L'Istat certifica la "debolezza dei ritmi produttivi" - Asset Display Page

L'Istat certifica la "debolezza dei ritmi produttivi"

Nota mensile sull'andamento dell'economia italiana. "Nonostante alcuni segnali positivi, l'andamento incerto dell'economia mondiale influenza lo scenario economico del nostro Paese". 

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10 gennaio 2020

Prosegue a dicembre la fase di debolezza dei ritmi produttivi. Lo rileva l'Istat nella 'Nota mensile sull'andamento dell'economia italiana', spiegando che l'indicatore anticipatore "mantiene un profilo negativo". Eppure l'Istat mette in evidenza i segnali non negativi arrivati con le ultime rilevazioni. "In Italia, a novembre la produzione industriale ha registrato un lieve miglioramento, interrompendo la fase negativa dei mesi precedenti, con una buona performance dei comparti dei beni intermedi e strumentali", si legge nel report. "L'occupazione, a novembre, ha raggiunto i massimi storici dal 1977, con una significativa dinamica dei dipendenti permanenti e dell'occupazione giovanile". Non solo, viene sottolineato come le condizioni "complessivamente favorevoli del mercato del lavoro" abbiano supportato "nel terzo trimestre del 2019, il miglioramento del reddito disponibile delle famiglie consumatrici che si è traslato interamente sull'aumento dei consumi, in un contesto di lieve riduzione tendenziale della pressione fiscale". Fuori dai confini nazionali, "l'economia mondiale appare evolvere in un quadro di crescita moderata. Lo scenario internazionale, tuttavia, ha subito - avverte l'Istat - alcuni cambiamenti rilevanti i cui effetti sono al momento di difficile quantificazione". Fatto sta che non accenna a interrompersi "la prolungata fase di debolezza dei ritmi produttivi" che "sembra avere influenzato le aspettative sull'occupazione formulate dalle imprese, che riflettono anche la differente fase ciclica tra industria e servizi". Ecco che "a novembre e dicembre le attese sull'occupazione hanno mostrato valori negativi sia per la manifattura sia per le costruzioni, mentre per i servizi di mercato e per il commercio al dettaglio il dato di dicembre ha segnalato una ripresa, più intensa per quest'ultimo"

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