Legge 215/92 - Azioni positive per l'imprenditoria femminile - Asset Display Page

Legge 215/92 - Azioni positive per l'imprenditoria femminile

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13 settembre 2001

La Legge 25 febbraio 1992 n.215 sull’imprenditoria femminile è diventata operativa nell’estate del 1997 a seguito della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del regolamento attuativo (G.U.24 aprile 1997 S.O. n.87/L) ed ha efficacia su tutto il territorio nazionale.

Prevede una serie di agevolazioni volte a favorire lo sviluppo dell'imprenditorialità femminile e a promuovere la formazione e la qualificazione professionale delle donne imprenditrici.

I contributi sono a fondo perduto e l'intensità dell'aiuto ottenibile varia a seconda delle diverse aree del territorio, su cui opera l'impresa richiedente e nel rispetto comunque dei limiti stabiliti dall'unione Europea.

Destinatari della Legge 215

Possono presentare domanda di agevolazione le piccole imprese dei settori industria, artigianato, agricoltura, commercio, servizi e turismo, a gestione prevalentemente femminile, ovvero:

  • Ditte individuali dove la titolare deve essere donna;
  • Società di persone e cooperative con almeno il 60% dei soci donne;
  • Società di capitali dove almeno i 2/3 delle quote devono essere detenute da donne e l’organo di amministrazione deve essere composto da donne per almeno i 2/3;
  • Impresa di piccole dimensioni che soddisfi uno dei seguenti parametri:
    • Max 50 dipendenti;
    • fatturato annuo < di 7 milioni di euro;
    • bilancio annuo < 5 milioni di euro
    • in possesso del requisito di indipendenza (ossia il cui capitale o i diritti di voto non siano detenuti per il 25% o più da una sola impresa oppure congiuntamente da più imprese non conformi alla definizione di piccola impresa).

Cosa finanzia

La legge sull’imprenditoria femminile prevede specifici investimenti finalizzati a una serie di attività quali:

  • avvio di nuove attività;
  • acquisizione di attività preesistenti (rilevamento tramite cessione dell’attività o di un ramo d’azienda, ovvero mediante affitto per almeno 5 anni):
  • progetti aziendali innovativi (connessi all’introduzione o innovazione di prodotti, tecnologie o modelli organizzativi, anche se finalizzati ad ampliamento o ammodernamento dell’attività);
  • acquisizione di servizi reali (destinati all’aumento della produttività, all’innovazione organizzativa, al trasferimento delle tecnologie, alla ricerca di nuovi mercati, all’acquisizione di nuove tecniche di produzione, di gestione e di commercializzazione, allo sviluppo di sistemi di qualità).

Quali sono le spese ammissibili

Le spese ammissibili previste dalla Legge 215 possono essere raggruppate in 2 macro argomenti:

  1. Spese per avvio/acquisto attività preesistente e progetti aziendali innovativi
  2. Acquisizione di servizi reali.

Relativamente al punto 1. le spese coperte dai contributi per l’imprenditoria femminile prevedono:

  1. Impianti generali;
  2. macchinari ed attrezzature;
  3. acquisto brevetti;
  4. acquisto software;
  5. opere murarie e relativi oneri di progettazione e direzione lavori, nel limite del 25% della spesa di cui ai punti a) e b);
  6. studi di fattibilità e piani d'impresa comprensivi dell'analisi di mercato, studi per la valutazione dell'impatto ambientale (non oltre 2% dell'investimento ammesso).

Nel caso di acquisto attività preesistente la domanda può riferirsi anche al costo per l'acquisto dell'attività stessa, limitatamente al valore relativo a macchinari, attrezzature, brevetti e software da utilizzare per lo svolgimento dell'attività.

Relativamente al punto 2. i servizi reali previsti dai finanziamenti per l’imprenditoria femminile possono essere forniti da:

  1. imprese e società iscritte al registro imprese Camera di Commercio;
  2. enti pubblici e privati aventi personalità giuridica;
  3. professionisti iscritti ad un albo professionale.

Sono invece escluse le spese sostenute per:

  • Acquisto terreni e fabbricati
  • Investimenti realizzati con commesse interne o autofatturazione
  • Avviamento
  • Spese di gestione

L'impresa deve contribuire alla realizzazione dell'iniziativa con una quota pari almeno al 25% delle spese ammissibili.

Quanto e come finanzia

Contributo in conto capitale secondo le intensità massime di aiuto consentite dalla normativa comunitaria vigente, espresse in Equivalente Sovvenzione Netto (ESN) o Lordo (ESL) individuate con decreto del Ministro dell'Industria, tenuto conto di quanto disposto dalla stessa normativa comunitaria in relazione alle aree territoriali svantaggiate.

L'agevolazione in ESN o ESL è calcolata come percentuale del valore ottenuto attualizzando gli investimenti ammissibili, se realizzati in più anni, all'epoca in cui l'iniziativa è avviata a realizzazione, mediante calcolo basato sull'anno solare.

