Impresa Cultura Italia: nuovo coordinamento ad Agrigento

Impresa Cultura Italia: nuovo coordinamento ad Agrigento

Nel segno di Agrigento Capitale Italiana della Cultura 2025, è stato presentato il nuovo coordinamento al Museo "Pietro Griffo". Il presidente Fontana: "Consumi culturali in crescita, ma serve più accessibilità e innovazione al Sud".

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14 novembre 2025

Agrigento si aggiunge a Milano, Cremona, Ferrara, Parma, Valle d’Aosta e Bari nel percorso di sviluppo territoriale di Impresa Cultura Italia – Confcommercio. È stato presentato oggi Impresa Cultura Agrigento – Confcommercio Agrigento, il nuovo coordinamento territoriale di Confcommercio Agrigento dedicato alle imprese culturali e creative del territorio.

Nell’anno particolarmente significativo di Agrigento Capitale Italiana della Cultura 2025, l’iniziativa nasce con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio culturale, artistico e identitario del territorio agrigentino e di promuovere la cultura come leva di sviluppo economico, occupazionale e sociale. Il nuovo coordinamento riunisce operatori, imprese e professionisti del settore culturale e creativo, favorendo sinergie e progettualità condivise.

Per celebrare la nascita del coordinamento, si è tenuto un incontro pubblico al Museo Regionale "Pietro Griffo", promosso da Confcommercio Agrigento, articolato in tre momenti principali. La mattinata si è aperta con i saluti istituzionali, introdotti dal presidente Confcommercio, Carlo Sangalli e dal presidente di Confcommercio Agrigento, Giuseppe Caruana. Sono intervenuti Gianluca Manenti, presidente di Confcommercio Sicilia, e Francesco Miccichè, sindaco di Agrigento.

A seguire, gli interventi dei componenti esperti di Impresa Cultura Agrigento – Confcommercio Agrigento, che hanno approfondito le potenzialità del comparto culturale locale e le prospettive di rete tra pubblico, privato e istituzioni. Oltre al presidente Caruana, sono intervenuti Florinda Saieva, fondatrice di Farm Cultural Park; Giuseppe Ciminnisi, presidente FIAVET Confcommercio; Stelio Zaccaria, già capo redattore del quotidiano La Sicilia per la provincia di Agrigento; Nenè Mangiacavallo, presidente del Consorzio Universitario di Agrigento; e Dèsirèe Li Bassi, co-fondatrice e direttrice operativa del Museo Diffuso dei 5 Sensi di Sciacca.

Nel corso dell’appuntamento si è riflettuto sul legame profondo tra identità, territorio e narrazione culturale, e sul ruolo della creatività, dello spettacolo e dell’audiovisivo nel raccontare l’“italianità” contemporanea a partire dai territori e, nello specifico, da quello della Sicilia. Hanno dialogato Carlo Fontana, presidente di Impresa Cultura Confcommercio; Chiara Sbarigia, presidente dell’Associazione Produttori Audiovisivi (APA); Gaetano Aronica, attore e già presidente della Fondazione Teatro Pirandello e Beniamino Biondi, saggista, critico di cinema e teatro e membro del Sindacato Nazionale dei Critici Cinematografici.

"La nascita di Impresa Cultura Agrigento – Confcommercio Agrigento - ha dichiarato Carlo Fontana, presidente di Impresa Cultura Italia - è un ulteriore passo significativo nel radicamento della nostra rete. La Sicilia, con la sua straordinaria capacità di intrecciare memoria, identità e creatività, offre un esempio emblematico di come la cultura possa diventare racconto condiviso e strumento di crescita per le comunità".

"Questo impegno si inserisce in un contesto nazionale in evoluzione, dove cresce la spesa culturale delle famiglie, ormai prossima ai 100 euro medi mensili. Tuttavia, i dati di settembre del nostro Osservatorio sui consumi culturali, realizzato con SWG, ci dicono che l’offerta culturale deve diventare più accessibile anche al Sud e nelle isole, dove solo il 53% la considera di qualità (contro il 63% della media nazionale) e appena il 31% innovativa (–13 punti). Sono numeri che dimostrano quanto servano politiche condivise e reti forti tra istituzioni e imprese per trasformare la domanda culturale in sviluppo reale. Impresa Cultura Italia crede in questa sfida: una cultura che nasce dai territori, genera valore e rafforza la coesione del Paese", ha concluso Fontana.

"Il nuovo coordinamento di Agrigento - ha aggiunto Giuseppe Caruana, presidente di Impresa Cultura Agrigento - si propone di rendere la cultura un motore di sviluppo economico, innovazione e crescita sostenibile, promuovendo la collaborazione tra imprese, operatori culturali, istituzioni e professionisti per tutelare, rigenerare e valorizzare il territorio agrigentino. Il coordinamento, formato da associazioni attive in diversi ambiti culturali e sostenuto da personalità di rilievo del panorama locale, mira a potenziare l’offerta culturale e a favorire sinergie capaci di generare nuove opportunità di sviluppo legate alla cultura e al turismo. Non vogliamo solo custodire il nostro straordinario patrimonio, ma trasformarlo in valore concreto, in impresa, occupazione e crescita. L’unione tra impresa e cultura è la chiave del futuro. Vogliamo costruire insieme un percorso di sviluppo che parta dalle nostre radici e guardi al futuro con fiducia e visione".

Spesa culturale in crescita, ma restano divari territoriali

L’ultima rilevazione dell’Osservatorio sui consumi culturali degli Italiani, realizzata in collaborazione con SWG a settembre 2025, ha fatto emergere che la spesa familiare per beni e servizi legati alla cultura è in continua crescita

Se nel 2020 la spesa media mensile per nucleo familiare era di 50,9 euro, nell’ultimo anno è salita a 99,8 euro. Nel 2023 solo l’1% dei cittadini dichiarava di destinare più di 400 euro al mese alla cultura; oggi questa quota è cresciuta di sei punti percentuali, segno di un rinnovato interesse verso attività e prodotti culturali.

Rimane però un evidente divario geografico: le regioni del Centro Italia registrano una spesa media di 113,9 euro mensili, seguite da quelle del Nord con 112,6 euro. Al Sud e nelle Isole, invece, la spesa media si ferma a 74,3 euro, quasi un terzo in meno rispetto alle aree centrali. Il 63% degli italiani giudica di qualità l’offerta culturale del proprio territorio. Tuttavia, l’apprezzamento scende al 58% nel Sud e al 53% nelle Isole. Circa la metà dei residenti in queste aree considera il panorama culturale povero di iniziative.

La percezione di inclusività delle iniziative culturali varia notevolmente: il 57% del campione nazionale le considera sufficientemente inclusive, ma nel Sud, in Sicilia e Sardegna la percentuale cala di circa 10 punti. Anche l’innovazione mostra un forte divario: solo il 31% degli abitanti delle Isole considera la cultura locale innovativa, contro una media nazionale del 44%.

Nonostante le differenze, il 77% dei cittadini del Sud e delle Isole ritiene positiva la sinergia tra cultura ed economia locale, contro il 71% della media nazionale. Il 58% apprezza il fatto che l’offerta culturale del proprio comune valorizzi tradizioni e cultura popolare, mentre il 38% la percepisce come un’offerta orientata principalmente ai turisti.

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