Settore sociosanitario, firmato il primo contratto collettivo nazionale di lavoro

Settore sociosanitario, firmato il primo contratto collettivo nazionale di lavoro

Il Ccnl, siglato da Confcommercio Salute con Fisascat Cisl e Uiltucs, interessa oltre 3mila imprese e più di 40mila addetti del settore socio sanitario assistenziale e delle cure post intensive.

DateFormat

2 agosto 2022

Gli oltre 40mila addetti del settore socio sanitario assistenziale e delle cure post intensive hanno per la prima volta un Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro. Lo ha firmato Confcommercio Salute Sanità e Cura con Fisascat Cisl e Uiltucs, e interessa:

  • le imprese socio sanitarie che svolgono servizi di assistenza e cura domiciliare, semiresidenziale e residenziale verso le persone anziane, le persone affette da patologie psichiatriche, le persone disabili e verso coloro che soffrono di dipendenza patologica:
  • le aziende sanitarie, come case di cura, strutture ambulatoriali di diagnostica di immagini, di laboratori analisi, di centri ed istituti  fisioterapici.

Tre gli obiettivi del contratto: uniformare i trattamenti economici e normativi per gli addetti del settore socio-sanitario-assistenziale e delle cure post intensive; ricondurre in un unico alveo contrattuale applicativo le forme spurie di contrattazione; contrastare forme emergenti di dumping contrattuale presenti nel terzo settore di natura privatistica.

“La sfida che anima da sempre il lavoro di Confcommercio Salute, Sanità e Cura è quella di promuovere un cambio di paradigma nell’approccio culturale e operativo nell’ambito dei LEA (livelli essenziali di assistenza, ndr), in cui strutture e operatori possano essere parte integrante di un processo di crescita efficace ed efficiente. All’interno di questa missione è essenziale intendere il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro non solo come fonte normativa attraverso cui definire le regole del rapporto di lavoro ma anzi e soprattutto come la base per la crescita e lo sviluppo di un intero settore. Siamo certi che il Contratto unico di comparto su cui ha lavorato la nostra organizzazione rappresenterà uno strumento fortemente innovativo, che abbraccia appunto l’ambito dei LEA in una logica unitaria. Un documento, ma soprattutto un impegno concreto di lavoro a tutela di ogni attore coinvolto”, sottolinea Luca Pallavicini, presidente di Confcommercio Salute, Sanità e Cura.

L’intesa, che sarà sottoposta fino al 15 settembre alla ratifica degli organismi delle parti sociali firmatarie, interviene sulla sfera applicativa e sul sistema di inquadramento, sulle relazioni sindacali (strutturate ai due livelli nazionale e regionale/territoriale/istituzione), sui diritti sindacali, sul mercato del lavoro,  sull’organizzazione del lavoro (anche effettuato presso il domicilio dell’assistito) e sulle tutele delle condizioni di lavoro, nonché sul welfare contrattuale e sul trattamento economico normativo. E di conseguenza su tabelle retributive, orario di lavoro, malattia, permessi per aspettative e congedi, supporto alla genitorialità, formazione, pari opportunità e sostegno alle donne vittime di violenza.

Per i sindacati si tratta di “un Ccnl dalla forte matrice valoriale, sociale, solidale che riconosce dignità ai lavoratori di un settore altamente esposto alle logiche del dumping che l’intesa si propone di contrastare, uniformando i trattamenti economico normativi agli altri contratti nazionali di settore siglati dalle associazioni comparativamente e maggiormente rappresentativi, con la previsione di una clausola di armonizzazione delle previsioni contrattuali a fronte dei rinnovi contrattuali del comparto”.

Banner grande colonna destra interna

Aggregatore Risorse

ScriptAnalytics

Cerca