Forum Confcommercio (ed. 2025): I protagonisti del mercato e gli scenari per gli anni 2000
Forum Confcommercio (ed. 2025): I protagonisti del mercato e gli scenari per gli anni 2000
24a edizione del Forum Confcommercio - The European House-Ambrosetti
Geopolitica dell’energia, prospettive economiche 2025, ruolo dell’innovazione e dell’Intelligenza Artificiale, dinamismo imprenditoriale tra flessibilità e competitività, futuro dell’Europa nella nuova legislatura Ue sono i temi di questa edizione del forum.
Programma
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martedì 15 aprile 2025
- Conferenza stampa
Carlo Sangalli Presidente Confcommercio-Imprese per l’Italia
Mariano Bella Responsabile Ufficio Studi Confcommercio-Imprese per l’Italia
- Intervento
In videoconferenza Raffaele Fitto Vicepresidente esecutivo per la Coesione e le Riforme, Commissione Europea
- Primo modulo
Geopolitica dell’energia
Modera Andrea Bignami Caporedattore Sky TG24 Economia
Jeremy Rifkin Founder & President, Foundation on Economic Trends
Chicco Testa Presidente, Assoambiente
Luca D’Agnese Direttore Policy, Valutazione, Advisory, CDP
Nicolò Mardegan Head of External Relations, Enel
- Secondo modulo
Outlook 2025
Modera Nicola Saldutti Caporedattore Economia Corriere della Sera
Daniel Gros Director, Institute for European Policy Making, Università Bocconi
Paolo Guerrieri Visiting Professor, Paris School of International Affairs, Sciences Po
In videoconferenza Lilia Cavallari Presidente, Ufficio Parlamentare di Bilancio (UPB)
Marco Fortis Direttore e Vicepresidente, Fondazione Edison
- Intervento
Federico Freni Sottosegretario di Stato per l’Economia e le Finanze
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mercoledì 16 aprile 2025
- Intervento
Gilberto Pichetto Fratin Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
- Terzo modulo
Dinamismo imprenditoriale / La società imprenditoriale e la prosperità di lungo termine
Modera Claudio Cerasa Direttore Il Foglio
Deirdre McCloskey Distinguished Scholar, Isaiah Berlin Chair in Liberal Thought, Cato Institute
Nicola Rossi Professore di Economia Politica, Università di Roma Tor Vergata
Gregorio De Felice Head of Research e Chief Economist, Intesa Sanpaolo
- Intervento
Adolfo Urso Ministro delle Imprese e del Made in Italy
- Quarto modulo
Europa: appunti di legislatura
Modera Manuela Perrone Giornalista e inviata parlamentare Il Sole 24 Ore
Giulio Tremonti Presidente Commissione Affari Esteri e Comunitari, Camera dei Deputati
Marco Buti Tommaso Padoa-Schioppa Chair, European University Institute
Yves Mény Presidente emerito, Istituto Universitario Europeo di Firenze
Milena Messori Capo ufficio Gruppo BEI in Italia, Banca Europea per gli Investimenti
Lucio Caracciolo Direttore Limes
Alessandro Campi Professore ordinario di Scienza Politica e Relazioni Internazionali, Università di Perugia
Paolo Gentiloni Co-chair Gruppo sul debito, ONU
- Intervento
Messaggio di Antonio Tajani Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale
Sangalli: “Consumi ancora deboli, meno tasse e più fiducia per rilanciare l’economia”
Nel suo intervento nel corso della conferenza di apertura del ventiquattresimo Forum di Confcommercio, il presidente Sangalli ha parlato di alcuni temi fondamentali dell’attuale scenario politico ed economico: la questione dei dazi, l’andamento dei consumi, le prospettive di crescita e la risorsa del turismo.
L'intervento di apertura della seconda giornata
Nel corso dei lavori di ieri, sono state ricordate le tante sfide e le tante incertezze di questo nostro tempo: del tempo della “policrisi”.
Insieme, abbiamo anche evidenziato gli importanti punti di forza del nostro Paese: una politica di bilancio prudente e la vitalità del tessuto imprenditoriale, il risparmio degli italiani ed i risultati dell’export.
Ed altro ancora.