Le imprese ammesse ad agevolazione hanno priorità nella concessione della garanzia del Fondo di cui all'art.15 L.15/8/97 n.266 e del Fondo Centrale di Garanzia presso l'Artigiancassa.

Le imprese possono richiedere che le agevolazioni siano concesse secondo la formula del "de minimis".

Divieto di cumulo con altre agevolazioni previste da leggi (statali, regionali o di Province autonome, comunitarie).

Come si fa la domanda

Il regolamento di attuazione della Legge ha individuato le Regioni tra i soggetti incaricati di raccogliere le domande di agevolazione, curare l'istruttoria e provvedere alla formazione delle graduatorie.

La domanda di ammissione alle agevolazioni deve essere:

  • redatta secondo il modello definito con circolare del Ministero Industria
  • sottoscritta dal legale rappresentante dell'impresa
  • trasmessa, tramite raccomandata postale con avviso di ricevimento, entro i termini che saranno fissati dal Ministero.

Riguardo i termini fissati dal Ministero, rispettivamente:

  • se l'iniziativa avrà luogo in una Regione o Provincia autonoma che abbia provveduto all'integrazione delle risorse statali, alla Regione o Provincia autonoma, che provvederà all'esame delle domande ed alla formazione delle graduatorie;
  • se l'iniziativa avrà luogo in una Regione o Provincia autonoma che non abbia provveduto all'integrazione delle risorse statali, al Ministero Industria e, per conoscenza, alla Regione o Provincia autonoma.

In questo caso all'esame delle domande ed alla formazione delle graduatorie provvede direttamente il Ministero.

Graduatorie e criteri di priorità

I criteri di priorità per la formazione delle graduatorie sono fissati dall'art.10 del DPR 28 luglio 2000, n.314 e integrati dal Decreto ministeriale 2 febbraio 2001.

Nello specifico tali criteri riguardano:

  • Grado di partecipazione femminile nell’impresa
  • Impatto occupazionale complessivo dell’iniziativa
  • Percentuale di manodopera femminile

Ci sono poi ulteriori criteri validi su tutto il territorio nazionale, quali:

  • Nuovi occupati rispetto agli investimenti ammessi.
  • Nuova occupazione femminile rispetto agli investimenti ammessi.
  • Nuovi investimenti rispetto agli investimenti totali.
  • Partecipazione femminile all’impresa.
  • Certificazioni ambientali e/o di qualità e programmi finalizzati al commercio elettronico.

Ruolo delle Regioni

Le Regioni possono disporre l’integrazione delle risorse statali assegnando fondi propri. In tal caso possono individuare ulteriori criteri di priorità per la concessione delle agevolazioni e provvedere all’istruttoria delle domande.

La Regione Toscana, con delibera di Giunta n. 1250 del 27.11.2000, ha deciso di partecipare al finanziamento delle iniziative a favore dell’imprenditoria femminile ed ha individuato i seguenti criteri di priorità per la concessione delle agevolazioni:

  1. criterio territoriale: imprese la cui sede legale e operativa sia ubicata all’interno dei territori di una delle Comunità Montane della Regione Toscana - punti 10;
  2. Criterio settoriale: “Attività Manifatturiere” – sezioni DA, DB, DC, DD, DE e DN della classificazione delle attività economiche ISTAT ’91 - punti 10.

Per la prima applicazione l'importo dei fondi stanziati da ciascuna Regione dovrà essere di almeno 1 miliardo.

Documentazione e fonti normative

 

Documentazione, modulistica e software per il calcolo dell'agevolazione in termini di ESL o ESN, sono disponibili sul sito del Ministero dell’Industria alla seguente pagina web:

Fonti normative

  • Decreto Ministro dell'Industria del 5 dicembre 1996 n.706 SO n.87/L della G.U. n. 95 del 24-4-1997 - Regolamento recante norme per la concessione di agevolazioni a favore dell'imprenditoria femminile.
  • Decreto Ministro dell'Industria del 20 dicembre 1996 G.U. n.95 del 24-4-1997- Criteri per la selezione delle domande di agevolazione per la promozione di nuova imprenditoria femminile
  • Circolare esplicativa Ministero Industria del 26 giugno 1998 n. 953566 G.U. n.173 del 27-7-1998.
  • Decreto Ministro dell'Industria 16 dicembre 1998 (G.U. n.303 del 30-12-1998) Sospensione della presentazione delle domande per l'anno 1999.
  • DPR n.314 28 luglio 2000
  • Circolare Minindustria 2 febbraio 2001 n. 1138443

Cosa dicono i risultati dell’applicazione della legge sull’imprenditoria femminile

I primi risultati dell'applicazione della legge n.215/92, hanno fatto registrare una domanda di dimensioni davvero considerevoli come si può notare dai numeri:

  • 1° bando: 4109 domande
  • 2° bando: 4852 domande
  • 3° bando: 5301 domande
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Articoli e approfondimenti sull’imprenditoria femminile

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