LE NOTIZIE DALLE ASSOCIAZIONI PROVINCIALI - Asset Display Page

LE NOTIZIE DALLE ASSOCIAZIONI PROVINCIALI

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6 aprile 2020

Confcommercio Chieti: "Bene alimentari e supermercati chiusi a Pasqua e Pasquetta"

Confcommercio Chieti plaude al provvedimento varato dalla Regione
Abruzzo che impone la chiusura degli esercizi commerciali di generi
alimentari per il 12 e 13 aprile, rispettivamente Pasqua e Pasquetta, ed
anche per le domeniche successive. “Si tratta di una decisione condivisa-
spiega Marisa Tiberio, presidente provinciale Confcommercio Chieti- che
tutela gli interessi di tutti in un momento storico così difficile per il nostro
Paese.” Questo perché con i negozi di alimentari ed i supermercati chiusi
le forze dell’ordine hanno la possibilità di controllare meglio e con più
rapidità chi non rispetta le regole disincentivando i furbetti che ricorrono
alla spesa pur di uscire nel giorno della tradizionale passeggiata fuoriporta.
Inoltre si tutelano i diritti di quei lavoratori che, in prima linea e con
enormi difficoltà, hanno fornito un servizio necessario ed essenziale in
questi giorni di emergenza. “E’ il momento della responsabilità, non
vanifichiamo gli sforzi fatti finora. La partita con il virus è ancora aperta e
non è stata ancora vinta. I tanti sacrifici di aziende e cittadini- afferma
Tiberio- non possono essere resi vani per i comportamenti irresponsabili.
Facciamo in modo di ripartire il prima possibile e in condizioni di
sicurezza perché più chiudiamo e prima riapriamo.”

Confcommercio Napoli: "Piano regione Campania insufficiente per le imprese" 

"Il Piano socio-economico della Regione Campania non è lo strumento adeguato per dare respiro alle imprese, travolte dall'emergenza coronavirus. Esso ha un indubbio valore sul piano dell'assistenza alle fasce più deboli della popolazione, ma, per evitare la scomparsa di gran parte delle imprese campane e dei posti di lavoro, occorrono misure assai più incisive". Questa è la posizione assunta dal Consiglio direttivo della Confcommercio Napoli, che si è riunito in videoconferenza, con la partecipazione del direttore generale Campania Pasquale Russo, del vicepresidente vicario di Napoli Luigi Muto e dei presidenti provinciali di Caserta e Salerno Lucio Sindaco e Giuseppe Gagliano, per fare il punto sui provvedimenti della Regione e del Governo e sulle iniziative per far ripartire le imprese. "Le stesse, limitate, misure previste dal Piano - si legge in una nota - sono chiaramente insufficienti a raggiungere tutte le imprese che ne hanno bisogno: il bonus di 2mila euro alle microimprese potrà soddisfarne solo 40mila, mentre in Campania sono attive oltre 300mila microimprese. Mancano del tutto interventi a sostegno delle piccole imprese che impiegano da 10 a 50 dipendenti. Inoltre, nel prevedere un contributo, misero, di 300 euro al mese ai lavoratori stagionali del settore ricettivo, ci si è completamente dimenticati degli stagionali del commercio, della ristorazione e degli stabilimenti balneari, decine di migliaia di lavoratori privi di qualsiasi copertura". Secondo Confcommercio Campania "le priorità sono ben altre: garantire liquidità reale in tempi brevi alle imprese, con garanzia pubblica al 100%; estendere almeno sino a fine anno la cassa integrazione in deroga, perché la crisi non finirà con la fase più acuta dell'epidemia; alleggerire l'Irap sulle imprese; prevedere contributi diretti commisurati al calo di fatturato; sospendere tasse, canoni ed addizionali regionali". Il giudizio della Confcommercio "resta perciò sospeso, in attesa di un provvedimento specificamente mirato al sostegno alle imprese". 

 

Confcommercio Veneto: "Bene governo su aiuti alle imprese, ma bisogna fare presto"

"Tutto va bene, purchè si faccia presto e si faccia senza burocrazia. I provvedimenti in se stessi sono buoni soprattutto i 25 mila euro di prestito con la garanzia al 100% dello Stato. Se, come ha detto il ministro Patuanelli, la procedura dell'erogazione sarà immediata e priva di vincoli, senza valutazioni di merito di credito o valutazioni siamo sulla strada giusta. Pero' ripeto: subito deve essere subito. E senza burocrazia." Cosi' il presidente di Confcommercio Veneto Patrizio Bertin ha commentato i recenti provvedimenti del governo ribadendo che la categoria rappresentata e' pronta alla riapertura. "Abbiamo appreso che l'Austria - conclude il presidente Bertin - comincerà la propria 'fase 2' già martedì 14 aprile. Ma non e' sulla data che appunto la mia attenzione, bensì sulle modalità. Il governo austriaco ha deciso di muoversi per gradi: prima i piccoli negozi sotto i 400 metri quadrati. Sarebbe tanto assurdo pensare, quando sarà il momento, a qualcosa del genere anche da noi?". 

 

Confcommercio Modena: "un impresa su due è pronta a chiudere"

Un imprenditore su due pronto a chiudere se l'emergenza dovesse durare a lungo, attività sospesa in quasi l'80% dei casi, svolgimento del servizio a domicilio in meno del 20% dei casi, calo del fatturato di oltre l'80% registrato dalla gran parte delle attività, liquidità finanziaria, pagamento dei fornitori e delle tasse le principali emergenze indicate, utilizzo degli ammortizzatori in circa la metà dei casi, ricorso all'assegno dei 600 euro in oltre i due terzi dei casi. E' questo, in sintesi, ciò che emerge da un sondaggio effettuato dall'ufficio studi di Confcommercio Modena su un campione di quasi 300 imprese associate, rappresentativo di tutti i settori del terziario – commercio, turismo, ristorazione, intermediazione immobiliare, servizi alle imprese – oltre che del mondo delle botteghe artigiane. “L'indagine condotta ci consegna un quadro preoccupante – commenta Tommaso Leone, presidente provinciale Confcommercio – certamente condizionato dall'impossibilità di prevedere quando sarà possibile incamminarci su un percorso di ripresa progressiva delle attività”. “La fotografia – puntualizza Leone – fornisce però in modo chiaro a quali conseguenza potremmo andare incontro non solo se l'emergenza perdurasse, ma anche qualora non dovessero essere adottate misure straordinarie, a livello nazionale per il ristoro almeno parziale dei fatturati persi, ma anche a livello locale (azzeramento/forte taglio della Tari su tutte) per sostenere la sopravvivenza di un pezzo fondamentale dell'economia locale”.