Oggi, in apertura della seconda giornata dei lavori di questo Forum, desidero ricordare quello che, ne sono convinto, costituisca un nostro ulteriore punto di forza: la capacità di forze sociali ed istituzioni di lavorare insieme per affrontare e superare le crisi. La capacità, cioè, di fare capitale sociale e di costruire fiducia.
Così è stato nel tempo del Covid; così è stato nella straordinaria prova di resilienza che ne è seguita, così è giorno per giorno, nei territori e a livello nazionale.
È un metodo che può essere cruciale anche per il futuro del progetto europeo.
E, in questi anni, mi piace ricordare come il Presidente Mattarella abbia svolto un ruolo propulsivo decisivo proprio per rinsaldare e e far crescere il rapporto di fiducia tra i cittadini e le istituzioni della Repubblica. E per affermare (basti ricordare la straordinaria lezione di Marsiglia) il valore delle scelte di multilateralismo e di solidarietà contro ogni tentazione di chiusura e protezionismo nell’ordine internazionale.
Grazie Presidente e, di cuore e da noi tutti, auguri di pronta ripresa.
Ed ora, diamo avvio ai lavori di questa seconda giornata.
Gli italiani hanno più risorse ma scelgono di non spenderle
Alla ripresa economica continua a mancare un apporto incisivo dei consumi e il potere di acquisto sta crescendo più della spesa reale delle famiglie italiane e, di conseguenza, anche la propensione al risparmio: gli italiani, insomma, hanno più risorse ma scelgono di non spenderle. La spesa pro capite dei residenti (21mila euro nel 2024), pur in recupero rispetto al 2020 (18mila 600 euro), non tornerà neppure nel 2026 (21mila 500 euro) ai livelli del 2007 (21mila 600 euro). È un comportamento, da parte dei consumatori, influenzato anche dal ricordo di decenni di bassa crescita, con il corollario di crisi improvvise e di paure legate alla fiammata inflazionistica del 2022.
E per fortuna che c’è il turismo, che si si conferma una leva fondamentale: dal 1990 ad oggi le presenze turistiche straniere nel nostro Paese si sono infatti triplicate ed è proprio grazie alla spesa venuta da oltreconfine che i consumi sono in crescita.

Sulla debolezza dei consumi incidono anche le basse dinamiche di redditi e salari, con l’Italia che continua a pagare pegno rispetto ai principali Paesi europei, soprattutto a causa di una produttività del lavoro molto più bassa (il prodotto per occupato in Italia è fermo da trent’anni…). Tenendo conto del costo della vita, il potere d’acquisto degli stipendi italiani resta del 26,5% inferiore rispetto a quello tedesco e del 12,2% a quello francese. Una differenza che possiamo limare tenendo presente che i contributi sociali in Italia sono più alti che in Germania e Francia, ma che resta comunque significativa (rispettivamente -16,5% e -11%).
E un quadro, quello appena delineato, che spinge Confcommercio a rivedere al ribasso le previsioni di crescita del Pil per il 2025 e 2026 con un +0,8% e un +0,9% rispettivamente. A pesare sono l’incertezza legata ai dazi, l’instabilità dei mercati finanziari e il timore di una perdita di ricchezza. Sono stime, anche se di poco, più ottimistiche rispetto a quelle del governo.

Per dare un vero impulso alla crescita servono gli investimenti e le riforme contenute nell’agenda del Pnrr, ma anche un deciso alleggerimento del carico fiscale sul ceto produttivo.
Una vera ripartenza passa anche per la fiducia e per costruirla, servono segnali chiari, continuità delle politiche economiche e la volontà di rimettere davvero al centro famiglie, imprese e consumi.
Mariano Bella, Direttore Ufficio Studi
L’analisi dell’Ufficio Studi si sofferma, infine, sui cambiamenti dei modelli di consumo negli ultimi vent’anni, che confermano il fenomeno della “terziarizzazione” dell’economia: rispetto al 2007 cala infatti la spesa per alimentari (-408 euro pro capite), abbigliamento (-92 euro) e trasporti (-765 euro), anche a causa dell’invecchiamento della popolazione, di una maggiore diffusione dei pasti fuori casa e del cambiamento nei modelli di mobilità. Crescono, invece, i settori legati al tempo libero, alla cultura e alle comunicazioni (+316 euro) e alla sanità (+112 euro).
