La distribuzione automatica manda in archivio il 2021 con un'evidente ripresa

La distribuzione automatica manda in archivio il 2021 con un'evidente ripresa

Secondo i dati di Confida lo scorso anno il fatturato è cresciuto del 12% rispetto al 2020 e le consumazioni sono aumentate del 10,5%.

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16 maggio 2022

L’11 maggio scorso, in occasione della manifestazione Venditalia, Worldwide vending show, è stata presentata una ricerca realizzata da Ipsos per Confida, l’Associazione italiana distribuzione automatica aderente a Confcommercio. Secondo i dati, il 2021 è stato un anno molto positivo per il settore, soprattutto se messo a confronto con l’anno precedente quando, con la chiusura per arginare la pandemia di scuole, uffici, università e pubbliche amministrazioni, aveva perso il 30% del fatturato. Il recupero è stato infatti molto sensibile: le vendite sono cresciute del 12,11% (circa 1 miliardo e mezzo di euro), il parco macchine del 2% e infine le consumazioni registrano un aumento del 10,5% (3,7 miliardi).

“La ripresa - ha commentato il presidente, Massimo Trapletti - è sicuramente un segnale molto positivo che riconferma l'impegno del settore nell'affrontare la crisi scaturita dalla pandemia di Covid-19. Nonostante i volumi di consumazioni e fatturato siano ancora lontani dai numeri pre-pandemia, complice anche l'utilizzo intenso dello smart working durante tutto il corso dello scorso anno, nel medio termine ci aspettiamo prestazioni positive e una crescita del mercato nei prossimi cinque anni”.

A trainare la ripresa sono le categorie di bevande fredde, snack e gelati (+13,5%), in particolare il consumo di acqua che pesa il 77% del totale. Il caffè rimane la bevanda calda preferita ai distributori: nel 2021 ne sono stati consumati 2,2 miliardi (+8,9%). Interessante il dato degli snack freschi i cui consumi sono cresciuti del 10,6% e in particolare, tramezzini e panini/pizzette (+15% e +11%), fotografando una realtà comune a tanti italiani, ovvero la necessità di trovare soluzioni alternative ai pranzi in bar e ristoranti, ancora non attivi al 100%.

 

Accordo Confida-Fondazione Banco Alimentare, la distribuzione automatica diventa solidale

 

La filiera della distribuzione automatica dice addio allo spreco alimentare. Lo prevede un accordo firmato nell’ambito di Venditalia da Massimo Trapletti, presidente di Confida, e Giovanni Bruno, presidente della Fondazione Banco Alimentare Onlus, in base al quale sarà possibile raccogliere le eccedenze alimentari dell’intero settore del vending in tutta Italia donandole, attraverso la rete dei Banchi Alimentari territoriali, a famiglie e persone in difficoltà.

 

“Siamo veramente orgogliosi di questo accordo con cui le nostre aziende associate potranno contribuire all’attività meritoria che da oltre trent’anni porta avanti il Banco Alimentare. Abbiamo fatto un test su alcune aziende nostre associate piemontesi che in un anno hanno donato ben 20 tonnellate di cibo e bevande. Con questo accordo nazionale i delegati territoriali di Confida si collegheranno con i Banchi Alimentari del territorio e stimiamo che a regime potremmo donare, a livello nazionale, almeno 250 tonnellate di alimenti l’anno”, ha dichiarato Trapletti.

 

Banco Alimentare dal 1989 recupera le eccedenze della filiera agroalimentare per ridistribuirle a 7.612 organizzazioni che offrono aiuti a 1.669.306 persone e famiglie in difficoltà. L’attività è svolta da 21 Banchi territoriali coordinati da Fondazione Banco Alimentare Onlus. Per la gestione del progetto del settore del vending, i Banchi Alimentari regionali saranno collegati con le 11 Delegazioni Territoriali di Confida a cui partecipano tutte le società di gestione della distribuzione automatica iscritte all’associazione.

 

“Nuovi partner e un nuovo filone di recupero è per noi particolarmente importante – ha detto da parte sua Giovanni Bruno – soprattutto nel momento attuale che vede il numero delle persone in difficoltà crescere in modo significativo. Siamo quindi grati perché solo insieme possiamo dare un contributo concreto e positivo alla convivenza sociale”.

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