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Auto: Federauto e Unrae contrarie all'emendamento

Federauto: "la misura sulle emissioni sarà un boomerang per il settore"

"La  proposta così come presentata invece di costituire una  soluzione peggiorerà il problema sia dell'inquinamento, sia delle entrate dello Stato, sia dell'impatto sul mercato e, conseguentemente, sui livelli occupazionali delle nostre aziende in cui oggi sono impiegati più di 120.000 addetti".  Lo dichiara Adolfo De Stefani Cosentino, presidente di Federauto, commentando l'approvazione da parte della commissione  Bilancio della Camera di un emendamento che prevede l'introduzione di un sistema di 'bonus-malus' sulle  immatricolazioni di auto nuove di categoria M1, in funzione delle emissioni di CO2, valido per gli anni 2019, 2020 e 2021. 'Paradossalmente l'incentivazione di auto nuove più  ecologiche prevista dalla proposta sarebbe già nettamente inferiore a quanto il mercato a oggi ha espresso per le  vetture con emissioni di CO2 inferiori a 90 g/km. Di contro  la penalizzazione di autovetture Euro 6 porterebbe le seguenti conseguenze: un rallentamento del rinnovo del parco senza eliminare le vetture più inquinanti e comporterebbe inoltre un minore gettito di IVA e IPT dovuto ad una riduzione del mercato che non compenserebbe neppure in minima parte il maggior gettito derivante dal 'malus'', continua De Stefani Cosentino. Inoltre, conclude il presidente di Federauto, "la riduzione degli addetti delle concessionarie, che negli ultimi anni hanno pagato il prezzo della crisi con una perdita di posti di lavoro già molto elevata, comporterebbe un ulteriore calo stimabile in parecchie decine di migliaia di addetti. In sintesi, questa  proposta invece di rappresentare una spinta al rinnovo del parco, alla riduzione dell'inquinamento e alla diffusione di veicoli a basso impatto ambientale, si tramuterebbe in un boomerang con effetti recessivi sul mercato, sull'occupazione e sulle entrate tributarie". 

Unrae: "misura miope, non aiuta il rinnovo del parco"
 
"L'emendamento sul bonus malus è miope e non funzionale al rinnovo del parco auto". Lo afferma l'Unrae, che chiede "a tutte le istituzioni competenti l'apertura di un confronto immediato per migliorare insieme a tutti gli stakeholder un impianto normativo che merita adeguato approfondimento per no  sprecare un'occasione molto importante per rinnovare il nostro parco circolante e ridurre i livelli di emissioni complessive di CO2, ma soprattutto i livelli di emissioni inquinanti (ad esempio NOx e Pm10) che non sono tenute in alcuna considerazione nell'attuale formulazione del provvedimento". "Spiace che il Governo non abbia deciso di aprire una sia pur breve interlocuzione premissiva con gli operatori del settore perché si sarebbero potuti approfondire molti dettagli legati al mercato e al comportamento dei consumatori e, quindi, affinare al meglio la proposta approvata", afferma l'Unrae. 
05 dicembre 2018