 

Ascom Torino: "si aumentino le tasse ai giganti del web"

Contrazione dei consumi da 806 milioni di euro nel torinese e da 1,470 miliardi in Piemonte. La stima fino a fine aprile è di Ascom Confcommercio, che prevede un raddoppio delle perdite nel caso in cui si riparta a ottobre. Si assisterebbe, fa sapere Ascom Torino, ad una riduzione del Pil al 3% e per quanto riguarda i consumi alla perdita di 4 miliardi e 225 milioni a livello regionale e 2 miliardi 315 milioni a livello torinese. A Torino e provincia Ascom registra un verticale crollo di fatturato, fra il 50% e il 75% soprattutto nel settore del turismo, dell'accoglienza e della somministrazione con punte fino al 90% per quanto riguarda le guide turistiche,le agenzie viaggi e il comparto dedicato all'organizzazione degli eventi. Tra i settori in sofferenza l'abbigliamento con -65%. Mentre il ricorso a piattaforme di e-commerce nel periodo di lockdown è schizzato all'80%. Per questo Maria Luisa Coppa, presidente Ascom Confcommercio Torino e provincia e Confcommercio Piemonte, ha chiesto un intervento "sui giganti del web aumentandone la tassazione". "I nostri dati segnano la profonda sofferenza economica che ha travolto le piccole e medie imprese del Terziario torinese , con punte estremamente negative per quanto riguarda il settore del turismo, la somministrazione e l'abbigliamento, mentre continua la corsa delle grandi piattaforme dedicate all'e-commerce. Alla politica chiedo concreti interventi di sostegno alle nostre imprese, in materia di liquidità con finanziamenti a fondo perduto, credito, sburocratizzazione e provvedimenti di velocizzazione per pagamenti e cassa integrazione per i dipendenti delle imprese", ha sollecitato Coppa, invitando i torinesi a stare a casa e a rispettare le norme, perché "prima si risolverà l'emergenza sanitaria prima potrà riprendersi l'economia e i nostri operatori potranno tornare ad offrire alla clientela l'accoglienza e la professionalità adeguata".

 

Confcommercio Venezia: "Imprese del turismo e della ristorazione in ginocchio"

"Bar, caffetterie, ristoranti e pizzerie, ma anche discoteche, banqueting, stabilimenti balneari: la chiusura delle attività, imposta per contenere l'epidemia Covid-19, ha annullato ogni incasso e le imprese si trovano a dover gestire molteplici problemi: dal pagamento di stipendi, contributi e fornitori alle locazioni degli immobili." Massimo Zanon, albergatore e ristoratore, presidente di Confcommercio Unione Metropolitana di Venezia, commenta così la fotografia, che il Centro Studi di Fipe (Federazione Italiana Pubblici Esercizi) Confcommercio ha scattato su un campione di piccole imprese della ristorazione, del turismo e del tempo libero. Secondo tale indagine, tra le misure già attivate, le imprese stanno utilizzando soprattutto la cassa integrazione in deroga (30,6%), la sospensione dei mutui (25%), la cassa integrazione ordinaria o il fondo di integrazione salariale (20,3%).  Per ora, solo il 17,1% dei lavoratori autonomi sta chiedendo i 600 euro per il mese di marzo; il 18,7%  degli imprenditori intervistati ritiene, invece, necessaria la sospensione del pagamento di tributi. Il 9,3% delle imprese sta accedendo anche alle procedure per la sospensione dei contributi previdenziali e delle ritenute fiscali. Il settore dei pubblici esercizi appare tra i più fragili: il 60,3% degli imprenditori  del settore esercita in locali in affitto, ma il 55,8% denuncia l'impossibilità di continuare a pagarlo ed il 23,1%  ha già chiesto la sospensione del canone e la sua rinegoziazione, a fronte di un 21,2%, che conta di poter ancora far fronte all'onere. Il monitoraggio della F.I.P.E. evidenzia che è comunque chiuso l'85,5% delle imprese di somministrazione alimenti, nonostante possano svolgere l'attività seppur limitatamente alla sola consegna a domicilio (principalmente ristoranti, pizzerie, pasticcerie). Il restante 14,5% sta cercando di reinventarsi l'attività, mediante la consegna di cibo a domicilio e di questi il 6,3% si sta attivando per la Pasqua. La maggioranza (80%) svolge il servizio di consegna in proprio, riutilizzando propri dipendenti . Il settore teme il prolungarsi della serrata per il contenimento del contagio: almeno il 42,7% degli imprenditori ritiene che si aprirà verosimilmente non prima di due mesi; oltre il 25% pensa che i tempi potranno allungarsi a tre mesi e più. La ripresa, inoltre, non sarà certo a regime: il 30,7% dichiara che dovrà licenziare parte del personale, il 42,1% è incerto sul da farsi, solo il 27,2% sembra intenzionato a ricostituire l'organico aziendale, che aveva prima del Covid-19. "Le misure attivate dal Governo sono un primo, piccolo salvagente - prosegue Zanon - Con le settimane, però, si delinea la gravità della situazione e la necessità che al più presto si adottino misure davvero eccezionali e adeguate, a cominciare dalla liquidità, che deve essere immediatamente disponibile. Serve un credito garantito dallo Stato, che consenta prestiti a lungo termine, da restituire tra i 15 e i 25 anni, a seconda dell'utilizzo, anche per recuperare il gap tecnologico che l'emergenza ha evidenziato in molte micro e piccole imprese. E' indispensabile anche che lo Stato si faccia carico di garantire un reddito ai lavoratori, che dovessero perdere il lavoro". A preoccupare è l'immediato futuro, cioè le settimane, che tradizionalmente caratterizzano l'apertura della stagione primavera-estate, che appare già compromessa, a cominciare da Pasqua, 1° maggio e settimana di Pentecoste. 

