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Fipe chiede un fondo ad hoc per i caffè storici

L'emergenza coronavirus sta mettendo in ginocchio un patrimonio materiale e immateriale del Paese. "Serve una fiscalità dedicata che consenta un abbattimento della tassazione locale e nazionale”.

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16 novembre 2020

L'emergenza sanitaria provocata dal coronavirus, che ha già sconquassato sia l'economia che il tessuto sociale del Paese, rischia di travolgere i caffè storici. A lanciare l'allarme è Fipe Confcommercio che chiede un fondo ad hoc per questi locali, nati tra il diciottesimo e il ventesimo secolo lungo tutta la penisola, luoghi d'incontro per artisti, intellettuali e politici che, seduti ai loro tavolini, tra un espresso e un amaro, hanno letteralmente scritto pezzi della nostra storia recente.

"Da Roma a Venezia, da Firenze a Napoli, il crollo dei flussi turistici sta mettendo in ginocchio queste attività - sottolinea Aldo Cursano, vicepresidente vicario - ma noi non possiamo permettere che questo accada. Questi non sono soltanto locali ma veri e propri monumenti: un patrimonio materiale e immateriale del nostro Paese che, come tale, è interesse di tutti quanti tutelare e difendere. Ecco perché è essenziale creare un fondo ad hoc per sostenere i caffè storici e prevedere una fiscalità dedicata che consenta un abbattimento della tassazione locale, Tari e suolo pubblico, e nazionale”. Anche perché per questo tipo di attività la crisi galoppa e i danni crescono esponenzialmente a causa dei costi altissimi che i gestori sono costretti a sostenere.

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