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Libri di testo, "serve la detrazione fiscale"

Ali Confcommercio ribadisce che lo Stato non deve lasciare sole le famiglie nello sforzo educativo e, come avviene in molti Paesi europei, essere al loro fianco nelle spese formative. Ambrosini: "la formazione è un valore importante per la costruzione di una società migliore".

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3 ottobre 2019

In questi giorni si discute di manovra, di come far quadrare il bilancio dello Stato e su quali strumenti mettere in campo per far ripartire la fiducia nel futuro del Paese. I librai di Ali Confcommercio da tempo sostengono che lo Stato non deve lasciare sole le famiglie nello sforzo educativo e, come avviene in molti Paesi europei, essere al loro fianco nelle spese formative: è per questo che hanno proposto, assieme a Federcartolai Confcommercio, Adiconsum e Associazione italiana genitori,  che per la spesa dei libri di testo venga consentita la detrazione fiscale al pari delle spese mediche. "Siamo convinti – dice il presidente Paolo Ambrosini - che si debba dare alle famiglie e ai consumatori il segnale preciso che la formazione, al pari delle cure mediche, è un valore importante per la costruzione di una società migliore. Se quindi alle famiglie è richiesto uno sforzo, piccolo o grande che sia, è giusto che lo Stato aiuti e sostenga le famiglie in questa spesa, dato che a trarne beneficio saranno sì i singoli ma anche la comunità tutta". "Che la nostra comunità abbia urgente necessità di una maggiore attenzione verso la formazione e l'istruzione  - continua il presidente Ali - ce lo confermano due indicatori:  gli indici di lettura e l'indice di comprensione del testo scritto,  che e ci prospettano negli anni a venire una popolazione non attrezzata per affrontare le sfide socio-culturali, con gravi ripercussioni anche sul fronte del benessere economico".  "La detrazione – conclude Ambrosini - è inoltre a nostro avviso un valido strumento per ridare slancio e fiducia al mondo delle librerie che negli ultimi anni ha subito una forte contrazione di punti vendita ( -2038 dal 2011 al 2016, l'ultimo dato disponibile), tanto che al 2016 sono 13 milioni gli italiani senza una libreria nel comune di residenza, pari all'intero territorio di  Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, dove risiedevano nel 2016 poco più di 13 milioni di abitanti".

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