In Fvg troppa incertezza, consumi al palo

Indagine Format Research per Confcommercio Friuli Venezia Giulia: nel primo trimestre 2018 cala la fiducia, stallo dei ricavi, i piccoli negozi soffrono. Marchiori promette collaborazione al governatore Fedriga. Illegalità in Fvg: danneggiate due imprese su tre.

Il terziario continua a trainare l'economia regionale, ma il primo trimestre 2018 ha fatto segnare un calo della fiducia delle imprese del settore, complice anche lo stallo dei ricavi, a causa di consumi ancora al palo. A rilevarlo l'indagine congiunturale realizzata da Format Research per Confcommercio Fvg.

Demografia imprese

 In Friuli Venezia Giulia si prevede che a fine 2018 saranno nate 5.496 nuove aziende, 3.777 del terziario, 1.719 degli altri settori di attività economica, mentre ne saranno cessate 5.866: 3.612 del terziario, 2.254 imprese degli altri settori. Il saldo sarà dunque negativo: -370 imprese (+165 del terziario, -535 degli altri settori). Per la provincia di Trieste (+39) si prevede un saldo positivo, per Pordenone (-191), Udine (-112) e Gorizia (-106) un saldo negativo.

Andamento congiunturale

Nel primo trimestre 2018, evidenzia ancora l'indagine trimestrale, si assiste a un calo della fiducia delle imprese del terziario Fvg. Il sentiment degli operatori peggiora sia per quel che riguarda l'andamento generale dell'economia, sia con riferimento all'andamento della propria attività. L'outlook in vista della metà dell'anno evidenzia un'ulteriore frenata.

Ricavi


In questo contesto, non stupisce lo stallo del livello dei ricavi. La situazione è destinata a complicarsi in vista dei prossimi tre mesi, anche a causa del contemporaneo calo dei consumi che si riverbera prevalentemente sulle imprese del commercio al dettaglio, specialmente quelle meno strutturate.

Il commento di Confcommercio Fvg

"Si tratta dell'inevitabile effetto di un clima di incertezza generale e del nodo irrisolto della pressione fiscale e della burocrazia – osserva il presidente regionale Marchiori –. Non aiuta inoltre l'assenza di regole per le nuove forme di acquisto come l'e-commerce». Quanto al nuovo governo della Regione, prosegue Marchiori, «l'auspicio è che si possa proseguire con la collaborazione istituzionale che ha caratterizzato gli ultimi anni, caratterizzati da un'attenzione non scontata verso commercio, turismo e servizi. Auguriamo buon lavoro al presidente Fedriga e siamo pronti a fornire il contributo del nostro Ufficio Studi con un monitoraggio importante dell'esistente nello spazio temporale breve del trimestre".

Occupazione, prezzi, tempi di pagamento

Nonostante il calo di fiducia, spiega Ascani, migliora lo scenario occupazionale secondo il giudizio delle imprese del terziario Fvg. Permane tuttavia il tema della "qualità" del lavoro, vista la presenza ingente di contratti a tempo determinato. Nel primo trimestre si assiste poi a una ripartenza dell'inflazione (i prezzi si sono alzati e quindi, agli occhi degli imprenditori, la situazione è «peggiorata»). Migliora la situazione relativa ai tempi di pagamento da parte dei clienti. In vista dei prossimi tre mesi, si prevede una sostanziale stabilità.  Le imprese del terziario Fvg consolidano la propria capacità di far fronte al fabbisogno finanziario (sia in termini congiunturali, sia in prospettiva).

Credito

Stabile la quota di imprese che si reca in banca per chiedere un fido, un finanziamento o per rinegoziare un fido, un finanziamento (sono il 30% contro il precedente 29,9%). Tra queste, il 71% ottiene una risposta positiva: il 49% ottiene il credito secondo un ammontare pari o superiore alla cifra desiderata, il 22% secondo un ammontare inferiore. In questo contesto, si conferma sostanzialmente invariata la percezione delle imprese del terziario circa la situazione legata al costo del credito (tassi di interesse), come anche il giudizio per quel che riguarda il costo dei servizi bancari nel loro complesso.

