Il terziario toscano si mobilita il primo marzo prossimo

Il terziario toscano si mobilita il primo marzo prossimo

Imprenditori e lavoratori in piazza in tutti i capoluoghi di provincia per “Salviamo le imprese. Salute e lavoro possono convivere”. Lapini: "le nostre imprese non possono reggere altri lockdown".

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23 febbraio 2021

Si svolgerà il primo marzo prossimo la mobilitazione organizzata da Confcommercio e Confesercenti Toscana, che coinvolgerà gli imprenditori del terziario di tutta la regione per reclamare una diversa gestione dell’emergenza, alternativa alle chiusure imposte dalle normative anti Covid.

 

In tutti i capoluoghi di provincia, titolari di azienda liberi professionisti, dipendenti e collaboratori ma anche semplici cittadini si daranno appuntamento nelle piazze o strade principali per mettere in scena una lunga, immobile e silenziosa “catena umana”. In piedi, uno accanto all’altro (ma a distanza di sicurezza), indossando alcuni cartelli esplicativi, testimonieranno come e quanto le loro attività siano interconnesse, tanto che la chiusura imposta ad alcune si riflette in una consistente flessione del lavoro per tutti.

 

“Vogliamo portare alla luce i volti e le storie di chi finora ha solo subìto le norme restrittive imposte a suon di Dpcm, senza però che questo sacrificio si sia tradotto in un arresto deciso della pandemia. La salute – sottolinea la presidente di Confcommercio Toscana, Anna Lapinista a cuore a tutti noi ma siamo convinti che si possa, e si debba, imparare a conciliare la sicurezza anti Covid 19 con il lavoro. Le nostre imprese trattengono il fiato da un anno, non possono reggere altri lockdown. Oltre tutto, nel mondo scientifico qualcuno da tempo avanza l’ipotesi che di pandemie come questa in futuro ne vedremo altre. Sarà forse il caso di progettare un piano B”.

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