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Fiva: "decreto del tutto insufficiente per gli ambulanti"

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18 marzo 2020

“Comprendo le difficoltà del Governo ma il decreto Cura Italia è, per quanto ci riguarda, del tutto insufficiente”. Lo afferma Giacomo Errico, presidente di Fiva Confcommercio, l’organizzazione di rappresentanza degli ambulanti. “Avevamo sperato – continua Errico – in qualcosa di più incisivo e specifico per una categoria che ormai dal 23 febbraio ha visto chiudere indiscriminatamente fiere e mercati. Bene ha fatto il Governo a privilegiare tutte le questioni relative alla salvaguardia della salute, ma noi rischiamo il tracollo perché la flessibilità di cui le nostre imprese sono dotate rischia ora di essere una palla al piede per la mancanza di risorse che ne consentono la sopravvivenza oltre un certo limite fisiologico.” “Ci auguriamo – prosegue il presidente della Fiva – che già in sede di conversione se non nel prossimo preannunciato provvedimento siano adottate ulteriori misure di sostegno a partire dalla sospensione dei canoni concessori per l’occupazione di suolo pubblico (in analogia a quanto fatto per le associazioni sportive), dalla sospensione del Durc e delle relative sanzioni, dalla norma per il rinnovo delle concessioni che scadono il prossimo 31 dicembre”. “Se le misure previste per il lavoro sono notevoli – conclude Errico – vorrei far rilevare che per le nostre imprese, quasi tutte a conduzione familiare, il ricorso agli ammortizzatori è pressoché irrilevante. Abbiamo necessità della liquidità che ci viene a mancare dall’attività, di norme per rilanciarci, di credito per sopravvivere”.

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