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Coronavirus, “quadro ancora non chiaro”

Per ora l’effetto dell’evento sul turismo italiano, secondo Confturismo, è "significativo, seppure circoscritto". I danni economici per il settore in Italia "saranno calcolabili in funzione della durata degli effetti dell’epidemia e del conseguente blocco dei flussi turistici cinesi".

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29 gennaio 2020

Confturismo “sta monitorando con molta attenzione la situazione, in collaborazione con l'Organizzazione europea dei tour operator e agenzie di viaggio, Ectaa. In un contesto in continua evoluzione, per ora l’effetto dell’evento sul turismo italiano è significativo, seppure circoscritto. Questo nonostante la disposizione del Ministero cinese del Turismo e della cultura che da lunedì scorso ha bloccato tutti i viaggi organizzati di turisti cinesi verso l’estero, allargando quindi di molto il perimetro delle misure di sicurezza rispetto alla sola provincia di Hubei”. “I danni economici per il settore in Italia – spiega ancora Confturismo - saranno calcolabili in funzione della durata degli effetti dell’epidemia e del conseguente blocco dei flussi turistici cinesi. E’ di tutta evidenza che la situazione cambierebbe di molto in presenza di un quadro di riferimento diverso, quello di una vera e propria pandemia, vale a dire del rapido diffondersi del virus tra stati e continenti”. Gli ultimi dati annuali Istat disponibili (relativi al 2018) indicano gli arrivi di turisti cinesi nelle strutture ricettive italiane pari a 3.200.847 con 5.287.714 presenze (numero di notti passate a destinazione). Si tratta, rispettivamente, per gli arrivi del 2,5% sul totale (5,1% se si considerano solo quelli di turisti stranieri) e per le presenze del 1,2% (2,4% su quelle solo di origine estera). “Tornando però al quadro attualmente registrabile - conclude Confturismo - ci si concentra sui flussi turistici da e per la Cina e gli operatori coinvolti (dell’intermediazione turistica, della ricettività, del trasporto aereo, eccetera) messi a confronto con un fatto del tutto imprevedibile, stanno gestendo da giorni i rapporti con clienti e fornitori individuando soluzioni atte a minimizzare i danni economici ed i disagi per i viaggiatori”.

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