 

Confcommercio Pisa: "Consegne a domicilio anche per non alimentare"

I negozi e gli altri esercizi di commercio al dettaglio che vendono prodotti diversi da quelli alimentari o di prima necessità, possono proseguire le vendite effettuando consegne a domicilio". Lo rende noto la Confcommercio di Pisa che ha diffuso la lettera di risposta all'associazione di categoria e alla Camera di commercio della prefettura pisana alla quale era stato posto un quesito specifico. "Il tempo dell'ambiguità e dell'incertezza - afferma il direttore della Confcommercio pisana Federico Pieragnoli - e anche negozi di scarpe e di abbigliamento, librerie e giocattoli, oreficerie e cartolerie, e tutte le altre attività commerciali chiuse dallo scorso 11 marzo hanno piena e legittima facoltà di vendere on line e consegnare i prodotti direttamente a domicilio". Confcommercio spiega che "è proprio per evitare interpretazioni errate e sanzioni alle attività commerciali non alimentari che avessero intrapreso la vendita a distanza, abbiamo richiesto un chiarimento ufficiale alla prefettura. Ringrazio personalmente il prefetto per la chiarezza e la tempestività con la quale ha risposto al nostro quesito". "Le aziende che fanno commercio online possono recarsi presso il proprio esercizio per predisporre la spedizione - precisa Pieragnoli - ma le attività amministrative come ad esempio gestione degli ordini, assistenza alla clientela, ove possibile, debbono essere organizzate in modalità a distanza o lavoro agile. Invito i pisani a sostenere queste attività commerciali e a rivolgersi a loro che sono la tradizione e la forza del nostro tessuto economico, invece che alle grandi piattaforme online".

Confcommercio Como a sostegno del personale medico

Lo stato di emergenza determinato dal rischio epidemiologico Covid-19 ha  messo tutti a dura prova materialmente e moralmente. La misura migliore per ridurre la diffusione è “stare a casa”, ma anche se si sa che è un gesto di responsabilità, dall'altro lato ci si sente impotenti in quanto non fornisce alcun aiuto concreto a chi combatte in prima linea. “Prima ne usciamo da questa situazione - afferma il Presidente di Confcommercio Como Ciceri – e prima ci sarà una ripresa in tutti i settori, la priorità è sconfiggere questo pericoloso virus una volta per tutte per poi rimboccarci le maniche per ripartire con energia e determinazione”. Ecco allora che l'Associazione maggiormente rappresentativa delle aziende del Commercio, del Turismo, dei Servizi e delle Professioni della provincia di Como scende in campo per rispondere con un’azione concreta alla richiesta di aiuto del personale medico degli ospedali di Como e Provincia. Lo fa attraverso una serie di forniture di gel igienizzante per le mani che verranno consegnate nei prossimi giorni alle strutture sanitarie. “Dare un contributo a chi lavora per tutti noi negli ospedali, mettendo a rischio la propria salute – spiega il Direttore di Confcommercio Como Monetti – riteniamo che sia un doveroso segnale per manifestare concreta vicinanza e sostegno anche psicologico da parte di tutte le imprese del Terziario associate a Confcommercio Como”. Tutto il Consiglio di Confcommercio Como, tramite il Consigliere Gianmaria Gambotti, si è prodigato nella ricerca del gel igienizzante, ultimamente introvabile. Confcommercio Como fornirà, quindi, 190 taniche di gel da 5 kg/cad e 750 flaconi da 500 ml,  suddivisi tra l'Ospedale Sant'Anna di San Fermo della Battaglia, il Valduce di Como, l’Ospedale di Cantù, il Fatebenefratelli di Erba, l’Ospedale di Gravedona e quello di Menaggio.

 

Confcommercio Palermo lancia una raccolta fondi per persone bisognose

Confcommercio Palermo lancia tra i propri soci una raccolta fondi da destinare a "tutte quelle persone che non riescono più ad assicurare a sé e alla propria famiglia neanche i beni di prima necessità". L'iniziativa di solidarietà prevede che le somme raccolte vengano devolute interamente alla Caritas di Palermo per contribuire all'acquisto di ''kit spesa'' composti da beni di prima necessità e aiutare chi in questo momento ha particolare bisogno di sostegno alimentare. ''Pure in un momento di difficoltà individuale e collettiva e con il protrarsi della misure restrittive - scrive la presidente Patrizia Di Dio nella lettera inviata ai diecimila associati di Confcommercio Palermo- abbiamo il dovere di impegnarci nella solidarietà verso i più deboli. Ogni contributo sarà una goccia nell'oceano ma si sa che l'oceano è fatto di tante gocce”.

 

Confcommercio Taranto: le iniziative per il sostegno al territorio

Confcommercio Taranto in sinergia con il Confidi Confcommercio Puglia, sta portando avanti ogni attività necessaria a sostegno del territorio provinciale in questa particolare situazione di carenza di liquidità per le imprese. Il Confidi più che mai in questi giorni  "trait d’union" tra imprese e banche,  si sta attivando  per dare   risposte veloci al bisogno delle piccole e medie imprese  locali di individuare percorsi che diano  respiro, in questo particolare periodo di blocco delle attività e  di carenza di liquidità. Confcommercio Taranto chiede l’intervento del Prefetto per  invitare i sindaci del territorio provinciale  a  differire  le scadenze delle tasse locali.

 

Confcommercio Vicenza: "Già avviate 2500 procedure per gli ammortizzatori sociali"