Il forum 2025
Modulo 1: Geopolitica dell'energia
Dopo il discorso introduttivo del presidente Carlo Sangalli, iniziano i lavori con il panel “Geopolitica dell’energia” al termine del quale ha preso la parola Raffaele Fitto, vicepresidente esecutivo per la Coesione e le Riforme della Commissione Europea.

In videcollegamento da Bruxelles, l’ex ministro per gli Affari Europei, il Sud, le Politiche di Coesione e il Pnrr del Governo Meloni ha innanzi tutto ringraziato Confcommercio per l’opportunità di proseguire quel “confronto costruttivo e positivo con uno spaccato reale delle esigenze del Paese” che la Confederazione è sempre in grado di garantire.
Il momento che stiamo vivendo è particolare e complesso sia dal punto di vista geopolitico che per le decisioni che dobbiamo prendere. Sui dazi cerchiamo soluzioni compatibili per sviluppo e crescita, ma soprattutto è necessario adeguare le politiche europee di coesione: i programmi approvati nel 2022 stanno per partire, ma i Paesi devono scegliere nuove priorità per adeguarsi alla nuova stagione. Non è un caso che la Commissione abbia detto sì alla flessibilità nell’uso dei fondi, un’esigenza fondamentale anche per sviluppare lo scenario legato al rafforzamento delle spese per la difesa.
Per l’Italia le politiche di coesione vogliono dire 40 miliardi, un’occasione unica per migliorare in diversi campi.
Qualità e tempistica della spesa sono fondamentali. Bisogna lavorare su obiettivi veri, ricordando che esiste la possibilità di spostare i fondi Pnrr sulla politica di coesione, anzi è decisivo e fondamentale un raccordo tra questi due programmi.
La nuova fase del lavoro della Commissione punta anche alla semplificazione, soprattutto per le imprese, riducendo gli oneri burocratici a beneficio loro e dei cittadini.
Raffaele Fitto, vicepresidente esecutivo per la Coesione e le Riforme della Commissione Europea
Modulo 2: Outlook 2025
Il secondo panel si conclude con l’intervento del sottosegretario per l’Economia e Finanze, Federico Freni.

Serve un po’ più di ottimismo perché ciò che ferma la domanda interna e l’economia è la dinamica dell’incertezza e della paura. Se proseguiamo nel piangerci addosso continuiamo ad alimentarla: serve più serenità nel leggere i dati, rimbocchiamoci le maniche e vediamo cosa possiamo fare per la nostra economia perché tutto questo va a danno del sistema produttivo.
Riferendosi poi in particolare ai contenuti dell’analisi presentata da Confcommercio in occasione della conferenza stampa di apertura, Freni ha sottolineato che “è vero che l’eccesso di risparmio può essere un problema per la crescita, ma è anche vero che è la gestione del risparmio che ci ha garantito quella capacità di rimbalzo che solo l’Italia ha avuto durante le crisi più recenti”. Per il sottosegretario ciò che occorre “è mettere il risparmio meglio a sistema per far crescere le attività produttive, il Paese non può crescere solo facendo debito. Non si cresce per decreto legge ma solo lavorando tutti insieme e valorizzando le nostre peculiarità”.
Modulo 3: Dinamismo imprenditoriale

Il momento del quadro geopolitico e climatico è molto particolare. Per mantenere la nostra economia forte, nel breve periodo dobbiamo continuare a renderci più autonomi possibile sul fronte dell’approvvigionamento energetico, tenendo presente che sul fronte energetico non abbiamo competitività.
Ll’Italia deve puntare a ridurre la quota del gas dal 70 al 40% e aprirsi a un mix di energia anche completamente diverso, comprendendo il nuovo nucleare per reggere la competizione con gli altri Paesi.
Il decreto bollette non accontenta tutti, ma la coperta è corta.
Il green deal europeo risale al 2019 e aveva obiettivi in alcuni casi troppo ambiziosi o eccessivamente ideologici. La Commissione sta riflettendo a cambiamenti, ma non deve venire meno l‘obiettivo 2050 perché dobbiamo decarbonizzare.
