Farmaci: "contro l'illegalità no ad autorizzazioni facili"

Adf sottolinea che "troppe autorizzazioni improprie" ai distributori di medicinali "minano l'integrità del canale industria-grossisti-farmacia" e si dice " in prima linea contro il crimine farmaceutico".

"Troppe autorizzazioni improprie" ai distributori di medicinali "minano l'integrità del canale industria-grossisti-farmacia, che è e resta assolutamente affidabile.  La vicenda della farmacia Caiazzo, già all'attenzione da un paio d'anni delle autorità investigative e da allora fornita con cautela dai distributori, spinge all'interrogativo se manchino le regole o i  controlli". A sottolinearlo è  l'Associazione distributori  farmaceutici (Adf), dopo il blitz dei Nas contro la criminalità in  farmacia. L'Adf - aderente a Confcommercio e al Girp (European Healthcare  Distribution Association) - riunisce 31 aziende che rappresentano il  62% del fatturato intermediato dai grossisti in Italia. Attraverso 119 siti logistici raggiunge fino a quattro volte al giorno tutte le oltre 18mila farmacie e gli altri esercizi autorizzati alla dispensazione  del farmaco, effettuando oltre  90mila consegne al giorno con adeguati  mezzi di trasporto. "Di regole per l'autorizzazione ai grossisti - dice il presidente Adf  Mauro Giombini - siamo pieni. E' noto che in Italia si legifera più  che altrove; il problema sta nella loro applicazione, spesso  approssimativa. La legge 219 richiede requisiti stringenti per  autorizzare l'attività di grossista di farmaci, ma alcune Regioni sono 'generose' nelle concessioni e hanno fatto nascere una categoria  spuria di farmacista/pseudo-grossista. L'Adf è in prima linea contro  il crimine farmaceutico sin dai tempi della partecipazione alla task  force Impact Italia coordinata dall'Aifa, ed è sempre disponibile a  fornire il contributo della categoria nell'interesse dell'integrità  del canale farmacia e del servizio efficiente e sicuro per il  cittadino".

10 aprile 2018
adf