Più di 2.500 domande, per oltre 10mila lavoratori; e i numeri crescono di giorno in giorno (solo oggi 100 domande ogni ora).  Sono le pratiche relative agli ammortizzatori sociali (Cassa Integrazione in Deroga e Fondo di Integrazione Salariale) avviate in questi giorni di emergenza Covid19 dall’Ufficio relazioni sindacali di Confcommercio Vicenza: la fotografia di una situazione drammatica fatta di aziende del commercio, del turismo e dei servizi le cui attività sono state sospese o fortemente ridotte.“In un momento di emergenza occupazionale abbiamo lavorato prima di tutto per ottenere, anche per le imprese del settore con un numero limitato di dipendenti, l’accesso agli ammortizzatori sociali, così da non perdere un patrimonio essenziale di competenze, oltre che ovviamente da assicurare un sostentamento ai loro collaboratori, visto che i mancati introiti rendono complesso il pagamento degli stipendi – spiega Ernesto Boschiero, direttore di Confcommercio Vicenza –. Abbiamo esercitato un pressing fortissimo sulle istituzioni per garantire anche qui gli ammortizzatori sociali, prima previsti solo dai 6 dipendenti in su, e per semplificare le procedure. La concessione della Cassa Integrazione in Deroga anche alle micro imprese – aggiunge Boschiero - e la previsione di attivarla solo attraverso un’informativa è stata la giusta risposta alle nostre richieste”. Ma poi si trattava anche di rendere possibile, in tempi celeri, l’accesso agli ammortizzatori sociali, attraverso un capillare lavoro di informazione alle aziende e di supporto nelle procedure: “Per farlo abbiamo messo in campo una task force di esperti che sta lavorando senza sosta affiancando le imprese in tutti i passi necessari - spiega il direttore di Confcommercio Vicenza -. Non possiamo però nascondere la preoccupazione che abbiamo sull’entità dei fondi disponibili: il Governo dovrà mettere mano ad altre risorse perché altrimenti il Veneto non ce la può fare a soddisfare tutte le richieste”. In gioco c’è il sostegno a migliaia di lavoratori e alle loro famiglie, che hanno diritto a strumenti di tutela, comunque limitati nel tempo: fino a 13 settimane per le microimprese dai 5 dipendenti in giù e per tutte le aziende non coperte da ammortizzatori sociali; 9 settimane di Assegno Ordinario del FIS per le aziende dai 5 ai 50 dipendenti. Accedono alla Cassa Integrazione in Deroga anche le aziende del commercio strutturate con più di 50 dipendenti per il particolare evento Covid19. Ma non c’è solo la questione delle tutele ai dipendenti delle imprese. Ci sono anche attività gestite a livello individuale o familiare in grave sofferenza. Per tutti questi imprenditori l’unica misura di sostegno al reddito messa in campo in questo momento è l’Indennità per i lavoratori autonomi di 600 euro, prevista per il mese di marzo (anche se già si parla di una proroga ad aprile, incrementandola a 800 euro) e riservata, ovviamente, a chi non è titolare di pensione. “E’ una misura largamente insufficiente, come abbiamo sottolineato fin dall’inizio e dovrà essere accompagnata da ben altri provvedimenti”, afferma il direttore Ernesto Boschiero. Ma intanto da domani 1 aprile scatta la corsa alla domanda, che va presentata alla propria cassa di previdenza (per i professionisti iscritti a casse di natura privatistica dunque va fatta al proprio ente). Per quanto riguarda il Bonus erogato dall’Inps, la platea degli interessati è: i lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali Inps e quelli  con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa. E poi i lavoratori iscritti alle gestioni obbligatorie Inps (AGO)  tra i quali anche i commercianti, i soci di società di persone o di capitali. Inclusi, nel bonus dell’Inps, anche gli agenti e rappresentanti di commercio, che pur essendo obbligati ad essere iscritti a questo isituto, lo sono anche alla loro cassa privata, l’Enasarco. “Per loro, grazie al pressing di Fnaarc-Confcommercio, è stato stabilito che ad erogare l’indennità sarà l’Inps, evitando dunque di incorrere in una serie di limitazioni previste per chi dovrà invece rivolgersi alle casse private. Si tratta certamente di un fatto positivo per queste fondamentali figure dell’intermediazione, molto penalizzate in questo momento” spiega Ernesto Boschiero. Anche in questo caso, vale a dire per la richiesta dell’indennità, Confcommercio Vicenza garantisce supporto agli imprenditori attraverso il proprio patronato Enasco, operativo nella sede provinciale e in quelle territoriali dell’Associazione.

 

Confcommercio Pescara: "Migliaia di imprese rischiano di non riaprire"

Il presidente della Confcommercio Pescara, Franco Danelli ha sottolineato che “Sono urgenti misure straordinarie da parte della politica a supporto delle piccole e medie imprese che rischiano di non riaprire al termine dell’emergenza Coronavirus. Solo nella nostra provincia sono già più di mille. Da settimane le saracinesche sono abbassate e gli incassi azzerati ma i costi, dagli affitti alle utenze, continuano ad accumularsi. Ogni serranda che resterà abbassata sarà una ferita per il nostro territorio. Per scongiurare questo gli interventi finora varati non sono sufficienti e occorre quindi che si intraprendano senza indugio ulteriori misure più incisive tra le quali aumentare da 600 a 1.000 euro per tre mesi il bonus attualmente previsto per le partite iva; cancellare e non semplicemente sospendere imposte e contributi dei mesi di marzo, aprile e maggio con abolizione del limite di fatturato; cancellare per il primo semestre tutti i tributi locali (TARI, COSAP, IMU, IMPOSTA PUBBLICITA’). In questo i Comuni devono chiedere di essere aiutati dal Governo; sospendere per il primo semestre e poi rateizzare il pagamento delle bollette delle utenze aumentare dal 60% al 100% il credito di imposta sulle locazioni commerciali per almeno tre mesi con tassazione zero per i proprietari che riducono il canone di più del 50%; facilitare l’accesso al credito a tasso zero con la garanzia dei Confidi mediante contributi in conto interessi statali e regionali. "Occorre intervenire con rapidità e decisione - ha concluso Danelli -se non vogliamo che tante serrande non si rialzino più una volta superata l’emergenza. Ci aspettiamo che nel Decreto di Aprile possano esserci le cose da noi richieste e che i Comuni e la Regione intervengano con forza presso il Governo per poter ridurre le imposte locali. Non c’è più tempo da perdere. Ne va del futuro di migliaia di imprese”.

 

