Consumi di gennaio: il 2009 parte male

Pesanti auto e moto, in attesa degli incentivi. Tengono solo le comunicazioni e i pasti fuori casa. Ancora ininfluente il rallentamento dell'inflazione.21/2009

Consumi di gennaio: il 2009 parte male

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4 marzo 2009
21/09

21/09
Roma, 4.03.09

 

 

Pesanti auto e moto, in attesa degli incentivi. Tengono solo le comunicazioni e i pasti fuori casa. Ancora ininfluente il rallentamento dell’inflazione.

 

 

CONSUMI DI GENNAIO: IL 2009 PARTE MALE

 

 

L’Indicatore dei Consumi Confcommercio (ICC) segnala a gennaio 2009 una riduzione tendenziale del 4,6% in quantità, il terzo peggior risultato da un anno a questa parte nonchè dodicesima variazione negativa da gennaio 2008; un dato – secondo l’analisi dell’ICC - decisamente più negativo rispetto a quanto registrato in dicembre che conferma come i consumi non solo siano ancora in una fase critica ma, per il momento, non traggano nemmeno benefici dal rallentamento dell’inflazione. Il dato dell’ultimo mese risulta peraltro significativamente peggiore rispetto a quanto registrato nello stesso periodo del 2008 (-1,1%, TAB. 2). Nonostante questo andamento, l’indagine ISAE sul clima di fiducia dei consumatori segnala anche a febbraio 2009 un’ulteriore tendenza al recupero.

Particolarmente pesanti appaiono le dinamiche della produzione industriale. Stando all’indagine rapida Confindustria, infatti, a febbraio 2009 si è segnalata una ulteriore contrazione della produzione industriale (-0,6% in termini congiunturali) e degli ordinativi (-4,7% la variazione rispetto a gennaio).

 

FIG. 1

 

Fonte: elaborazioni Ufficio Studi Confcommercio

 

 

Il dato di gennaio dell’ICC è sintesi di una flessione particolarmente accentuata della domanda relativa ai beni (-6,4%), a cui si è associata, per il terzo mese consecutivo, una riduzione della domanda per i servizi (-0,3%). Per entrambe le componenti la contrazione è risultata decisamente più elevata rispetto a quanto registrato nell’analogo mese dello scorso anno (FIG. 2, TAB. 2).

La dinamica dei prezzi al consumo ha evidenziato anche nel mese di gennaio una tendenza al rientro, evoluzione sostenuta dalla riduzione dei prezzi delle materie prime energetiche e dall’attenuarsi delle pressioni sul comparto alimentare. A gennaio i prezzi relativi al paniere di beni e servizi che compongono l’ICC hanno fatto registrare una crescita dello 0,6%. Rispetto a dicembre, il rallentamento più sensibile, in termini di variazioni tendenziali, ha interessato il settore degli alimentari, bevande e tabacchi la cui crescita è passata dal 4,6% al 3,6% (TAB. 3).

 

FIG. 2

 

 

Fonte: elaborazioni Ufficio Studi Confcommercio

 

In termini reali, il dato di gennaio riflette essenzialmente il peggioramento della domanda relativa al settore della mobilità a cui si sono associate evoluzioni negative per quasi tutte le componenti considerate, ad esclusione delle comunicazioni che evidenziano peraltro un rallentamento nel trend di sviluppo (TAB. 2).

Dopo il –3,7% registrato nel mese di dicembre, la domanda per beni e servizi ricreativi ha registrato a gennaio 2009 una diminuzione dell’1,7%. All’interno di questo aggregato la componente più dinamica continua a risultare quella relativa ai concorsi a pronostici.

La stima per gennaio 2009 della domanda per i servizi di ristorazione e d’alloggio mostra una moderata crescita dei consumi delle famiglie (+0,3% in termini tendenziali), dato che segue il –1,8% di dicembre e che sembra derivare dalla diversa distribuzione nella settimana delle festività di inizio anno rispetto al 2008.

Particolarmente negativa è risultata a gennaio 2009 la dinamica della domanda relativa ai beni e servizi per la mobilità (-24,8% rispetto all’analogo mese dello scorso anno). Questo andamento è derivato da una serie di fattori che hanno inciso sulle diverse voci che compongono l’aggregato. Per gli acquisti di autovetture e motocicli da parte delle persone fisiche l’andamento ha riflesso, oltre alle difficoltà che da tempo interessano il settore a livello mondiale, anche le attese di incentivi da parte del Governo che dovrebbero cominciare a produrre effetti positivi solo nei prossimi mesi.

