Fiducia: su quella dei consumatori, giù le imprese - Asset Display Page

Fiducia: su quella dei consumatori, giù le imprese

Per l'Istat l'indice del clima di fiducia dei consumatori passa da 103,3 a 102, mentre quello relativo alle imprese sale da 91,3 a 92,9.

Confcommercio: "fiducia in linea con le condizioni e le prospettive dell'economia".

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29 ottobre 2020

Ottobre a due facce per l'indice di fiducia di consumatori e imprese. Mentre per i primi l'Istat segnala un calo (da 103,3 a 102,0), le imprese fanno segnare un aumento da 91,3 a 92,9. Nella sua consueta nota, l'Istituto di Statistica osserva che "tutte le componenti del clima di fiducia dei consumatori si ridimensionano, il clima economico e il clima futuro registrano il calo più marcato passando, rispettivamente, da 94,5 a 87,8 e da 109,3 a 104,5. Il clima personale scende da 107,1 a 106,4 e quello corrente diminuisce da 100,2 a 99,9".

Guardando alle imprese, invece, "il miglioramento della fiducia è diffuso all'industria e al settore del commercio al dettaglio. In particolare, nel settore manifatturiero l'indice sale da 92,6 a 95,6 e nelle costruzioni aumenta da 138,6 a 142,5; nel commercio al dettaglio la crescita è più contenuta: l'indice passa da 97,5 a 99,3. Invece, per i servizi di mercato si evidenzia un peggioramento del clima di fiducia che scende da 88,7 a 88,1".

Confcommercio: "fiducia in linea con le condizioni e le prospettive dell'economia"

Commentando i dati Istat sulla fiducia di consumatori e imprese, l'Ufficio Studi Confcommercio sottolinea che "il sentiment di imprese e consumatori, registrato nella prima parte di ottobre e quindi non influenzato dai recenti provvedimenti restrittivi, chiarisce perfettamente la condizione e le prospettive dell’economia italiana".

"L’eccezionale volume di risparmio delle famiglie, in parte precauzionale e in parte forzoso, non basta a rassicurarle sul futuro. La crescita del clima di fiducia delle imprese – continua la nota - trae spunto da industria e costruzioni, cui si associa la parte tradizionale del commercio, evidentemente ben consapevole del fondamentale ruolo che dovrà giocare anche negli ultimi mesi del 2020 per supplire alla quasi totale assenza delle consumazioni fuori casa. Ed è appunto nell’ambito dei servizi turistici che la fiducia degli imprenditori perde quasi 20 punti rispetto a settembre".

"Dopo tre mesi di ripresa – conclude l’Ufficio Studi - si ha conferma che la stessa crescita congiunturale non è diffusa a tutti i settori e che il nuovo rallentamento dell’economia richiede aiuti selettivi, mirati e dimensionalmente adeguati per sostenere le imprese dei settori più colpiti e non compromettere anche il 2021".

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