Confcommercio Treviso: numeri di pratiche Covid 19 in costante crescita

Oltre 800 pratiche per la CIGD (e alla data di oggi se ne contano altre 500 da scaricare) per circa 2400 lavoratori, e 340 accordi stipulati per il Fis (Fondo integrazione salariale) che riguardano 4500 lavoratori. Nell’insieme stiamo parlando di oltre 7000 lavoratori attualmente sospesi tra turismo e commercio al dettaglio non alimentare: sono questi i numeri del report del primo mese di coronavirus per commercio, turismo, servizi. In pieno lockdown, il terziario sta facendo ricorso in massa agli ammortizzatori. Tra i settori il maggior numero di pratiche è riferibile ai pubblici esercizi, al turismo, alla ristorazione, alla moda. Il Fis prevede 9 settimane di contributo per imprese con numero di dipendenti tra 5 e 50, mentre la CIGD (cassa integrazione in deroga) prevede, anche per microimprese sotto ai 5 dipendenti, i 30 giorni ordinari più 9 settimane per un totale di 13 settimane di contribuzione. Grazie agli accordi tra Confcommercio e Parti sociali, per la provincia di Treviso, l’Ente bilaterale (EBiCom) facilita la procedura di accesso, ed è diventato il riferimento di consultazione per tutte le pratiche per aziende che applicano i contratti del terziario e del turismo. In questo momento EBiCom è anche osservatorio privilegiato della crisi per il settore terziario. “E’ una marcia in più della nostra provincia” – spiega il presidente di Confcommercio Federico Capraro- che, con i propri uffici, si rende disponibile per tutto terziario, non solo per gli associati, ed anche in questo momento di emergenza dimostra l’importanza di poter snellire la burocrazia, ma non toglie nulla alla drammaticità dei numeri e della crisi che si è già aperta. Sei stipendi su dieci, in provincia, - afferma Capraro - sono pagati da imprese del terziario. Di queste, lavorano solo quelle dei beni essenziali (alimentare e pochi altri generi), tutti gli altri settori, aperti al pubblico, sono chiusi, ancora purtroppo privi della possibilità di programmare, alle prese con una gestione dei costi fissi e del lavoro dipendente “congelato”. “E se CIGD e FIS sono soluzioni- tampone che offrono una sopravvivenza temporanea” - afferma Capraro, resta il problema – gravissimo - di cui nessuno o ancora pochi si rendono conto- dell’anticipo del denaro ai lavoratori a casa per decreto. Se non si trova una soluzione immediata, vedo a rischio dal prossimo mese la spesa delle famiglie ed i consumi essenziali, c’è in ballo la tenuta sociale del territorio, oltre che economica. Senza contare come ha già affermato dall’Assessore Donazzan -  i fondi regionali e il riparto fatto dal Ministero per la Regione Veneto sono assolutamente inadeguati. Serve molto di più. Il fattore tempo è strategico: vista la storia della crisi 2008-2014, pur con tutti gli sforzi messi in campo, i tempi di erogazione dell’ammortizzatore sul conto corrente del lavoratore, potrebbero sfiorare qualche mese: una follia per famiglie alle prese con le spese correnti. Il terziario privato ha subito uno shock, le imprese non recupereranno i fatturati perduti ed i lavoratori hanno una perdita di reddito enorme. Sono a rischio chiusura migliaia di imprese: occorre un’assunzione di responsabilità immediata da parte delle banche e da parte dello Stato. Serve un cambio di passo ed un nuovo approccio economico: lo stesso che, in campo sanitario, ha consentito di allestire le camere di terapia intensiva in pochi giorni e di riallestire gli ospedali in disuso in una settimana. Anche le imprese sono in guerra”.

 

Confcommercio Palermo istituisce SOS impresa

"Stiamo lavorando senza soste per assistere ogni singolo imprenditore, dobbiamo fare tutto il possibile per mettere in sicurezza le nostre aziende di fronte a una tragedia umana ed economica di dimensioni tanto drammatiche quanto surreali''. Lo dice Patrizia Di Dio, presidente di Confcommercio Palermo che sta "producendo il massimo sforzo possibile - in stretto contatto con Confcommercio nazionale - per elaborare le proposte da avanzare nelle opportune sedi istituzionali, per aiutare le migliaia di imprese associate a districarsi tra norme e complessa burocrazia e per l'accesso ai primi provvedimenti tampone". Gli uffici, in particolare, si stanno adoperando per rendere accessibili gli ammortizzatori sociali di imminente applicazione: la Cassa Integrazione in deroga e il Fondo Integrazione Salariale. Confcommercio Palermo lancia ''SOS Impresa'' e ha istituito una mail dedicata, messa a disposizione per le richieste degli associati: (relazionisindacali@CONFCOMMERCIO.pa.it), oltre al numero telefonico 091.582716. ''Le nostre aziende - spiega la Di Dio - non possono essere lasciate sole a districarsi su come fare per sospendere il pagamento dei tributi, dei mutui, dei finanziamenti, per le richieste di moratorie e proroghe, per l'accesso al credito bancario e alla cassa integrazione per i dipendenti, con le autorizzazioni all'accesso nelle aziende e per gli spostamenti di lavoro per quelle attività che possono farlo. Dobbiamo anche preoccuparci di rendere semplici ed immediate le eventuali autorizzazioni per la conversione della propria attività consentendo, per esempio, a chi lo può fare, la vendita on line o le consegne a domicilio''. 'Confcommercio Palermo- prosegue la Di Dio - sta lavorando a pieno regime con gli strumenti digitali e in smart working, con il costante coordinamento del direttore Enzo Costa, per assolvere nel modo più profondo e autentico alla mission di una associazione di categoria che vuole rendere ancora più misurabile il proprio sostegno, monitorando l'enorme mole di provvedimenti emanati dalle istituzioni per fornire le corrette indicazioni grazie anche all'ausilio degli esperti della Confederazione''. ''I primi provvedimenti del Governo rappresentano solo un primo tampone e non intervengono concretamente sui danni irreparabili che stiamo subendo. Abbiamo avuto ampie assicurazioni che ulteriori misure saranno oggetto di un nuovo decreto. Tra le misure urgenti c'è la necessità di indennizzi per i danni subiti perché le attività fermate per decreto non hanno più avuto alcuna fonte di ricavo. Noi abbiamo fermato le nostre attività ma nessun decreto ha bloccato costi fissi, canoni di locazione, utenze, manutenzioni, acquisti di materiali e prodotti che non avranno più valore perché non potremo più venderli. E poi occorre l'immediata immissione di liquidità e l'abolizione dei tributi fiscali e previdenziali fino a quando l'economia non potrà riprendere il suo corso naturale. E ovviamente c'è bisogno di un fluido accesso al credito per riprogrammare il futuro delle nostre aziende e dei posti di lavoro che garantiamo''. ''Le nostre imprese - conclude la Di Dio - hanno obbedito con grande compostezza alle prescrizioni del Governo nella consapevolezza che prima finirà l'emergenza sanitaria e più veloce sarà il ritorno alle nostre attività imprenditoriali. Abbiamo nel nostro Dna la capacità di affrontare enormi sacrifici ma in presenza di un evento eccezionale la risposta delle istituzioni deve essere altrettanto eccezionale ed è a questa speranza che ci aggrappiamo con tutte le nostre forze''.