 

Illegalità in Fvg: danneggiate due imprese su tre

 

Circa il 20% dei consumatori del Friuli Venezia Giulia dichiara di avere acquistato almeno una volta nel corso del 2017 prodotti illegali (contraffatti) o di avere utilizzato un qualche genere di servizio offerto da un soggetto che non era autorizzato ad erogarlo. Tra i consumatori di Lignano Sabbiadoro, la quota supera il 23%.

La ricerca

Il dato emerge da un'indagine realizzata da Format Research per Confcommercio, illustrata dal direttore scientifico della società di ricerca Pierluigi Ascani, presenti, in Comune a Lignano, il vicepresidente dell'associazione Alessandro Tollon, il direttore Guido Fantini, il presidente mandamentale di Lignano Enrico Guerin, il sindaco Luca Fanotto e l'assessore comunale Massimo Brini. Tutti concordi sull'opportunità di un'azione di rete per contenere l'illegalità. Il sindaco ha pure informato dell'entrata in azione di sei agenti stagionali della polizia municipale contro l'abusivismo.

Profilo e prodotti

Il profilo del consumatore che acquista "illegalmente" coincide spesso con quello di una donna, con un'età compresa tra i 35 ed i 54 anni. Gli acquisti contraffatti si concentrano molto spesso su prodotti di abbigliamento, scarpe/calzature, prodotti di pelletteria quali borse, cinture, portafogli, orologi, gioielli, occhiali, prodotti alimentari e bevande, audiovisivi, musica, videogiochi. Il fenomeno è più marcato tra le donne con riferimento all'acquisto di articoli di abbigliamento, calzature, pelletterie (che restano al primo posto tra gli acquisti tramite i punti vendita tradizionali, ovvero il negozio fisico), mentre è più evidente tra gli uomini con riferimento a orologi, prodotti alimentari, audiovisivi.

Le motivazioni

Alla base degli acquisti di prodotti contraffatti c'è la convinzione da parte dei consumatori del Fvg di poter concludere un buon affare (si riesce a risparmiare). È così nel 74% dei casi tra i consumatori della regione, con punte del 78% nel comune di Lignano. Appaiata la quota di coloro che ripiegano sugli acquisti illegali perché, di fatto, non possono permettersi di convergere su prodotti "legali": 72% in Fvg, 70% nella sola Lignano.

L'informazione

Tuttavia, è elevata la percentuale di coloro che si dichiarano informati sui rischi delle sanzioni amministrative che si corrono quando si acquista contraffatto: di fatto, il 73% dei consumatori in regione (76% a Lignano) è consapevole che acquistare prodotti illegali possa comportare dei rischi, in primis per la salute e la sicurezza personale.

Le imprese

Il fenomeno si riversa anche sulle imprese del terziario della regione. Il 61% di queste (67% a Lignano) ritiene di essere stato danneggiato dall'azione dell'illegalità almeno una volta. Il 73% delle imprese in regione (75% a Lignano) ritiene che il fenomeno dell'illegalità, al di là dell'andamento dell'economia, sia in progressiva crescita e in questo caso sono le strutture ricettive a mostrare un malcontento superiore alla media, spesso dovuto alle nuove forme di illegalità che si sviluppano sul web. Con riferimento al territorio sul quale insiste la propria impresa, il 42% degli operatori in regione (44% a Lignano) ritiene in aumento il fenomeno dell'illegalità negli ultimi 12 mesi.

La sicurezza

La presenza del fenomeno si materializza con la crescente concorrenza sleale, seguita da una riduzione dei ricavi e dal peso della spesa dell'acquisto di servizi di sorveglianza. In questo senso, le imprese tendono a proteggersi poiché sfiduciate verso le attuali norme in fatto di sicurezza: il 72% degli operatori in regione (78% a Lignano) ritiene infatti inefficaci le leggi che contrastano fenomeni di illegalità.

07 maggio 2018