Documento congiunto di Confcommercio e delle altre organizzazioni presentato nel corso dell'Audizione Commissione Finanze sulle problematiche relative all'applicazione dell'Accordo di Basilea 2

Documento congiunto di Confcommercio e delle altre organizzazioni presentato nel corso dell'Audizione Commissione Finanze sulle problematiche relative all'applicazione dell'Accordo di Basilea 2

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17 febbraio 2010

 

Roma, 17 febbraio 2010

 

 

Audizione VI Commissione Finanze.

 

Confartigianato, CNA, Casartigiani, Confcommercio-Imprese per l’Italia  e Confesercenti  su problematiche relative all’applicazione dell’Accordo di Basilea 2.

 

Basilea 2 ha fortemente penalizzato il sistema delle PMI, inasprendo le condizioni di accesso la credito. Venire incontro al problema finanziario delle PMI significa, pertanto, attuare interventi che consentano di integrare gli strumenti ordinari offerti dal mercato e, quindi, rendere disponibili ed effettivamente fruibili sistemi di garanzia, incentivazione, fiscali e di pagamento.

 

In quest’ottica è necessario valorizzare il ruolo delle associazioni di categoria e del sistema dei Confidi che, condividendo  il rischio di credito delle imprese da loro garantite, sono in grado di contribuire ad una corretta valutazione da parte delle banche del  merito creditizio dell’impresa.

 

 

E’ indispensabile inoltre rendere flessibili i requisiti patrimoniali delle banche, calibrandoli in senso anti-ciclico, per evitare che si riduca il credito alle imprese sane nei momenti più critici, nonché creare un sistema di garanzie multistrato come già avviene in altre realtà europee dando contemporaneamente la possibilità all’impresa di fruire di un sistema di garanzie più qualificato, ai Confidi di ampliare le proprie potenzialità operative e alle banche  di migliorare il livello degli attivi creditizi, riducendo gli accantonamenti a capitale.

 

 

Il testo congiunto dedica un particolare riferimento al Mezzogiorno dove difficoltà di accesso al credito, fragilità patrimoniale dei confidi, elevato costo del denaro, forte incidenza del fenomeno dell’usura, che penalizza la piccola e media imprenditorialità, sono ancora più accentuati che nel resto d’Italia.

 

Si pone quindi l’esigenza di un intervento articolato e organico a vari livelli per consentire alla piccola e media impresa del Mezzogiorno di colmare i divari competitivi rispetto ad altre realtà.

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