 

Confcommercio Lazio Sud: "Sospendere o annullare tutti i tributi comunali"

Confcommercio Lazio Sud ha scritto una lettera aperta ai sindaci dei comuni di Latina e Frosinone. "Tutti noi stiamo vivendo quello che nessuno avrebbe mai potuto neanche immaginare. La più grave crisi sanitaria, sociale ed economica che il nostro paese sta affrontando dal dopoguerra. Innanzitutto, grazie per quello che state facendo e per quello che continuerete a fare per mettere in sicurezza le vostre Comunità. Il sistema delle imprese è al vostro fianco e lo sarà finché questo nemico subdolo ed insidioso sarà sconfitto. Fino ad allora dobbiamo resistere e dobbiamo essere messi in grado di farlo. Stiamo vivendo una emergenza che richiede scelte emergenziali, semplici con provvedimenti veloci ed eccezionali. Il rischio per le nostre imprese e per l'intero sistema è di entrare in un ciclo irreversibile di povertà. Tutte le previsioni danno per certo una importante contrazione del PIL, con uno scenario sull’impatto della crisi di proporzioni inimmaginabili. Occorre, un cambiamento di mentalità da parte di tutti ad incominciare da noi, necessario in questa crisi come lo sarebbe in tempi di guerra; non agire tempestivamente può risultare irreversibile. Sono necessarie da parte delle Amministrazioni locali politiche emergenziali per l'economia, da prevedere, in fase di elaborazione e/o rimodulazione dei bilanci comunali, per sostenersi a vicenda nel perseguimento di ciò che è evidentemente una causa comune. Per tali motivi, vi chiediamo se non lo aveste già fatto, di mettere in campo le seguenti misure di sostegno: SOSPENSIONE/ANNULLAMENTO IMMEDIATO DI TUTTI I TRIBUTI LOCALI (Tosap, Tari, Tasse di Affissione, Tasse di Soggiorno, Canoni Relativi al Commercio su aree Pubbliche, Quota Comunale Imu, ecc); SOSPENSIONE/ANNULLAMENTO immediato dell'obbligo di pagamento degli adempimenti fiscali non dipendenti da termini fissati dal legislatore nazionale; fino alla conclusione dell'emergenza che come previsto nel DCPM è fissata nel 31 luglio, salvo proroghe

 

Confcommercio Milano: "grande impegno della rete commerciale per il servizio di consegna a domicilio"

Da Confcommercio Milano un contributo importante alla mappa del Comune di Milano per conoscere le realtà commerciali alle quali potersi rivolgere – in questo periodo di emergenza per il Covid-19 – per la consegna a domicilio. E sul portale www.confommerciomilano.it sono disponibili gli elenchi di attività, suddivisi per territorio (oltre a Milano città, l’area metropolitana, Monza Brianza e Lodi) che hanno segnalato lo svolgimento del servizio di consegna a domicilio con tutti i dati necessari: i riferimenti delle aziende, i contatti telefonici e, dove indicate, altre informazioni utili come email ed eventuali note aggiuntive sulle modalità del servizio. Elenchi (su Milano città, ad esempio, sono ad oggi segnalate più di 80 attività) che vengono costantemente aggiornati ed integrati. A Milano la segnalazione degli esercizi commerciali che svolgono l'attività di consegna a domicilio è realizzata con le Associazioni aderenti, la Filiera agroalimentare della Confcommercio milanese, con Epam per i pubblici esercizi e con il supporto della Rete associativa vie di Confcommercio Milano. L'iniziativa promossa da Confcommercio Milano “è pensata in particolare – spiega il consigliere Gabriel Meghnagi, presidente della Rete associativa vie - per andare incontro alle oggettive difficoltà delle fasce più fragili della popolazione. In un momento di grande emergenza come quello attuale, è importante informare i cittadini dei quartieri in cui esercitiamo le nostre attività sui servizi svolti proprio per offrire nuove opportunità. Consegne a domicilio nel pieno rispetto delle indicazioni igienico-sanitarie per quanto riguarda confezionamento e trasporto”. “La possibilità delle consegne a domicilio per il nostro settore – afferma Lino Stoppani, presidente di Epam, l’Associazione dei pubblici esercizi (Confcommercio Milano) - ha un doppio valore: uno economico, certamente, perché consente a diverse attività di continuare a lavorare, e ad altre persino di innovarsi. Ma non solo: il delivery è oggi inteso anche come un contributo, un servizio alla comunità. Per continuare ad essere non solo pubblici esercizi, ma anche esercizi con un valore pubblico”. "La consegna a domicilio è sempre stata un valore aggiunto del servizio che il commercio di prossimità svolge – sottolinea Sergio Pietro Monfrini, presidente di Assofood, l’Associazione del dettaglio alimentare di Confcommercio Milano – in questo momento drammatico acquisisce anche un valore sociale e morale. Per questo il nostro impegno si intensifica per essere al servizio della comunità”. Anche il Club Imprese Storiche di Confcommercio Milano ha avviato un’iniziativa di sensibilizzazione presso le imprese storiche aderenti per raccogliere i dati necessari dalle attività commerciali che possono svolgere l’attività di consegna a domicilio.

 

Confcommercio Vicenza: "Esonerare le attività del commercio dal pagamento dei tributi locali"

