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Economia verso un futuro di stagnazione più che di recessione

Secondo i dati della Congiuntura Confcommercio, analizzando consumi, Pil e inflazione si nota che "da quasi un biennio l’economia italiana sopravvive a se stessa".

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14 novembre 2019

Da quasi un biennio l’economia italiana, osservata in prospettiva macro, sopravvive a se stessa. Le variazioni congiunturali del PIL hanno raggiunto, al massimo lo 0,1%. Per l’immediato futuro le nostre valutazioni su consumi, PIL e inflazione indicano meno probabile la recessione rispetto alla stagnazione. Non mancano sporadici segni di vitalità – le spese legate al turismo e i consumi di tecnologia –ma i potenziali riflessi di provvedimenti recenti, che complicano la vita dei produttori di reddito, potrebbero peggiorare la situazione.

PIL MENSILE

A settembre la produzione industriale è tornata a ridursi segnalando una contrazione dello 0,4% congiunturale, al netto dei fattori stagionali, e del 2,0% su base annua. L’occupazione del mese di settembre si è leggermente ridotta rispetto al mese precedente (-0,1%), pur risultando ancora in crescita (0,5%) nel confronto annuo. Stando a quanto rilevato ad ottobre sul versante della fiducia di famiglie e imprese la fase di stagnazione dell’economia non sembra destinata a modificarsi nel breve periodo. La contrazione per il sentiment delle famiglie è stata dello 0,5% congiunturale, mentre per le imprese si è registrato un leggero aumento (0,4%). Su base annua il tendenziale di entrambi ha continuato a ridursi fortemente con -4,0% per le famiglie e -3,1% per le imprese. Anche dal versante della domanda delle famiglie non sembrano provenire segnali di miglioramento. Considerato l’andamento dei principali indicatori, a novembre, la stima del Pil mensile presenta una variazione congiunturale nulla, con una modesta crescita (0,4%) rispetto allo stesso mese del 2018 (tab. 1). La stima del terzo trimestre, in conformità con il dato di contabilità nazionale, resta ferma a +0,1% congiunturale, ma viene modificata sul tendenziale allo 0,3%.

ICC (INDICATORE CONSUMI CONFCOMMERCIO)

Ad ottobre 2019  l’indicatore dei Consumi Confcommercio (ICC) ha confermato la tendenza al rallentamento con una diminuzione dello 0,1% su base congiunturale ed una crescita dello 0,2% su base annua (+1,2% a settembre). In termini di media mobile a tre mesi si osserva una stabilità.

LE DINAMICHE CONGIUNTURALI

La diminuzione dello 0,1% registrata in termini congiunturali dall’ICC nel mese di ottobre è sintesi di un aumento della domanda relativa ai servizi (+0,1%) e di una riduzione per quella per i beni (-0,2%). Il dato dell’ultimo mese è espressione di una generalizzata tendenza alla stagnazione a cui si associano segnali di ridimensionamento per molte delle funzioni di consumo. Solo per i beni ed i servizi per le comunicazioni si registra una tendenza al miglioramento di qualche rilievo (+0,9%), dinamica determinata dalla componente relativa ai beni. Debolmente positiva (+0,1% su settembre) è risultata anche la domanda per gli alberghi, i pasti e le consumazioni fuori casa. Per contro la diminuzione più consistente ha continuato ad interessare i beni e i servizi per la mobilità (-0,7% sul mese precedente). Più contenuta è stata la riduzione per i beni ed i servizi per la casa (-0,3%). Per le altre funzioni di consumo si rileva una modesta flessione (-0,1%) su settembre.

LE DINAMICHE TENDENZIALI

Ad ottobre 2019 l’ICC ha mostrato, nel confronto annuo, un aumento dello 0,2%, in netto ridimensionamento rispetto all’1,2% di settembre. Il dato dell’ultimo mese è derivato da una crescita dello 0,6% della domanda per i servizi e dello 0,1% per i beni. Nel confronto con ottobre del 2018 le diverse macro-funzioni di spesa evidenziano dinamiche molto articolate. Il segmento più dinamico si conferma quello relativo alla spesa effettuata dalle famiglie per i beni e i servizi per le comunicazioni (+6,5%). In recupero è risultata anche la domanda per l’abbigliamento e le calzature (+1,5%). In moderata crescita si presentano anche i consumi di beni e servizi per la casa (+0,6%). Sostanzialmente stabili, nel confronto con ottobre del 2018, le spese per gli alberghi i pasti e le consumazioni fuori casa (+0,1%). Per contro i consumi di beni e servizi per la mobilità sono tornati in territorio negativo (-1,2%). Relativamente agli alimentari, le bevande e i tabacchi si consolida la tendenza al ridimensionamento (-0,5%).  Qualche riduzione si è registrata anche per i beni e servizi ricreativi (-0,2%) e i beni e i servizi per la cura della persona (-0,1%).

PREZZI: LE TENDENZE A BREVE TERMINE DEI PREZZI AL CONSUMO

Sulla base delle dinamiche registrate dalle diverse variabili che concorrono alla formazione dei prezzi al consumo , per il mese di novembre 2019 si stima una diminuzione dello 0,2% in termini congiunturali. Nel confronto con lo stesso mese del 2018, i prezzi crescerebbero dello 0,3%, confermando il dato di ottobre.

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