L'economia del mare in Italia vale 216 miliardi
L'economia del mare in Italia vale 216 miliardi
A Roma il quarto summit nazionale sull'Economia del Mare, “Blue Forum”. Barbieri: “componente essenziale dell’insieme di eccellenze che qualificano e rendono unico il nostro Paese nel mondo”.
Con oltre 230mila imprese e più di un milione di 1 milione di occupati, l'economia del mare in Italia genera un valore aggiunto diretto pari a 76,6 miliardi di euro. E se consideriamo il valore attivato nel resto dell'economia, raggiunge i 216,7 miliardi di euro, pari all'11,3% del Pil nazionale. Al di là dei “freddi” numeri è un settore in netta crescita in ogni suo aspetto. Questo quanto emerge dal tredicesimo rapporto sull'economia del mare a cura di Osservatorio nazionale sull'economia del mare-Ossermare, Centro Studi Tagliacarne-Unioncamere, Informare, Camera di commercio Frosinone Latina e Blue Forum Italia Network, presentato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy il 9 luglio scorso, in apertura del quarto summit nazionale sull'Economia del Mare, “Blue Forum”, fino all’11 luglio a Roma nella sede di Unioncamere.
Secondo i dati del rapporto, cresce del 15,9% il valore aggiunto diretto, pari a più due volte la crescita media italiana, ferma al 6,6%. Sale anche il peso dell'economia del mare sul valore aggiunto complessivo di più di un punto percentuale rispetto a quanto rilevato dal rapporto del 2024. Aumentano gli addetti, con un incremento occupazionale del +7,7%, più di quattro volte quello registrato nel Paese (+1,9%). Nel biennio 2022-2024 cresce poi del 2% il numero delle imprese, in controtendenza con l'economia nazionale che si attesta su un -2,4%.
Ai lavori del Forum ha partecipato il 10 luglio anche il segretario generale di Confcommercio, Marco Barbieri. Nel suo intervento ha sottolineato come “l’economia del mare nelle sue molteplici filiere – dall’alloggio e ristorazione ai trasporti, dalle attività sportive e ricreative alla pesca, dalla cantieristica alle estrazioni marine fino alla ricerca e alla tutela ambientale – non solo rappresenta una quota significativa del Pil nazionale ma è anche, e soprattutto, una componente essenziale dell’insieme di eccellenze che qualificano e rendono unico il nostro Paese nel mondo: prodotti e servizi, cultura, storia, territorio, stile di vita che in Confcommercio definiamo con il concetto di ‘Sense of Italy’”.
“Si tratta di un comparto strategico per la crescita, che va sostenuto e valorizzato su più fronti: con la connettività, tramite l’intermodalità e la continuità territoriale; con la responsabilità, mediante la promozione della sostenibilità ambientale, economica e sociale, e l’attenzione agli effetti dei cambiamenti climatici e dell’innalzamento del livello mare; con la rigenerazione, puntando sulle competenze e sulla formazione dei lavoratori del settore. Certamente c’è ancora molto da fare, ma mi pare di poter affermare che la rotta intrapresa sia quella giusta”, ha concluso Barbieri.




























