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Dal territorio risposta forte all'illegalità

A Lecce, presso la sede della Prefettura, si è svolta la tavola rotonda "La risposta del territorio ai fenomeni illegali nei settori produttivi". Prete (Confcommercio Lecce): "serve un dialogo costante tra istituzioni e associazioni di categoria". Ambrosi (Confcommercio Puglia): "dai fenomeni criminali una destrutturazione dell'economia".

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19 marzo 2015

Una strategia concertata fra istituzioni, imprenditori e forze dell'ordine per prevenire e contrastare l'abusivismo commerciale, la vendita di prodotti contraffatti e le infiltrazioni criminali nelle attività commerciali, turistiche e dei servizi. E' l'obiettivo di cui si è parlato nel Salone degli Specchi della Prefettura di Lecce nel corso della tavola rotonda "La risposta del territorio ai fenomeni illegali nei settori produttivi". I lavori sono stati aperti dal prefetto di Lecce, Giuliana Perrotta, che ha illustrato il progetto "L'architettura della legalità", ovvero le azioni di prevenzione e contrasto attivate in provincia, e ha sottolineato che "l'impegno della Prefettura non è fatto di sole parole, ma di azioni concrete e di strategie per convincere che bisogna rispettare la legge non per paura ma per convinzione, perché conviene". Contraffazione e abusivismo, ha proseguito il prefetto, "non sono percepiti dalla collettività nella loro effettiva gravità, ma in realtà hanno assunto dimensioni preoccupanti. Si tratta di segnali di forte illegalità perché generano concorrenza sleale con danno economico per le imprese, sfruttamento di soggetti deboli, danni al bilancio dello Stato, pericolo per i consumatori finali". Giuseppe Vicanolo, comandante regionale della Guardia di Finanza, ha incentrato il suo intervento sulla contraffazione, definendola "un problema difficile ma non insormontabile perché abbiamo l'esperienza operativa necessaria per sconfiggerlo. Serve però uno scatto in avanti, un cambiamento verso il rispetto delle regole con l'aiuto di imprese e cittadini". Per Vicanolo, infatti, "non c'è migliore conoscitore del mercato di chi nel mercato opera e lavora, questa è una battaglia che le forze di polizia non possono vincere da sola, serve una strategia comune". Dopo l'intervento dell'assessore al Turismo, Marketing territoriale, Spettacoli ed Eventi del Comune di Lecce, Luigi Coclite, che ha lamentato "la mancanza di certezza nell'attività di repressione diffusa tra gli operatori commerciali", la parola è passata ad Alfredo Prete, presidente di Confcommercio e della Camera di Commercio di Lecce, che ha evidenziato "la necessità di un dialogo costante tra istituzioni e associazioni di categoria" e lamentato "gli ulteriori danni all'attività commerciale procurati dai fenomeni criminali in un momento di crisi economica". Prete ha quindi sollecitato tutti a "tutelare con ogni forza il Made in Italy", sottolineando però con amarezza che "nonostante gli sforzi enormi delle forze dell'ordine per assicurare la legalità non c'è certezza della pena e soprattutto non c'è una norma che lo difenda". Secondo Alessandro Ambrosi, presidente di Confcommercio Puglia, contraffazione e abusivismo hanno talmente infettato il sistema economico e le menti dei consumatori da generare "una destrutturazione dell'economia" e addirittura una "crisi di identità" fra gli imprenditori. Ambrosi ha parlato di una "zona grigia" spinta soprattutto da Internet in cui  "ci sono ‘fantasmi' che fanno concorrenza alle attività regolari. Basti pensare alle cene, alle vendite e all'ospitalità in casa o al car sharing". Abramo Zecca, della Lega Consumatori di Lecce, ha infine detto che "il consumatore è vittima della contraffazione" e "per essere parte attiva nella battaglia per la legalità ha bisogno di formazione e di informazione, che dovrebbe partire fin dalle scuole".

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