Fipe premia i grandi nomi del fuoricasa al femminile

In occasione della Festa della Donna, la Federazione Italiana Pubblici Esercizi premia le eccellenze al femminile della ristorazione. Un omaggio a tutte quelle donne che ogni giorno operano con impegno e passione nel mondo del fuoricasa. Fipe: "Inaccettabile che le imprese della ristorazione siano escluse dai rimborsi previsti dal ddl concretezza".

La ristorazione è donna. Fipe rende merito al volto femminile del fuoricasa all'italiana premiando le donne che con il loro lavoro valorizzano l'eccellenza enogastronomica del nostro Paese in tutto il mondo: dal bar alla ristorazione, senza dimenticare il mondo del vino e della comunicazione.  In occasione della Festa della Donna Fipe - Federazione Italiana Pubblici Esercizi premia 3 donne che si sono distinte nel settore: "L'8 marzo costituisce sicuramente il contesto più indicato per ringraziare e celebrare il volto femminile dell'imprenditoria e dell'eccellenza gastronomica italiana - dichiara Antonella Zambelli, Presidente del Comitato Fipe in rosa -. Un riconoscimento il cui scopo non è solo promuovere i grandi nomi della ristorazione in rosa, ma anche rendere omaggio a tutte quelle donne che ogni giorno operano con impegno e passione nel mondo del fuoricasa e contribuiscono a renderlo così importante nell'ambito del sistema economico italianoNelle nostre imprese tante sono le imprenditrici e tantissime le lavoratrici. Oltre il 50% dei lavoratori dipendenti sono donne. Questo significa che gran parte dei lavori all'interno delle brigate, dietro i banconi dei bar e a contatto con i clienti viene portato avanti da donne. Questo premio da parte di Fipe vuole essere anche un omaggio e un ringraziamento per ognuna di loro". Da anni Fipe dedica particolare attenzione al lavoro al femminile con una serie di iniziative ad hoc tese a valorizzare le figure femminili nel settore: protagoniste nell'offerta di una ristorazione di qualità, attenta alla cura del dettaglio e alla familiarità nei rapporti con la clientela. Questo premio è un'ulteriore espressione dell'impegno profuso dalla Federazione in questo ambito e dalla volontà di ampliarne la risonanza. Con questo spirito Fipe ha scelto 3 volti che rappresentano in modo significativo il mondo della ristorazione e del fuoricasa al femminile, di fama italiana e internazionale, ognuna delle quali è testimone di una parte diversa di questo variegato mondo, in particolare (procedendo in ordine alfabetico): 

Cinzia Ferro, Bartender e founder Estremadura

È una tra le più famose barlady del Paese, e con il suo gioiellino, L'Estremadura Cafè, ha portato l'arte del bartending sul Lago Maggiore. Cinzia Ferro ha iniziato lavorando prima come cameriera, poi come barista: la passione e la curiosità l'hanno portata ad approfondire il mondo della mixology e a diventarne una indiscussa protagonista.

Angela Frenda, Food Editor de Il Corriere della Sera

Storica giornalista de Il Corriere della Sera, nel 2012 diventa protagonista della nascita del "sistema food" del quotidiano di via Solferino, che è diventato così il primo quotidiano italiano ad averne uno. Oggi Angela Frenda è food editor e, oltre a gestire le narrazioni della web serie "Racconti di Cucina" sul quotidiano, ha scritto tre libri, "Racconti di Cucina", "La cucina felice" e "Ricette per Natale" (Corriere della Sera e Rizzoli). Nel 2017 ha vinto Il Premiolino per la diffusione della cultura alimentare.

Roxana Roman, barista e co-proprietaria del Roxy Bar di Roma

Trentaquattrenne di origine romena, è barista e co-proprietaria, insieme al marito, del Roxy Bar di Roma, ma, soprattutto, è un esempio di civiltà e resistenza alla criminalità. A seguito di un'aggressione all'interno del suo bar, che ha coinvolto anche una donna disabile, Roxana ha trovato il coraggio di denunciare gli aggressori seppur appartenenti al clan dei Casamonica. Nonostante le ripetute intimidazioni seguite alla sua denuncia, Roxana non ha mai fatto un passo indietro ed ha portato avanti la sua battaglia. Grazie alle sue denunce tre criminali sono stati arrestati e il bar è diventato un simbolo di resistenza civile.

 

Fipe "Inaccettabile che le imprese della ristorazione siano escluse dai rimborsi previsti dal ddl concretezza".

La Commissione Bilancio della Camera ha dichiarato l'inammissibilità delle imprese della Ristorazione dai 20 milioni di euro previsti nel Ddl Concretezza rimasti riservati alle Amministrazioni "vittime" del crack di Qui!Group, la società emettitrice di buoni pasto fallita a settembre. In particolare, in discussione è il rimborso relativo al servizio sostitutivo di mensa che gli esercenti hanno reso in favore dei dipendenti pubblici."Questa decisione della Commissione Bilancio della Camera, motivata dalla "mancanza di coperture", è incomprensibile e ingiustificata", ha dichiarato Roberto Calugi, direttore generale di Fipe, Federazione Italiana Pubblici Esercizi. "Non ha logica parlare di assenza di copertura in quanto il fondo dei 20 milioni di euro è alimentato dalle somme escusse dalla cauzione rilasciata in fase di asse gn azione della gara. In questo modo, come si capisce, non vi è alcun esborso di denaro pubblico. Fipe ha seguito fin dal primo istante la vicenda Qui!Group e si è adoperata per salvaguardare i diritti delle imprese della ristorazione. Abbiamo incontrato tutte le forze politiche, abbiamo spiegato la grave situazione in cui versano le imprese che hanno fornito pasti ai dipendenti pubblici a fronte della presentazione di buoni emessi da Qui!Group, la società scelta dalla Consip. In cambio della serietà con cui hanno continuato a servire pasti ai dipendenti pubblici nonostante le inadempienze di Qui!Group, le nostre imprese vengono ancora una volta lasciate a se stesse". "Le imprese della ristorazione e Fipe che le rappresenta – ha aggiunto Aldo Cursano, Vice-Presidente della Federazione – si aspettavano dal governo un atteggiamento diverso: è lo Stato che ha creato il problema, con la gestione di gare Consip al massimo ribasso del valore facciale del buono e ci aspettiamo dallo Stato un'assunzione di piena responsabilità. Oggi, purtroppo, questa decisione della Commissione della Camera mette a dura prova la nostra fiducia nella politica. Oggi, vengono calpestati i diritti di imprenditori e lavoratori che per anni hanno lavorato e fornito un servizio al loro meglio e oggi si trovano defraudati, nessun riconoscimento del loro lavoro, e un bilancio d'impresa al quale mancano i denari di un servizio prestato che nessuno gli riconosce. Chiediamo che venga riattivato immediatamente il tavolo di crisi al Ministero dello Sviluppo Economico, fermo ormai dallo scorso settembre e mai pi ù riconvocato, nonostante le promesse".

07 marzo 2019