Fmi: crisi economica più dura del previsto, Pil Italia a -12,8% - Asset Display Page

Fmi: crisi economica più dura del previsto, Pil Italia a -12,8%

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24 giugno 2020

L'impatto dell'epidemia di coronavirus sull'economia mondiale e' stato "piu' negativo" del previsto e il Fondo monetario internazionale taglia le sue stime.

 

Secondo l'Fmi, il Pil globale crollerà quest'anno del 4,9%, contro il -3% atteso ad aprile, mentre l'anno prossimo crescerà del 5,4%, lo 0,4% in meno rispetto a quanto l'istituto di Washington si aspettasse in primavera. Il "Grande lockdown" ha prodotto la peggiore crisi dagli anni Trenta, che si traduce in un colpo "catastrofico" per il mercato del lavoro e che rischia di cancellare tutti progressi fatti nella lotta alla povertà a livello globale negli anni recenti. Nel biennio, calcola l'Fmi,
costerà oltre 12.000 miliardi all'economia mondiale.

L'Italia sarà il Paese chiamato a pagare lo scotto maggiore alla pandemia, con un crollo del prodotto pari al 12,8% nel 2020 (pari soltanto a quello della Spagna), prima di un possibile rimbalzo del 6,3% nel 2021. Rispetto ad aprile c'e' un peggioramento del 3,7% delle stime per quest'anno e un miglioramento dell'1,5% per quelle del prossimo. A preoccupare e' anche l'andamento dei conti pubblici. Secondo l'Fmi il rapporto tra deficit e Pil nel nostro Paese risulterà pari al 12,7% quest'anno e al 7% il prossimo. Il rapporto tra debito e Pil salirà invece sino al 166,1% nel 2020 per poi calare al 161,9% nel 2021.

CRISI COME NESSUN'ALTRA, RIPRESA INCERTA

L'Fmi parla di una "crisi come nessun'altra" e definisce "incerta" la ripresa. Cosi' come "circondate da un grado di incertezza superiore al solito" restano le previsioni. Molto dipenderà dall'evoluzione della pandemia e dalla durata delle misure di distanziamento sociale imposte per combatterla. Mentre sullo sfondo crescono i rischi di una bolla finanziaria, con il rimbalzo dei mercati "disconnesso" dalle reali condizioni di salute delle economie sottostanti.

NEI PAESI AVANZATI CROLLO PIL DELL'8%

Nei Paesi avanzati il Pil e' ora atteso contrarsi dell'8% quest'anno, con un taglio dell'1,9% rispetto al dato pubblicato nel Weo di aprile. Un peggioramento legato al crollo superiore alle attese dell'attività economica nel primo semestre, che suggerisce anche "una ripresa più graduale" per il 2021 e pari al 4,8%. Le previsioni indicano per quest'anno un crollo del Pil dell'8% negli Usa (-2,1%), del 10,2% nell'Eurozona (-2,7%), del 5,8% in Giappone (-0,6%), del 10,2% in Gran Bretagna (-3,7%), del 7,8% in Germania (-0,8%) e del 12,5% in Francia (-5,3%). Per il 2021 il rimbalzo dell'attività economica dell'area e' fissato al 4,8% (+0,3%).

CROLLANO ANCHE I PAESI EMERGENTI

Per i mercati emergenti e in via di sviluppo la sforbiciata sulle stime 2020 e' invece del 2%, per un calo del Pil atteso adesso al 3%. Si salvera' la Cina, dove il lockdown èterminato prima e che, grazie a questo, dovrebbe vedere il suo prodotto salire quest'anno dell'1%. Ma il coronavirus avra'
effetti pesanti sull'India (-4,5%). E ancora piu' devastante sara' l'impatto sull'America latina, dove la pandemia non sembra ancora arrestarsi. L'economia brasiliana si contrarrà del 9,1%, quella messicana del 10,5%. Per l'anno prossimo l'Fmi si attende un rimbalzo del 5,9%, in larga parte trainato dalla Cina (+8,2%). Esclusa l'economia del Dragone, il prodotto dell'area scende del 5% nel 2020 e risale del 4,7% nel 2021.

CATASTROFE LAVORO, PERSI 300 MLN POSTI A TEMPO PIENO

L'impatto dell'epidemia di coronavirus sull'economia ha avuto effetti "catastrofici" sul mercato del lavoro. Secondo l'Fmi, che cita dati Ilo, la perdita di ore lavorate nel secondo trimestre dell'anno equivale alla cancellazione di 300 milioni di posti di lavoro a tempo pieno nel Mondo rispetto all'ultimo trimestre del 2019.

A RISCHIO TUTTI I PROGRESSI NELLA LOTTA A POVERTA'

Le ricadute dell'epidemia di coronavirus sull'economia rischiano di cancellare tutti i progressi fatti nella lotta contro la povertà negli ultimi anni e di "aumentare significativamente le diseguaglianze". La frazione di popolazione mondiale che vive in condizioni di estrema povertà, vale a dire con meno di 1,90 dollari al giorno, ricorda l'Fmi, era scesa sotto il 10% negli ultimi anni dal 35% del 1990. "Quuesto progresso", avverte il Rapporto, "e' messo in pericolo dalla crisi da Covid-19, con oltre il 90% dei mercati emergenti e delle economie in via di sviluppo che registreranno un andamento del reddito pro capite negativo nel 2020".

DA GOVERNI 10.700 MLD A SOSTEGNO ECONOMIA, DEBITI RECORD

I governi hanno annunciato misure di sostegno all'economia per circa 10.700 miliardi di dollari a livello mondiale. L'Fmi non manca di segnalare la propria preoccupazione per l'andamento del debito pubblico globale, destinato a raggiungere un "livello record", pari al 101,5% del Pil quest'anno e al 103,2% il prossimo. Nelle economie avanzate il rapporto tra debito e prodotto si attesterà nella media al 131,2% quest'anno e al 132,3% il prossimo.

IL COMMERCIO GLOBALE SI CONTRARRA' DELL'11,9%

Il commercio globale si contrarra' dell'11,9% nel 2020, riflettendo "la domanda considerevolmente più debole di beni e servizi, incluso il turismo". In linea con la previsione di una graduale ripresa dei consumi, il commercio dovrebbe invece crescere dell'8% l'anno prossimo.

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