Contratti: Figisc e Anisa contro il taglio del comodato

Contratti: Figisc e Anisa contro il taglio del comodato

Nella fase conclusiva del negoziato sulla nuova contrattualistica resta aperto il nodo della durata dei contratti. "No alla riduzione del comodato da 6 a 4 anni, sì a una mediazione sulle sanzioni e all’allungamento dell’affidamento dei servizi".

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18 dicembre 2025

Figisc Anisa hanno diffuso una nota congiunta nella quale segnalano che, nella fase finale del confronto tra la filiera e il MIMIT sulla riforma della contrattualistica tra aziende e gestori, permangono nodi rilevanti ancora irrisolti. "La riunione del 16 dicembre - si legge nella nota - si è chiusa con una fumata nera, a seguito delle obiezioni sollevate dalla controparte industriale proprio su questo capitolo del disegno di legge. su questo specifico capitolo del disegno di legge". Le due associazioni osservano che, "al di là di questi aspetti rilevanti e peraltro finalmente messi nero su bianco in una norma, a differenza di quanto accade nella legislazione vigente, resta aperta una questione cruciale: la durata delle diverse tipologie contrattuali, forse considerata prematuramente come già definita da un’intesa generale".

Il 17 dicembre Figisc e Anisa hanno scritto al Ministero per ribadire una posizione già espressa nel mese di luglio: la netta contrarietà alla riduzione della durata del contratto di comodato da sei a quattro anni. Le due associazioni condividono invece con le altre organizzazioni di categoria la necessità di rimodulare la durata del contratto di affidamento di servizi, portandola da due a quattro anni, così come concordano sull’esigenza di individuare una mediazione equilibrata sul tema delle sanzioni. Nel lungo e incerto iter del disegno di legge, la categoria ha già accettato l’introduzione di una nuova tipologia contrattuale, compiendo ogni sforzo possibile per correggere e mitigare testi normativi che, nelle loro prime versioni, risultavano grezzi e fortemente penalizzanti, privi di adeguate tutele per i gestori.

Come in ogni processo negoziale, la mediazione dovrebbe bilanciare gli interessi in gioco: una riduzione anche della durata del comodato finirebbe invece per concentrare i benefici su una sola parte, che ha già incassato il vantaggio derivante dall’introduzione del contratto di affidamento dei servizi. "Se nelle fasi iniziali del confronto lo scorso anno poteva apparire praticabile uno scambio in nome di una maggiore flessibilità contrattuale, con una riduzione del comodato in cambio della rinuncia al contratto di affidamento dei servizi, tale ipotesi è venuta meno nel momento in cui la nuova tipologia contrattuale si è concretizzata, seppur emendata rispetto agli elementi più inaccettabili delle versioni originarie". Per queste ragioni, Figisc e Anisa ribadiscono con fermezza la loro opposizione a qualsiasi declassamento del contratto di comodato.

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