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Figisc: "serve norma per costo distribuzione erga omnes"

Circa il 60% dei distributori di benzina "è nella tenaglia dell'illegalità". Infatti, "manca di fatto un sistema di regole e controlli sulla qualità dei carburanti meno inquinanti, si schiacciano e si precarizzano i rapporti con le gestioni degli impianti stradali di carburante, violando apertamente e in modo diffuso norme di settore sugli affidamenti e la normativa sul lavoro, nel silenzio degli operatori strutturati e delle istituzioni di controllo oltre che governative, Mise in testa". Lo sottolineano Faib-Confesercenti, Fegica-Cisl e Figisc-Confcommercio in una memoria depositata in commissione Attività produttive alla Camera in merito alla risoluzione sul settore della distribuzione dei carburanti. Le Associazioni chiedono, quindi, una revisione della legge in materia di apertura e regolazione dei mercati per introdurre il costo di distribuzione. "Con l‘avvento di tanti piccoli operatori è diventato difficile fare accordi/contratti con tanti imprenditori diversi, quasi un migliaio. Impensabile per Faib, Fegica e Figisc fare 1.000 accordi. Occorre stabilire in forza di legge, con contrattazione nazionale tra la rappresentanza dei gestori e la rappresentanza dei titolari di autorizzazioni (compagnie e retisti) un costo di distribuzione valido erga omnes quale remunerazione minima del lavoro inteso come costo di distribuzione".

03 ottobre 2019