Relativamente al calo della domanda per i trasporti aerei la forte riduzione deriva anche dalla concorrenza esercitata negli ultimi mesi, sulla tratta Roma-Milano, dal trasporto ferroviario che, con l’avvio dell’alta velocità, ha registrato un sensibile incremento di passeggeri (del quale l’ICC non tiene conto per mancanza di dati sul traffico ferroviario di passeggeri).

Il dato di gennaio 2009, pur confermando il permanere di una dinamica positiva della domanda relativa ai beni e servizi per le comunicazioni, con una variazione in termini reali del +4,4%, evidenzia una tendenza al rallentamento, che sembra derivare essenzialmente dalla componente relativa ai servizi.

La tendenza ad una minor dinamicità della domanda relativa ai beni e servizi per la cura della persona, registrata nei mesi finali del 2008, si è confermata a gennaio 2009, mese in cui si è avvertito un calo dell’1,2% delle quantità vendute. Tale evoluzione è derivata da un peggioramento della domanda per gli articoli di profumeria a cui si è associata una moderata contrazione dei consumi per prodotti farmaceutici e terapeutici.

Sia pure con toni meno negativi rispetto a quanto registrato nell’ultimo trimestre del 2008, anche a gennaio 2009 gli acquisti di articoli d’abbigliamento e calzature hanno segnalato una riduzione (-1,3%). Come previsto, la stagione dei saldi, seppure relativamente favorevole per i volumi acquistati non ha potuto invertire il trend decrescente della spesa di medio periodo.

Anche a gennaio la domanda di beni e servizi per la casa ha subito una flessione delle quantità vendute (-3,5%) rispetto allo stesso mese dello scorso anno. All’interno di questo aggregato elementi di particolare difficoltà continuano a caratterizzare il settore dei mobili che sconta ormai da tempo un ridimensionamento dei consumi.

Infine, per quanto concerne la domanda delle famiglie per i prodotti alimentari, le bevande e i tabacchi, la stima per gennaio 2009, pur evidenziando un’ulteriore flessione (-1,4% in termini tendenziali) segnala una tendenza alla stabilizzazione dei consumi delle famiglie fortemente compressi nel 2008.

 

TAB. 1 - DINAMICA DELL’ICC IN VALORE (variazioni tendenziali)

 

Fonte: elaborazioni Ufficio Studi Confcommercio

 

 

TAB. 2 - DINAMICA DELL’ICC IN QUANTITA’ (variazioni tendenziali)

 

Fonte: elaborazioni Ufficio Studi Confcommercio

 


 

TAB. 3 - DINAMICA DEI PREZZI ICC (variazioni tendenziali)

 

 

2007

2008

 

 

 

 

 

2009 

 

ANNO

ANNO

II Trim.

III Trim.

IV Trim.

Nov

Dic

Gen

SERVIZI

0,7

2,3

2,3

2,6

2,6

2,6

2,5

2,2

BENI

0,8

2,4

3,2

2,9

0,8

1,0

0,0

-0,2

TOTALE

0,8

2,4

2,9

2,8

1,4

1,5

0,6

0,6

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Beni e servizi ricreativi

2,8

2,6

3,1

2,6

1,9

1,8

1,8

1,2

Alberghi, pasti e consumazioni fuori casa

2,7

2,4

2,4

1,9

2,6

2,7

2,5

2,3

Beni e servizi per la mobilità

1,0

7,3

8,7

12,0

1,2

1,1

-4,1

-4,4

Beni e servizi per le comunicazioni

-9,9

-7,8

-5,3

-8,9

-8,7

-6,8

-9,1

-6,2

Beni e servizi per la cura della persona

-2,7

-2,6

-3,1

-2,5

-2,2

-2,0

-2,1

-1,1

Abbigliamento e calzature

1,7

1,7

1,7

1,7

1,6

1,6

1,5

1,6

Beni e servizi per la casa

2,5

3,8

3,6

4,6

4,1

4,1

3,8

3,1

Alimentari, bevande e tabacchi

3,1

5,2

5,4

6,0

4,8

4,6

4,6

3,6

 

Fonte: elaborazioni Ufficio Studi Confcommercio

 

 

LE DINAMICHE CONGIUNTURALI

 

I dati destagionalizzati e corretti per i valori erratici segnalano a gennaio una riduzione dell’ICC dello 0,9% (TAB. 4). Da segnalare che, in linea con quanto rilevato negli ultimi mesi il dato al netto della componente relativa all’acquisto di mezzi di trasporto è ancora costante sui livelli precedenti.

