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I "numeri" del Def

Un'Italia in sostanziale stagnazione economica, con una crescita di pochi decimali superiore allo zero nonostante la spinta attesa da misure come il 'Decreto crescita' e lo 'Sblocca-cantieri'. E, per effetto anche dei rendimenti sul debito ancora elevati, un deficit strutturale in rialzo nonostante l'impegno preso con l'Ue a ridurlo, che spinge il debito fino al 132,6% del Pil per quest'anno con un calo sotto il 130% solo nel 2022. Ecco i numeri del Documento di economia e finanza come risultano da una nota del ministero dell'Economia, che punta sulla flessibilità europea per non incorrere in una procedura per la regola del debito.

- CRESCITA. Nel quadro tendenziale del Def la crescita 2019
scende drasticamente, allo 0,1% dall'1% della nota di
aggiornamento al Def dello scorso anno. Le stime programmatiche
prevedono invece 0,2% nel 2019, a fronte di uno stimolo pari a
uno 0,1% di Pil atteso dai decreti per cantieri e crescita, per
poi accelerare allo 0,8% nel 2020. Un'ulteriore spinta
arriverebbe dal Reddito di cittadinanza, da cui il Def si
attende un +0,2% di Pil, mentre l'effetto di Quota 100, cifrato
nelle tabelle del Def, è zero.
- DEFICIT. Il deficit/Pil nel 2019 salirebbe al 2,4% dal 2%
che era stato previsto nelle ultime stime del governo, per poi
scendere al 2,1% nel 2020 e all'1,8% nel 2021. Il deficit
strutturale peggiorerebbe invece a -1,5% del Pil nel 2019 per
poi arrivare a -0,8% nel 2022. Di fronte al rialzo delle stime
di deficit, restano congelati i due miliardi di spesa già
oggetto della clausola contenuta nella legge di bilancio 2019.
- DEBITO. Il Def prevede nella bozza in entrata al Cdm un
debito pubblico al 132,6% del Pil per quest'anno, in rialzo dal
132,2% del 2018 a causa della "bassa crescita nominale" e di
"rendimenti reali relativamente elevati", con un calo nel 2020
al 131,3% e al 128,9% nel 2022.
- I VINCOLI UE. IN una nota di Palazzo Chigi, si parla di un
deficit strutturale, ovvero al netto dell'andamento ciclico e
delle misure temporanee, che "darebbe luogo a una variazione
dell'indebitamento di solo -0,1 punti percentuali. Tenendo conto
della flessibilità concordata con la Commissione, il risultato
di quest'anno rientrerebbe quindi nei limiti del Patto di
Stabilità e Crescita".
- IVA E FLAT TAX. Il quadro tendenziale presuppone l'aumento
dell'Iva per 23 miliardi, ma i due vicepremier prevedono che
l'aumento non ci sarà. La nota del tesoro spiega che "in campo
fiscale, si intende continuare il processo di riforma delle
imposte sui redditi in chiave 'flat tax' incidendo in
particolare sull'imposizione a carico dei ceti medi, mentre si
proseguirà negli interventi di sostegno alle famiglie e alla
natalità". 

10 aprile 2019
def