Fonte: elaborazioni Ufficio Studi Confcommercio

 

 

Per quanto riguarda i singoli comparti (TAB. 2), dopo il –2,8% registrato nel mese di novembre, la domanda per beni e servizi ricreativi ha registrato a dicembre 2008 una ulteriore diminuzione (-2,0% in termini tendenziali). Solo per dischi, supporti per la registrazione e concorsi a pronostici si è riscontrata una crescita. Nella media dell’intero anno la flessione è stata del 3,4%.

La stima per dicembre 2008 della domanda per i servizi di ristorazione e d’alloggio mostra una flessione dei consumi delle famiglie (-1,6% in termini tendenziali) confermando i risultati non particolarmente brillanti conseguiti nell’anno (-2,0%) e la tendenza delle famiglie a contenere al massimo questa tipologia di consumo anche in occasione delle festività di fine anno.

Da segnalare anche a dicembre l’ulteriore deterioramento della domanda di beni e servizi per la mobilità (-5,8% in termini reali rispetto all’analogo mese del 2007) dovuta al permanere di una situazione fortemente critica per gli acquisti di autovetture e motocicli da parte delle persone fisiche e delle spese per il trasporto aereo. Situazione che, stando alle prime stime, sembra aver registrato un sensibile deterioramento nel mese di gennaio (-36% di acquisti dei privati), andamento che sconta anche le attese delle famiglie su un probabile avvio di forme di incentivo all’acquisto da parte del Governo.

 

Anche il dato di dicembre 2009 conferma la dinamicità della domanda relativa ai beni e servizi per le comunicazioni, con una variazione in termini reali del +9,8%, evoluzione a cui ha contribuito la tendenza decisamente espansiva degli acquisti di dotazioni per l’informatica e telecomunicazioni. Ciò nonostante, anche questo aggregato presenta un sensibile rallentamento rispetto al 2007. Nella media dell’anno, la domanda rivolta al comparto registra un aumento del 7% a fronte del +12,9% registrato nel 2007 (TAB. 2).

In linea con quanto accaduto nel corso dell’anno, la domanda relativa ai beni e servizi per la cura della persona ha evidenziato a dicembre un ulteriore aumento delle quantità vendute (+2,4% nel mese, +2,3% nella media del 2008), evoluzione che continua ad essere determinata quasi esclusivamente dalla domanda per prodotti farmaceutici e terapeutici.

Continua l’evoluzione negativa degli acquisti di articoli d’abbigliamento e calzature che, dopo le flessioni degli ultimi 2 mesi (–4,2% in ottobre, -5,0% in novembre), registra a dicembre un’ulteriore riduzione delle quantità acquistate dalle famiglie (-3,1%). Il dato riflette anche la tendenza delle famiglie a spostare gli acquisti, soprattutto di capi importanti, al periodo dei saldi. Nella media del 2008 la flessione della domanda per i prodotti del settore è stata del 3,2%.

Anche a dicembre la domanda di beni e servizi per la casa ha subito una flessione delle quantità vendute (-2,5%) rispetto allo stesso mese dello scorso anno. La media dell’anno indica una riduzione della domanda per i prodotti dell’aggregato pari a 1,8 punti percentuali.

Infine, per quanto concerne la domanda delle famiglie per i prodotti alimentari, bevande e tabacchi, la stima per dicembre 2008 pur evidenziando una ulteriore flessione (-0,6% in termini tendenziali) indica la tendenza delle famiglie a mantenere inalterati gli acquisti per questa tipologia di consumi in occasione delle festività di fine anno. Nella media del 2008, la flessione della domanda rivolta al comparto è stata, rispetto al 2007, di 3,6 punti percentuali.

 

TAB. 1 - DINAMICA DELL’ICC IN VALORE (variazioni tendenziali)

 

 

Fonte: elaborazioni Ufficio Studi Confcommercio


TAB. 2 - DINAMICA DELL’ICC IN QUANTITA’ (variazioni tendenziali)

 

Fonte: elaborazioni Ufficio Studi Confcommercio

 

 

 

TAB. 3 - DINAMICA DEI PREZZI ICC (variazioni tendenziali)

 

Fonte: elaborazioni Ufficio Studi Confcommercio

 

 

LE DINAMICHE CONGIUNTURALI

 

I dati destagionalizzati e corretti per i valori erratici segnalano a dicembre un aumento dell’ICC dello 1,2% (TAB. 4). Da segnalare che, in linea con quanto rilevato in novembre (il dato al netto delle flessioni subite dall’acquisto di autovetture e motocicli da parte delle persone fisiche è stato +0,5%) anche il dato di dicembre conferma che, dal punto di vista congiunturale, è in corso un arresto del processo di riduzione dei consumi di larga parte dei beni ad alta frequenza di acquisto.