L’emergenza coronavirus ha portato la quasi totalità delle imprese commerciali a sospendere l’attività dai primi giorni di marzo. A parte i negozi di generi alimentari e che vendono beni di prima necessità (come ad esempio farmacie, parafarmacie edicole, tabaccherie…), che attuando le misure anticontagio, continuano a svolgere il loro servizio sul territorio, il resto degli esercizi commerciali dei ristoranti, dei pubblici esercizi, ristoranti, alberghi, discoteche, palestre, mercati ambulanti, ovvero l’insieme delle imprese del Terziario, con la chiusura temporanea stanno subendo contraccolpi pesantissimi. La mancanza degli incassi non si accompagna infatti allo stop delle spese fisse, creando un’emergenza di liquidità che farà sentire i suoi effetti anche sul futuro in gran parte delle imprese commerciali, dal piccolo dettaglio fino all’ingrosso. “Le misure finora varate dal Governo con il decreto “Cura Italia” non bastano per far fronte all’emergenza economica in atto – dice Sergio Rebecca, presidente della Confcommercio della provincia di Vicenza -. Vogliamo credere che questi interventi siano solo l’inizio e che in un successivo provvedimento lo Stato metta in gioco altre risorse e altre misure, magari derivanti dal sostegno dell’Unione Europea. E’ chiaro che la priorità di tutti ora è la salute – continua Rebecca – ma è necessario anche preparare il terreno per far rinascere un’economia, fatta soprattutto di piccole imprese, che sono ogni giorno di più in, grave, difficoltà. Diversamente, ci saranno attività del commercio, del turismo e dei servizi che non avranno la forza di ricominciare, con effetti disastrosi sulla rete distributiva di vicinato e, quindi, in termini di servizio ai cittadini”. In questo quadro, Confcommercio Vicenza continua a chiedere a gran voce a tutti gli interlocutori istituzionali, che possono adottare misure a favore delle imprese locali, di agire in modo chiaro, deciso e veloce. E’ di questi giorni, infatti, la seconda lettera indirizzata a tutti i Sindaci della provincia, con cui l’Associazione chiede formalmente di “esaminare ogni soluzione volta a riconoscere alle aziende l’esonero dal pagamento (no slittamento, ma esenzione), o comunque la consistente riduzione, per il periodo marzo – settembre 2020 delle seguenti imposte di competenza comunale: tassa sui rifiuti; canone per l’occupazione del suolo pubblico per i plateatici esterni dei pubblici esercizi; canone di occupazione del suolo pubblico per gli ambulanti non alimentari; imposta sulla pubblicità per le attività dei comparti del commercio, del turismo e dei servizi”.
“Dopo la nostra richiesta del 6 marzo scorso – precisa il presidente di Confcommercio Vicenza – sono ancora troppo poche le amministrazioni che hanno adottato provvedimenti utili per ridurre adeguatamente i tributi locali, cioè su pagamenti che hanno una forte incidenza sulle nostre imprese. Chiediamo perciò di agire ora, sposando l’obiettivo di salvaguardare quanto più possibile le imprese del territorio, la rete distributiva che, quando sarà finita la situazione di emergenza, deve essere messa in grado di ripartire. Chiediamo, quindi, che ognuno faccia la propria parte. Noi continueremo – conclude Rebecca - ad essere i portavoce, a ogni livello, delle esigenze e delle necessità delle nostre imprese”. Nella lettera indirizzata ai Sindaci, la richiesta di esonero dal pagamento dei tributi locali per le imprese è accompagnata da una serie di altre proposte da mettere in atto finita l’emergenza coronavirus. Confcommercio Vicenza – si legge nella missiva -chiede espressamente a tutte le amministrazioni locali l’impegno ad utilizzare l’imposta di soggiorno, se istituita, per azioni di promozione turistica straordinaria del territorio, attraverso iniziative coordinate le Organizzazioni di Gestione della Destinazione. Inoltre, di valutare la possibilità di concedere, una volta passata l’emergenza, l’accesso gratuito a musei o siti monumentali e la sosta gratuita nei parcheggi situati in prossimità dei centri storici o comunque di aumentare i tempi di sosta a fronte delle tariffe in essere; infine, la riduzione dell’aliquota IMU in pagamento per gli immobili. Tale richiesta costituirebbe un aiuto concreto alla liquidità aziendale ed un segno tangibile di vicinanza alle imprese. adeguatamente i tributi locali, cioè su pagamenti che hanno una forte incidenza sulle nostre imprese. Chiediamo perciò di agire ora, sposando l’obiettivo di salvaguardare quanto più possibile le imprese del territorio, la rete distributiva che, quando sarà finita la situazione di emergenza, deve essere messa in grado di ripartire. Chiediamo, quindi, che ognuno faccia la propria parte. Noi continueremo – conclude Rebecca - ad essere i portavoce, a ogni livello, delle esigenze e delle necessità delle nostre imprese”.
 

Confcommercio Taranto: "tagliare le tasse locali"

La riduzione delle tasse locali che gravano sulle attività commerciali e turistiche è stata chiesta, causa fermata generale per il coronavirus, da Confommercio Taranto. Il presidente Leonardo Giangrande ha inviato una lettera al prefetto di Taranto, Demetrio Martino, e ai sindaci della provincia. Giangrande parla "di grave emergenza economica del territorio determinata dalla crisi Covid 19". Confcommercio Taranto chiede quindi "la sospensione immediata e il differimento di tutti i tributi locali per le attività commerciali".  "Al di là dei provvedimenti del governo in materia di aiuti alle imprese, occorre", sostiene Giangrande nella lettera, "un aiuto concreto anche a livello locale. La nostra richiesta non è soltanto un semplice congelamento o rinvio, ma anche una vera e propria istanza per il ricalcolo dei tributi commisurato al periodo di emergenza e di mancata attività". "Chiediamo - evidenzia Confcommercio Taranto - l'adozione di provvedimenti straordinari a favore delle imprese che sono l'insostituibile motore economico del territorio". In particolare, l'organizzazione di categoria propone ai sindaci la riduzione aliquota Imu 2020 che preveda il mantenimento della sola aliquota base nazionale (pari all' 8,6 per mille) e l'azzeramento della quota parte di pertinenza comunale. Si chiede poi la riduzione almeno del 30% della tassa sui rifiuti delle attività produttive del terziario e del turismo, nonché la riduzione della tariffa dell'imposta sulla pubblicità relativa alle insegne delle imprese ed esenzione dall'imposta di pubblicità relativa alle affissioni che pubblicizzano attività economiche del terziario. Altra richiesta di Confcommercio Taranto riguarda lo "stop all'imposta di soggiorno, oppure l'impegno di utilizzare gli incassi in azioni mirate alla promozione turistica straordinaria da affidare a Consorzi di promozione turistica". Completano le richieste la riduzione dei canoni di concessioni e quella di almeno il 50% dell'ammontare annuale del canone relativo all'occupazione del suolo pubblico.

 

Confcommercio Reggio Emilia: accordo con i sindacati per sostegno al reddito di imprese e lavoratori

Davide Massarini, nell’ambito della bilateralità e nella sua qualità di Presidente di Confcommercio-Imprese per l’Italia Reggio Emilia, ha siglato con le Organizzazioni Sindacali dei Lavoratori rappresentate dai segretari provinciali Filcams-CGIL Luca Chierici, Fisascat-Cisl Enrico Gobbi e UilTucs Lorenzo Tollari un Accordo di Sostegno al Reddito in favore delle imprese e dei lavoratori appartenenti al settore Terziario, Distribuzione e Servizi. L'accordo è già stato recepito dall’Ente Bilaterale Terziario, Distribuzione e Servizi di Reggio Emilia. Il Presidente dell’Ente Bilaterale, Patrizia Pizzetti, precisa che entro il fine settimana saranno disponibili on line sul sito dell’ente www.ebtreggioemilia.it l’accordo siglato dalle parti sociali e la modulistica necessaria all’inoltro delle domande che, al momento, saranno accettate solo mediante l’invio di mail all’indirizzo di posta elettronica info@entebilaterale.re.it. In particolare il sostegno interverrà esclusivamente, secondo i parametri indicati nel regolamento recepito e nei limiti dei fondi disponibili, in favore delle imprese del settore terziario, distribuzione e servizi in regola da almeno tre anni coi versamenti all’Ente Bilaterale. Le causali riguardano sia il rimborso della somma anticipata dal datore di lavoro per la parte di integrazione dello stipendio non prevista dagli aiuti messi in campo dal Governo ma prevista nelle nuove causali di sostegno al reddito individuate a livello provinciale, sia il rimborso delle spese sostenute dalle imprese per la sanificazione, l’acquisto dei dispositivi di protezione individuale e gli investimenti sostenuti per permettere lo svolgimento della prestazione lavorativa da remoto.

