Il governo vara il decreto Ristori quater

Il governo vara il decreto Ristori quater

Maxi-moratoria fiscale, con tutte le scadenze rinviate a primavera per imprese e partite Iva in difficoltà. Il ministro Gualtieri: "Chi è colpito dalla crisi provocata dal Covid-19 troverà sempre lo Stato al suo fianco".

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10 dicembre 2020

Via libera del Consiglio dei ministri al decreto Ristori quater, che aggiunge altri 8 miliardi alle compensazioni per le le attività chiuse per contenere la seconda ondata dell’epidemia. E cambia il calendario del fisco anche per la rottamazione delle cartelle, fermando peraltro le "ganasce" del fisco e le altre procedure esecutive per chi presenti una domanda di dilazione dei pagamenti per “comprovate difficoltà economiche“.

Il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, ha rivolto un messaggio ai professionisti e alle imprese: "Lo voglio ribadire con fora: non siete soli, lo Stato è al vostro fianco". "Nel decreto -ha detto Gualtieri - è stata data una particolare attenzione al turismo, allo spettacolo e allo sport", categorie ritenute tra quelle che più stanno soffrendo in questo periodo. Viene quindi erogata una nuova indennità una tantum di 1.000 euro per gli stagionali del turismo, degli stabilimenti termali e dello spettacolo, e per altre categorie come gli intermittenti". 

Gualtieri inoltre ha annunciato che "anche grazie al confronto con il Parlamento", è stata ampliata ulteriormente la platea delle attività oggetto dei contributi a fondo perduto con l'ingresso di diverse categorie di agenti e rappresentanti di commercio. Il ministro dell'Economia ha infine sottolineato in un post su Facebook il "senso di responsabilità" con cui il Parlamento ha votato lo scostamento di bilancio che ha messo a disposizione le risorse necessarie per i nuovi ristori all'economia, "anche col voto delle opposizioni".

Federazione Moda Italia-Confcommercio chiede maggiore attenzione alle richieste delle imprese del commercio del settore moda non solo con lo slittamento delle scadenze, ma anche con indennizzi a tutte le attività che hanno subito perdite indipendentemente dalle chiusure per Dpcm.

 

Fnaarc: “Agenti di commercio nel Ristori quater, ma molti operatori sono ancora esclusi”

Bene l’estensione agli agenti di commercio, nei codici Ateco indicati, del contributo a fondo perduto. È un primo passo, ma gli agenti lavorano trasversalmente su più settori. Restano, quindi, molti operatori che non sono stati compresi”: è la valutazione della Fnaarc, la Federazione nazionale degli agenti e rappresentanti di commercio aderente a Confcommercio  e dei sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs, Ugl Terziario e Usarci sul Decreto Ristori quater.

“Il nostro impegno prioritario – sottolineano le organizzazioni  – è far giungere i ristori a tutti gli agenti e rappresentanti di commercio che hanno subito perdite. Chiediamo perciò, nello spirito di collaborazione già riscontrato di recente con il Ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli, che si possa avviare un nuovo tavolo di confronto: l’obiettivo è quello di andare oltre la logica dei codici Ateco e di considerare un periodo più ampio per il calcolo del calo di fatturato, non certamente solo aprile sull’aprile dell’anno precedente. Gli agenti di commercio, oltretutto, percepiscono le provvigioni in maniera differita rispetto ai fatturati acquisiti”.

“La nostra categoria, che ha un ruolo essenziale per la ripresa dei consumi e l’attività, in particolare, delle piccole e medie imprese risente in tutta la sua gravità degli effetti fortemente negativi di questo 2020. Occorrono immediati interventi di sostegno”.

 

 

 

Federazione Moda Italia: “persa un’altra occasione”

Federazione Moda Italia-Confcommercio chiede maggiore attenzione alle richieste delle imprese del commercio del settore moda non solo con lo slittamento delle scadenze, ma anche con indennizzi a tutte le attività che hanno subito perdite indipendentemente dalle chiusure per Dpcm.

“Tuttavia – afferma il presidente Renato Borghiè stata persa un’altra occasione per rimediare all’assurda esclusione dei negozi di camicie e maglierie con codice Ateco 47.71.30 dalle misure previste per le attività in zone rosse chiuse per decreto. Negozi che hanno perso qualsiasi tipo di entrata e che, estromessi ingiustamente dai decreti Ristori bis, ter e ora anche quater, non possono inspiegabilmente accedere alle seppur parziali soluzioni per la loro sopravvivenza come il contributo a fondo perduto ed il credito d'imposta del 60% dell'affitto per i mesi di ottobre, novembre e dicembre. Al governo chiediamo di trovare una rapida soluzione per indennizzare questi negozi di camicie e maglierie che esistono e si sentono abbandonati e traditi per la terza volta consecutiva. L’utilizzo di codici Ateco ha creato figli e figliastri”.

