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Irpef, conto da 164 miliardi che grava sulle spalle di pochi

Presentato a Roma l'Osservatorio sulla spesa pubblica e sulle entrate: nel 2017 è stato il 12,28% dei contribuenti a corrispondere il 57,88% di tutta l'Irpef contro il 2,62% versato dal 45,19%.

Il gettito fiscale complessivo diminuisce, ma aumenta quello dell'Irpef, che grava sempre di più su  ben determinate categorie di contribuenti, minando in prospettiva  anche la capacità di finanziamento del nostro sistema di welfare.  Questo quanto emerso dall'Osservatorio sulla spesa pubblica e sulle entrate presentato a Roma nel corso di un convegno promosso in collaborazione da Itinerari Previdenziali e Cida - Confederazione  italiana dirigenti e alte professionalità. Giunta alla sua sesta edizione, l'indagine realizza su base annuale  un'analisi delle dichiarazioni individuali dei redditi Irpef, di  quelle aziendali relative all'Irap e delle imposte dirette:  l'obiettivo, oltre a fotografare lo stato della macchina fiscale, è  quello di verificare la sostenibilità di medio-lungo periodo del  sistema di protezione sociale italiano che, per pensioni, sanità e  assistenza, è costato nel 2017 453.487 miliardi complessivi  assorbendo, oltre ai contributi sociali quando previsti, anche tutte  le imposte dirette, prioritariamente Irpef e Irap, nonché un'ulteriore quota di imposte indirette. Mentre il totale dei redditi 2017 dichiarati tramite i modelli 770,  Unico e 730 è ammontato a 838,226 miliardi di euro, quasi 5 in meno  rispetto agli 842,977 miliardi del 2016, con una riduzione dello  0,56%, il gettito Irpef generato, al netto del bonus da 80 euro, è  stato pari a 164,701 miliardi di euro, in crescita rispetto ai 163,378 del 2016. Su 60,48 milioni di cittadini residenti in Italia a fine  2017 sono solo poco più di 30,67 milioni quelli hanno versato almeno  un euro di Irpef. Sempre con riferimento al 2017, è il 12,28% a  corrispondere il 57,88% di tutta l'Irpef, con poco più di 5 milioni di soggetti che dichiarano redditi superiori ai 35.000 euro, contro il  2,62% versato dal 45,19%. In dettaglio, i contribuenti con redditi  lordi sopra i 100mila euro (circa 52mila euro netti) sono l'1,13%,  pari a 467.442 soggetti versanti, che tuttavia pagano il 19,35% di  tutta l'Irpef; tra 200mila e 300mila euro si trova lo 0,13% dei  contribuenti, che versano il 2,99% di Irpef. Sopra i 300mila euro lo studio individua, sulla base dei dati Mef e  Agenzia delle Entrate, lo 0,093% dei contribuenti versanti che pagano  però il 5,93% dell'Irpef. Sommando a anche i titolari di redditi lordi superiori a 55.000 euro, si ottiene dunque che il 4,39% paga il  37,02%. Dalla pubblicazione emerge che l'imposta media pagata da ciascuna  categoria è pari a 3.686,52 euro annui per i lavoratori dipendenti,  3.230,90 per i pensionati e 6.789,51 euro per autonomi, imprenditori e liberi professionisti. Scendendo più in profondità, esemplificativo il caso dei dipendenti: sul totale dei dichiaranti, sono in totale 20,93  milioni (il 50,8%) che versano 77,156 su 155,15 miliardi totali (pari  al 49,7%).

"L'Irpef è un conto da 164  miliardi che grava però solo su una fascia minore di contribuenti.  Quello che noto è una sorta di rassegnazione, come se non fosse un' anomalia  che pochi paghino per tutti", ha commentato Donatella Prampolini Manzini, vicepresidente di Confcommercio.

18 settembre 2019