"General Report 2018", ecco le ricette per il futuro

Sesta edizione del rapporto ufficiale sul terziario della provincia di Treviso: la ripresa c'è e spazia in più direzioni. Segnali incoraggianti dal fronte occupazionale.

Si è svolta il 21 settembre scorso nella Camera di Commercio di Treviso la sesta edizione del General Report, il rapporto ufficiale sul terziario della provincia di Treviso, elaborato da EBiComLab, sostenuto da EBicom e Unascom-Confcommercio, con la collaborazione di StatisticAll, il festival della statistica e della demografia in programma a Treviso dal 21 al 23 settembre. La ripresa- lenta e di non facile lettura – c'è, ed i dati – illustrati da Alessia Bernardi di EBicomLab - dimostrano che la crescita spazia in più direzioni: aziende da fuori provincia aprono nuove filiali (+0,9%), cresce il numero delle sedi di impresa locali (+0,2%), soprattutto in settori evoluti dei servizi, come l'immobiliare, le consulenze amministrative e burocratiche, segna un +0,1% anche il numero di imprenditori (soprattutto dai 50 anni in su), con segnali incoraggianti sul fronte dell'imprenditoria femminile (+0,3%), per un totale di 71.225 imprenditori, un numero "altamente rassicurante". Dal punto di vista occupazionale, appare senza dubbio positivo il segno + sui nuovi 735 contratti a tempo indeterminato, che in larghissima parte derivano da trasformazioni di tempi determinati, ed altrettanto confortanti sono i nuovi 345 posti di lavoro del primo semestre 2018 che, aggiunti agli 890 del lavoro intermittente o a chiamata, denotano un andamento dinamico e vitale delle imprese del terziario.

Il commercio di vicinato- protagonista indiscusso del focus di quest'anno- si inquadra come "il valore" da studiare e tenere in considerazione in una provincia che, con i suoi 887.420 abitanti, registra un progressivo aumento dell'indice di vecchiaia, ovvero del rapporto tra ultra65enni e giovani fino ai 14 anni(147,6 in provincia, 208,2 a Treviso, 110,5 in media nelle aree periferiche). Il negozio di vicinato o sottocasa, al di sotto dei 250 metri quadri, ubicato nei centri urbani o storici, raggiungibile a piedi o in bicicletta- secondo lo studio- viene scelto dal 25% dei consumatori intervistati (circa 500), è frequentato in misura maggiore da donne, da utenti di età superiore ai 35 anni e da coppie. Una percentuale che tiene anche rispetto all'aumento progressivo e visibile (5,7%) dell'e-commerce, che supera la percentuale di utenza che sceglie il centro commerciale periferico (6%) e che ben si compensa con quella che si impone come la prima scelta del consumatore medio, ovvero il supermercato, il negozio di medie grandi dimensioni che attrae dal 49% all'84% dei consumatori.

"Piccoli o medi che siano, gli imprenditori del commercio- ha spiegato il vicepresidente Federico Capraro che ha interpretato il pensiero delle Ascom aderenti ad Unascom-Confcommercio- devono traguardare una modernità non facilmente interpretabile, che probabilmente è dietro l'angolo, che va capita, interiorizzata ed applicata. Penso a vetrine intelligenti, nuove tecnologie e nuovi servizi, per un commercio multifunzione che diventa presidio e strumento di coesione. Penso alle Amministrazioni, che devono offrire segnali concreti di disponibilità: di fatto, il sostegno al commercio rappresenta la strada maestra per tenere vive città, centri urbani e storici e per arginare il degrado e la microcriminalità. Occorre quindi un'assunzione di responsabilità congiunta. Abbiamo il dovere di accompagnare le imprese verso una nuova dimensione, che deve saper coniugare esperienza e passione, con tecnologia e nuovi servizi. Svolgiamo infatti una sorta di intermediazione tecnologica e digitale nei confronti dei nostri soci per consentire loro di essere sempre punto di riferimento e di aggregazione all'interno delle città. Per un futuro dove possa esserci ancora la libertà di prendere ispirazione, il piacere di uscire, il dialogo di un consiglio e l'emozione di acquistare. Per un ritorno al futuro in cui i valori assumono nuovo valore".

21 settembre 2018