 

Confcommercio Potenza: “sostegno a piccole imprese per misure di sicurezza”

"Un sostegno alle piccole e medie imprese, per l'adozione di termo scanner e dispositivi di sicurezza e protezione individuale (mascherine e guanti) e dispenser igienizzanti all'ingresso a tutte le attività aperte al pubblico": è la proposta che Confcommercio Potenza ha avanzato in un documento inviato al prefetto di Potenza. Annunziato Vardé. dopo la riunione sulla chiusura di attività industriali e commerciali per l'emergenza coronavirus. "Le attività contenute nell'elenco allegato al Dpcm - dichiara il presidente dell'associazione, Fausto De Mare - devono continuare il loro svolgimento, per garantire la produzione di beni, merci e servizi essenziali, necessarie per la sopravvivenza del Paese, valutando la limitazione degli orari e anche delle giornate di apertura al pubblico facendo salva la modalità di reperibilità a chiamata, per urgenze, o prevedere calendari di funzionamento di servizi al pubblico a giornate alternate". "Ci riserviamo nei prossimi giorni - conclude Di Mare - di confrontarci, per un'analisi più approfondita, congiunta e condivisa, con le altre associazioni di categoria, in rappresentanza del sistema camerale regionale".

 

Confcommercio Napoli: "chiediamo stop tasse a tutti i Comuni"

"Confcommercio già da giorni ha chiesto a tutti i Comuni della Campania la sospensione delle tasse comunali relative al settore del commercio". Lo dichiara il direttore generale di Confcommercio Napoli, Pasquale Russo. "Rappresentiamo oltre 30mila imprese e centinaia di migliaia di lavoratori che vivono un momento di particolare difficoltà - spiega Russo – e accogliamo dunque con particolare favore la prima risposta del sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, che ha annunciato misure in questa direzione, così come già alcuni Comuni del Salernitano e del Casertano avevano fatto nei giorni scorsi. Bisogna tenere alta l'attenzione però affinché alle parole seguano immediatamente i fatti, altrimenti un settore strategico come quello del commercio rischia di dover affrontare una crisi terribile dalla quale sarà difficile riprendersi nei prossimi mesi".


Confcommercio Sud Sardegna: “situazione economica drammatica”

"Il sistema produttivo è uno dei più gravi malati di Covid-19 e ad esso bisogna prestare cure capaci, valide e immediate, la situazione economica è drammatica, molte imprese rischiano di non riaprire". Così il presidente di Confcommercio Sud Sardegna, Alberto Bertolotti, commenta la crisi senza precedenti causata dall'emergenza coronavirus. "Certo nessuna manovra potrebbe ripristinare le condizioni in cui eravamo prima del coronavirus ma questa, come detto da molti, è una guerra. Arretreremo, lo sappiamo tutti. E non di poco. Ma siamo gente, noi imprenditori, che, se vuole, sa ricostruire. Non ci mancano né idee, né coraggio, né grinta, né competenze. L'importante adesso è augurarci di arrivare al più presto alla fine del dramma. Poi, come sempre, sapremo riprenderci. E' una situazione emergenziale a cui tutti stiamo lavorando giorno e notte ed il tiro va sicuramente aggiustato giorno dopo giorno". Secondo Bertolotti sono ancora insoddisfacenti le misure statali a sostegno del tessuto produttivo del "Cura Italia" e ritiene che sia necessario un grande progetto italiano. "Siamo consapevoli che si tratti solo di una primissima risposta, rimane costantemente elevata l'aspettativa che il governo adotti ulteriori provvedimenti, che li renda immediatamente usufruibili attraverso opportune ed efficaci norme di attuazione, sburocratizzando le pratiche, e che l'Eurogruppo decida di adottare una comune risposta europea che rafforzi gli interventi statali. Serve un progetto per la ricostruzione fatto di semplificazione, innovazione, alleggerimento del peso fiscale e buoni investimenti pubblici. Ma anche interventi mirati al sostegno della domanda". Il comparto turistico, secondo il presidente di Confcommercio Sud Sardegna, sarà quello che avrà le ricadute peggiori. "Molti i temi che sono rimasti ancora in sospeso e sui quali continueremo a lavorare nel fermo intento di voler trasmettere ai decisori la convinzione oggettiva che, come autorevolmente sostenuto in questi giorni dal Cerved, l'impatto del Covid-19 sui settori produttivi, veda il comparto turistico come il settore che avrà le performance peggiori rispetto a tutti gli altri". L'associazione di categoria promuove le iniziative messe in campo dalla Giunta regionale. "Merita sottolineare come la giunta Solinas allo stato attuale sia responsabilmente supportata da tutte le forze politiche anche di opposizione, in materia di incremento degli strumenti di credito, garanzie e sostegno a favore delle aziende sarde e dei lavoratori.

Ammortizzatori, in Abruzzo intesa Confcommercio-sindacati

Confcommercio Abruzzo, Fisascat e Uiltucs "al fine di rendere un servizio alle imprese, alle lavoratrici ed ai lavoratori", hanno "responsabilmente sottoscritto un accordo regionale per facilitare l'adesione delle imprese agli ammortizzatori sociali istituiti per affrontare l'emergenza da Covid 19 DL. 17 marzo 2020". A renderlo noto è il presidente di Confcommercio Abruzzo, Roberto Donatelli. "Lo strumento prevede - si legge in una nota di Confcommercio Abruzzo - procedure di snellimento per le condivisioni delle organizzazioni sindacali, quanto mai essenziale in questo delicato momento. Le parti sociali sottoscrittrici ritengono essenziale e strategico l'Utilizzo degli Enti Bilaterali in tal senso e auspicano che gli Ordini Professionali apprezzino lo sforzo, dando opportuna comunicazione ai propri associati". "Questo accordo - sottolinea il presidente Donatelli - pone l'Abruzzo tra le prime regioni italiane nel segnare un passo in avanti rispetto a queste materia un segnale, questo, di maturità è responsabilità espresso dai sottoscrittori circa la necessità di evolvere ed adeguate le relazioni Sociali al bisogno del momento critico che tutti stiamo vivendo convinti del fatto che tutti assieme supereremo".

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