Lapini: "ripensare il modello di sicurezza nell'interesse di tutti" - Asset Display Page

Lapini: "ripensare il modello di sicurezza nell'interesse di tutti"

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15 dicembre 2015

"Un terzo delle nostre imprese dichiara un peggioramento generale dei propri livelli di sicurezza". E' il dato, tratto dalla ricerca GFK Eurisko presentata in occasione della recente Giornata per la legalità organizzata da Confcommercio, dal quale Anna Lapini (presidente di Confcommercio Toscana nonché incaricata per la legalità e la sicurezza nell'ambito della Giunta nazionale di Confcommercio) è partita per organizzare il suo intervento al convegno di FederSicurezza. Una cifra che "non può essere ignorata, perché è giunto il momento di  valutare – ha detto - se e come  ripensare il modello di sicurezza italiano, che già prima dei fatti di Parigi vedeva gli uomini e le risorse delle forze di Polizia assorbite su più fronti e in difficoltà, per mancanza di mezzi,  a garantire quel presidio del territorio che viene invocato dai nostri associati, insieme alla certezza della pena, tra le misure necessarie a contrastare i fenomeni criminali". E se questo modello, come sembra inevitabile, va ridisegnato nell'interesse di tutti "non si può pensare – ha aggiunto la Lapini -che i costi e le conseguenze,  ricadano solo sulle spalle delle nostre imprese. E' necessario trovare sinergie  fra le categorie, gli operatori del settore, le amministrazioni locali, le forze dell'ordine e le istituzioni nazionali".  D'altra parte, in questo senso "ci sono esempi che hanno funzionato, stanno funzionando e vanno seguiti come quello di Bologna relativo ai locali e ai pubblici esercizi".  La presidente di Confcommercio Toscana ha quindi ricordato che nella regione il 40% delle imprese  ha scelto di ricorrere alla vigilanza privata: se le imprese riconoscono il valore e l'utilità dei servizi di vigilanza, "è però necessario che il rapporto fra  il ricorso alla  sicurezza privata o complementare rispetto alla sicurezza garantita dalle Forze dell'ordine diventi più vicino alle medie europee, delegando ai privati quelle funzioni che non hanno una tassativa necessità di essere svolte dalla Pubblica Sicurezza".  E' anche per questo motivo che "Confcommercio si sta battendo affinché il rating di legalità, uno strumento  finalizzato a individuare le imprese più meritevoli ai fini di agevolare l'accesso al credito e ai finanziamenti pubblici, possa essere richiesto anche dalle imprese con un fatturato inferiore ai 2 milioni di euro l'anno perché con tale soglia sono automaticamente escluse gran parte delle aziende non solo del terziario, ma di molta parte del sistema economico del nostro Paese". E sono proprio quelle aziende, ha sottolineato la Lapini, che "paradossalmente hanno più difficoltà ad accedere al credito e per le quali - come previsto dalla politica comunitaria per le pmi -   è necessario incentivare la partecipazione a bandi,  finanziamenti pubblici e, in prospettiva, appalti".

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