“Abbiamo chiesto di poter esercitare il nostro diritto di fare impresa e di lavorare. C’è una gran voglia di ripartire, ma va incoraggiata. Continuiamo a chiedere, però, indennizzi congrui alle effettive perdite di fatturato delle nostre aziende in tutta Italia, nel decreto ‘finale’. La gravità dello scenario – conclude Borghi - è sotto gli occhi di tutti e pure dell’Agenzia delle Entrate. Gli strumenti oggi ci sono; basta guardare i corrispettivi telematici delle nostre imprese”.  

 

La misure per le aziende

Le aziende potranno contare innanzitutto sullo slittamento al 10 dicembre degli acconti di Irpef, Ires e Irap in scadenza il 30 novembre: un mini rinvio utile a rifare i calcoli delle perdite del primo semestre e vedere chi rientra nella nuova scadenza di fine aprile, prevista per quelle attività (entro i 50 milioni) che abbiano registrato cali di fatturato di almeno il 33%. Per ristoranti delle zone arancioni e rosse e per tutte le attività chiuse nelle zone rosse indicate nelle liste Ateco per l’accesso al fondo perduto (che dovrebbe allargarsi anche agli agenti di commercio) il rinvio si applicherà a prescindere dai limiti di fatturato e di perdite, estendendo la norma attualmente prevista per i soggetti Isa di queste aree.

Alla lista si aggiungono anche alberghi, tour operator e agenzie di viaggio delle zone rosse che potranno beneficiare della moratoria fiscale anche se non sono stati esplicitamente chiusi per Dpcm. Il decreto nella versione finale conterrà anche una norma che farà salve le dilazioni fiscali per le Regioni che hanno cambiato colore giusto il giorno prima della loro entrata in vigore, come Piemonte e Lombardia diventate arancioni.

Proroga definizioni agevolate

Non dovrà pagare neanche chi ha fermato i pagamenti delle rate della rottamazione ter e del saldo e stralcio: la scadenza del 10 dicembre viene fatta slittare al 1 marzo 2021 e nel frattempo si concede il rientro ai piani di rate anche a chi era decaduto prima dell’emergenza. Per le nuove domande di accesso alla rateizzazione ci sarà tempo, infatti, per tutto il 2021. 

Razionalizzazione della rateizzazione concessa dall’agente della riscossione  

Vengono introdotte modifiche per rendere più organico e funzionale l’istituto della rateizzazione concessa dall’agente della riscossione. In particolare, si prevede che alla presentazione della richiesta di dilazione consegua la sospensione dei termini di prescrizione e decadenza e il divieto di iscrivere nuovi fermi amministrativi e ipoteche o di avviare nuove procedure esecutive. Per le rateizzazioni richieste entro la fine del 2021, viene alzata a 100.000 euro la soglia per i controlli e sale da 5 a 10 il numero di rate che, se non pagate, determinano la decadenza della rateizzazione. Inoltre, i contribuenti decaduti dai piani di rateizzazione o dalle precedenti rottamazioni delle cartelle esattoriali potranno presentare una nuova richiesta di rateizzazione entro la fine del 2021.

Proroga dei versamenti del prelievo erariale unico sugli apparecchi delle sale gioco  

Il saldo del prelievo erariale unico (PREU) sugli apparecchi delle sale gioco di settembre-ottobre 2020 può essere versato solo per un quinto del dovuto. La parte restante può essere versata con rate mensili, con la prima rata entro il 22 gennaio del 2021.

Estensione codici Ateco

La platea delle attività oggetto dei contributi a fondo perduto si amplia ulteriormente con l’ingresso di diverse categorie di agenti e rappresentanti di commercio.

 

A inizio 2021 atteso un nuovo decreto

Il decreti Ristori quater sarà seguito da un decreto 'finale', a inizio 2021, che consentirà di estendere i ristori a tutte le attività con perdite indipendentemente dalle chiusure per Dpcm, e di riequilibrare i contributi per quelle attività 'stagionali', magari più penalizzate ma con una caduta degli incassi meno evidente seguendo il parametro del confronto aprile 2020 su aprile 2019. Il nuovo criterio, infatti, dovrebbe essere almeno le perdite del semestre, già applicate ora per individuare la platea di chi beneficerà della sospensione dei versamenti di novembre e dicembre con cali di almeno il 33%.

Nel frattempo con il decreto si crea però un Fondo di perequazione, che sarà alimentato proprio con l'extragettito del 2021 del saldo delle tasse sospese, e che andrà redistribuito tra le imprese già oggetto delle sospensioni fiscali e che abbiano registrato "una significativa perdita di fatturato", che andrà definita via Dpcm.

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