Guardando ai singoli aggregati che compongono l’indice, la crescita dell’ultimo mese è derivata esclusivamente dalla componente relativa ai beni (+1,9%). Dal punto di vista congiunturale, tale andamento è principalmente dovuto alla decisa crescita della domanda per la mobilità (+7,6%) determinata anche dalla tendenza ad acquistare veicoli in pronta consegna. Infine, l’aggregato alimentari, bevande e tabacchi registra a dicembre, come poteva attendersi, una crescita significativa (+1%) dovuta in ugual misura alla componente dei tabacchi e degli alimentari.

 


 

TAB. 4 - ICC IN QUANTITA’ (variazioni congiunturali, dati destagionalizzati)

 

Fonte: elaborazioni Ufficio Studi Confcommercio

 

 

 

PRODOTTI E SERVIZI CONSIDERATI

 

 

Beni e servizi ricreativi

Servizi postali

Cinema, sport e altri spettacoli

Servizi per le comunicazioni

Cartoleria, libri, giornali e riviste

Beni e servizi per la cura della persona

Compact disk, supporti magnetici audio, video e

Sanità

strumenti musicali

Prodotti farmaceutici e terapeutici

Giochi, giocattoli, articoli per lo sport ed il campeggio

Prodotti di profumeria e cura della persona

Altri prodotti

Abbigliamento e calzature

Alberghi, pasti e consumazioni fuori casa

Abbigliamento, pellicce e pelli per pellicceria

Alberghi

Calzature, articoli in pelle e da viaggio

Pubblici esercizi

Beni e servizi per la casa

Beni e servizi per la mobilità

Affitti

Motocicli

Energia elettrica

Automobili

Mobili, articoli tessili, arredamento per la casa

Carburanti

Elettrodomestici, radio tv registratori

Pedaggi

Generi casalinghi durevoli e non durevoli

Trasporti aerei

Utensileria per la casa e ferramenta

Beni e servizi per la comunicazione

Alimentari, bevande e tabacchi

Telecomunicazioni, telefonia e dotazioni per la informatica

Alimentari e bevande

Foto-ottica e pellicole

Tabacchi

 

 

FONTI: ISTAT, UNRAE, MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO, AISCAT, ASSAEREOPORTI, TERNA, SITA, FIT, SIAE, ANCMA


 

 

CONSUMI & PREZZI è uno strumento di analisi congiunturale che Confcommercio mette a disposizione dei propri associati e di tutti coloro che sono interessati alla dinamica di breve periodo della spesa reale delle famiglie e dei prezzi delle principali voci di consumo.

 

Per raggiungere tali obiettivi si utilizzano informazioni mensili fornite da istituti ed organizzazioni pubbliche e private e dati provenienti dalle diverse indagini congiunturali condotte dall’ISTAT.

 

I gruppi di prodotti e di servizi osservati sono attualmente 30, pari nell’anno 2007 al 53,5% dei consumi effettuati sul territorio. Escludendo le spese relative ai fitti imputati la rappresentatività sale, sempre nel 2007, al 60,9%. Per i servizi l’incidenza è del 34%, dato che sale al 45,2% escludendo i fitti figurativi dal totale dei servizi di cui alla Contabilità Nazionale. Per i beni l’incidenza è del 72,4%.

 

La banca dati utilizzata si basa su serie mensili (primo dato gennaio 2000) dei livelli di spesa in valore ed in quantità da cui si desumono gli indici di prezzo. Nel caso di informazioni trimestrali si è proceduto all’interpolazione dei dati mancanti.

 

Il dato relativo al mese di riferimento è stato ottenuto attraverso una specifica modellizzazione ARIMA per ciascuna delle 30 serie mensili che compongono l’indicatore ICC ed è quindi da considerarsi provvisorio. Le stime sono state effettuate impiegando la procedura TRAMO tenendo in considerazione la specifica stagionalità che caratterizza le spese per consumi (effetti di calendario ed effetto Pasqua) nonché la presenza di eventuali valori anomali (eventi eccezionali, errori di misura, ecc.).

 

La base per i livelli in volume è rappresentata dall’anno 2000. Come indici di prezzo delle serie elementari si è utilizzato il relativo NIC riportato a base 2000.

 

Le serie in correnti valori sono destagionalizzate con la procedura TRAMO-SEATS. Gli aggregati in quantità (valori a prezzi costanti sono ottenuti per semplice somma delle serie elementari ciascuna deflazionata con l’apposito NIC

 

Con l’obiettivo di migliorare la qualità di “CONSUMI e PREZZI” come strumento di analisi congiunturale a partire dai prossimi numeri verrà inserita una sezione dedicata alla previsione di breve periodo degli aggregati considerati utilizzando un modello di previsione ARIMAX.

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