Gilberto Pichetto Fratin, Ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica

L’aumento del potere di acquisto degli italiani è in controtendenza con quanto accaduto nei diciotto anni precedenti e con quanto successo negli altri Paesi. Tutto questo grazie a quattro fattori: discesa dell’inflazione, rinnovo di numerosi contratti nazionali, taglio strutturale del cuneo fiscale e aumento del numero degli occupati. Non sono frutto del caso, ma di una scelta politica e strategica consapevole.
Sui dazi sono preoccupato, principalmente per l’invasione anomala di prodotti cinesi nel territorio europeo, è una tempesta che dobbiamo attraversare.
Nel piano Made in Italy 2020 vogliamo consolidare la base produttiva del nostro Paese allargandola anche all’industria creativa e culturale nonché a quella del turismo e benessere”
Mentre il mondo si destruttura l’Italia accresce le proprie posizioni su export e investimenti esteri, gli elementi dell’internazionalizzazione. Nel 2024 siamo risultati il quarto Paese esportatore globale dopo Cina, Stati Uniti e Germania, segno che il nostro sistema produttivo è particolarmente resiliente in tempi di crisi e particolarmente attivo nel cercare nuove opportunità.
Adolfo Urso, Ministro delle Imprese e del Made in Italy
Messaggio di Antonio Tajani
Saluto molto cordialmente tutti i partecipanti a questo importante convegno e mi congratulo nuovamente con il Presidente Sangalli per la sua riconferma alla guida di una delle principali realtà economiche del Paese.
Le 700 mila imprese associate a Confcommercio sono l’anima delle nostre città, lo strumento di valorizzazione del nostro artigianato e delle nostre produzioni di qualità, anello essenziale nella catena di trasmissione dell’economia reale.
Il Governo è al vostro fianco e a quello delle oltre 4 milioni di piccole e medie imprese che costituiscono l’ossatura del nostro sistema economico.
Portiamo anche in Europa le vostre istanze per un mercato unico dell’energia che abbassi i costi di gestione degli esercizi, per un minor costo del denaro che agevoli i mutui sull’acquisto dei locali e gli investimenti. Spingiamo per una semplificazione amministrativa capace di liberare le energie del vostro spirito imprenditoriale.
Soprattutto lavoriamo senza sosta per la crescita, che ha nella forza delle nostre esportazioni una componente cruciale.
Con il Piano d’Azione del Governo per l’export puntiamo a consolidare la nostra posizione ai vertici del commercio mondiale e ad aprire sempre più nuovi mercati ai nostri prodotti, con l’obiettivo di raggiungere i 700 miliardi di euro di export entro la fine della Legislatura.
Nel quadro di una intensa azione di diplomazia della crescita, sono rientrato ieri da una lunga missione in India e Giappone. A Osaka, in particolare, ho inaugurato il Padiglione Italia di EXPO 2025, ho presentato la prossima edizione del Giro d’Italia e le fiaccole olimpiche che ci accompagneranno verso i Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano-Cortina. A maggio mi recherò in Messico, ho in programma di tornare anche in Arabia Saudita.
Vogliamo far conoscere ad una platea sempre più vasta la forza del saper fare italiano, che si identifica anche con la bellezza dei nostri territori, la nostra storia e la nostra cultura.
Ho portato questo impegno anche al Ministero, con una riforma che mette al centro la crescita e la semplificazione e dando precise indicazioni a che le nostre Ambasciate e i nostri Consolati siano sempre più vetrina e trampolino di lancio delle nostre imprese e dei nostri territori.
Questo si traduce anche in una ancor maggiore attrattività del nostro Paese, in un forte intreccio tra Made in Italy e turismo che trova nella vasta rete dei vostri aderenti uno straordinario acceleratore.
L’intesa tra Governo, associazioni di categorie e imprese è cruciale per dare ulteriore forza a questa strategia e mi rallegro di occasioni come questa che aiutano a fare quadra tra tutte le forze vive del Paese, per la crescita delle nostre imprese e il benessere dei nostri territori.
Contate sul Governo, contate su di me!
Antonio Tajani, Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale
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Confcommercio
2025-04-15 | 2025-04-16 10.30
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