Guardando ai singoli aggregati che compongono l’indice la flessione dell’ultimo mese è imputabile sia alla componente relativa ai beni (-1,9%), che ai servizi (-0,9%). Dal punto di vista congiunturale la riduzione più significativa si registra per l’aggregato relativo alla mobilità (-11,5%). In riduzione dello 0,9% è risultata la domanda per i servizi alberghieri e di ristorazione a conferma di una situazione settoriale non particolarmente brillante. Da segnalare come l’aggregato alimentari, bevande e tabacchi registri anche a gennaio una sostanziale tenuta.

 

TAB. 4 - ICC IN QUANTITA’ (variazioni congiunturali, dati destagionalizzati)

 

Fonte: elaborazioni Ufficio Studi Confcommercio

 


 

 

PRODOTTI E SERVIZI CONSIDERATI

 

Beni e servizi ricreativi

Servizi postali

Cinema, sport e altri spettacoli

Servizi per le comunicazioni

Cartoleria, libri, giornali e riviste

Beni e servizi per la cura della persona

Compact disk, supporti magnetici audio, video e

Sanità

strumenti musicali

Prodotti farmaceutici e terapeutici

Giochi, giocattoli, articoli per lo sport ed il campeggio

Prodotti di profumeria e cura della persona

Altri prodotti

Abbigliamento e calzature

Alberghi, pasti e consumazioni fuori casa

Abbigliamento, pellicce e pelli per pellicceria

Alberghi

Calzature, articoli in pelle e da viaggio

Pubblici esercizi

Beni e servizi per la casa

Beni e servizi per la mobilità

Affitti

Motocicli

Energia elettrica

Automobili

Mobili, articoli tessili, arredamento per la casa

Carburanti

Elettrodomestici, radio tv registratori

Pedaggi

Generi casalinghi durevoli e non durevoli

Trasporti aerei

Utensileria per la casa e ferramenta

Beni e servizi per la comunicazione

Alimentari, bevande e tabacchi

Telecomunicazioni, telefonia e dotazioni per la informatica

Alimentari e bevande

Foto-ottica e pellicole

Tabacchi

 

 

FONTI: ISTAT, UNRAE, MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO, AISCAT, ASSAEREOPORTI, TERNA, SITA, FIT, SIAE, ANCMA

CONSUMI & PREZZI è uno strumento di analisi congiunturale che Confcommercio mette a disposizione dei propri associati e di tutti coloro che sono interessati alla dinamica di breve periodo della spesa reale delle famiglie e dei prezzi delle principali voci di consumo.

 

Per raggiungere tali obiettivi si utilizzano informazioni mensili fornite da istituti ed organizzazioni pubbliche e private e dati provenienti dalle diverse indagini congiunturali condotte dall’ISTAT.

 

I gruppi di prodotti e di servizi osservati sono attualmente 30, pari nell’anno 2007 al 53,5% dei consumi effettuati sul territorio. Escludendo le spese relative ai fitti imputati la rappresentatività sale, sempre nel 2007, al 60,9%. Per i servizi l’incidenza è del 34%, dato che sale al 45,2% escludendo i fitti figurativi dal totale dei servizi di cui alla Contabilità Nazionale. Per i beni l’incidenza è del 72,4%.

 

La banca dati utilizzata si basa su serie mensili (primo dato gennaio 2000) dei livelli di spesa in valore ed in quantità da cui si desumono gli indici di prezzo. Nel caso di informazioni trimestrali si è proceduto all’interpolazione dei dati mancanti.

 

Il dato relativo al mese di riferimento è stato ottenuto attraverso una specifica modellizzazione ARIMA per ciascuna delle 30 serie mensili che compongono l’indicatore ICC ed è quindi da considerarsi provvisorio. Le stime sono state effettuate impiegando la procedura TRAMO tenendo in considerazione la specifica stagionalità che caratterizza le spese per consumi (effetti di calendario ed effetto Pasqua) nonché la presenza di eventuali valori anomali (eventi eccezionali, errori di misura, ecc.).

 

La base per i livelli in volume è rappresentata dall’anno 2000. Come indici di prezzo delle serie elementari si è utilizzato il relativo NIC riportato a base 2000.

 

Le serie in correnti valori sono destagionalizzate con la procedura TRAMO-SEATS. Gli aggregati in quantità (valori a prezzi costanti sono ottenuti per semplice somma delle serie elementari ciascuna deflazionata con l’apposito NIC

 

Con l’obiettivo di migliorare la qualità di “CONSUMI e PREZZI” come strumento di analisi congiunturale a partire dai prossimi numeri verrà inserita una sezione dedicata alla previsione di breve periodo degli aggregati considerati utilizzando un modello di previsione ARIMAX.

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