Fipe: "bene l'arrivo di Starbucks, ma il bar resta un modello"

Per la Federazione commenta con favore "le nuove iniziative commerciali, ma sarà il mercato a decretare ogni risultato, e da questo punto di visti i nostri bar non temono il confronto". Sono poco meno di 150mila i bar aperti nel nostro Paese.

"Le nuove iniziative commerciali come l'apertura di Starbucks trovano sempre il nostro favore, a maggior ragione quando creano posti di lavoro". Così la Federazione Italiana Pubblici Esercizi commentando l'inaugurazione del primo grande store della catena americana a Milano. "Sarà il mercato a decretare ogni risultato, e da questo punto di vista i nostri bar non temono il confronto, che, anzi, sarà uno stimolo per migliorare qualità e servizio. Il tutto senza dimenticare che dal confronto i consumatori avranno anche l'opportunità di valutare meglio il prezzo di una tazzina di caffè al bar così da evitare dannose e ricorrenti polemiche. Starbucks, come ha commentato Kevin Johnson, aprendo in Italia realizza un sogno ed è pronto a imparare, adattandosi alla cultura italiana del caffè e non viceversa a conferma che il bar italiano resta un modello di grande attualità. Da parte di Fipe, augurando a Starbucks buon lavoro nel nostro Paese, riteniamo che da questa apertura ci sia da imparare per quanto riguarda le tecniche di marketing e i processi di innovazione". In occasione dell'arrivo del gruppo statunitense la Federazione Italiana Pubblici Esercizi riporta i dati aggiornati sul bar italiano. Ad oggi sono 149.154 i bar in attività lungo lo Stivale, con un volume di affari di 18 miliardi di euro e concentrati principalmente in alcune regioni: Lombardia (16,9%), Lazio (10,4%), Campania (9,6%), Veneto (8,4%) e Piemonte (7,2%).  Per quanto riguarda la nati-mortalità delle imprese, nel 2017 si riscontrano 6.335 imprese iscritte e 11.979 imprese cessate, con un saldo negativo di 5.644 imprese.  Per quanto riguarda la tipologia di esercizio, prevalgono i breakfast e morning bar (30%), seguiti da bar generalisti (24%), lunch bar (17%), bar serali (16%) e bar multifunzione (14%).  Sul fronte occupazionale il bar italiano conferma il proprio fermento: i numeri Fipe sulla ricerca di personale nel 2017 parlano di 9.900 baristi. Il settore mostra sempre un andamento in "rosa", con la componente femminile in prevalenza rispetto a quella maschile (il 58% di lavoratrici dipendenti contro il 42% di lavoratori dipendenti). Il 79% dei dipendenti è di nazionalità italiana, mentre i dipendenti di nazionalità straniera si  attestano sul 21%.

06 settembre 2018