Mascherine protettive Covid-19: informazioni utili

Mascherine protettive Covid-19: informazioni utili

Chiarimenti e informazioni sulle mascherine utilizzate per il contenimento del virus Covid-19

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14 maggio 2021

Una guida utile e aggiornata sui Dispositivi di Protezione Individuale, quali mascherine per la protezione dal virus Covid-19 e guanti monouso. Si analizza nel dettaglio le funzioni delle mascherine durante l'emergenza Coronavirus, le tipologie in commercio, quando e dove utilizzarle ma anche brevi istruzioni per l'uso e il corretto smaltimento al termine del loro utilizzo.

Indice

 

Mascherine protettive: perché sono importanti per il contenimento del Coronavirus

Le mascherine, rese obbligatorie con il DPCM 26 Aprile 2020, sono Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) in grado di limitare l’esposizione a sostanze esterne come batteri, virus e polveri sottili e vengono considerate una misura complementare  per il contenimento della trasmissione del virus Covid-19. Non sostituiscono, dunque, le altre disposizioni come il distanziamento fisico, l'igiene delle mani e l’attenzione scrupolosa nel non toccare il viso, il naso, gli occhi e la bocca.

Lo stesso DPCM ha reso obbligatorio l’uso delle mascherine negli spazi all’aperto in cui non è garantita la possibilità del distanziamento fisico e negli spazi confinati.
In alcune Regioni, l’obbligo dell’utilizzo delle mascherine è stato esteso anche ad altri contesti.

 

Mascherine chirurgiche, Mascherine FFP2 e FFP3 e mascherine di comunità: qual è la differenza?

 

Le mascherine chirurgiche sono Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) utilizzate ad uso medico. Certificate in base alla loro capacità di filtraggio sono realizzate per l’utilizzo in ambiente sanitario e assistenziale.

Rispondono alle caratteristiche richieste dalla norma UNI EN ISO 14683-2019, funzionano impedendo la trasmissione di agenti infettivi poiché sono realizzate assicurando specifici livelli di protezione nei confronti della penetrazione di sangue ed altri fluidi biologici attraverso le mucose di naso e bocca.

Le mascherine chirurgiche devono avere il marchio CE in accordo con Regolamento UE (2017/745) o Direttiva 93/42/CEE

Le mascherine FFP2 e FFP3 (o facciali filtranti) sono adottate in ambiente assistenziale ed ospedaliero per proteggere l’utilizzatore da agenti esterni (ma anche da trasmissione di infezioni attraverso goccioline e aerosol). Inoltre sono certificate ai sensi di quanto previsto dal D.lgs. n. 475/1992 e sulla base di norme tecniche armonizzate (norma UNI EN 149:2009).

Le mascherine di comunità, “reperibili in commercio”, secondo quanto previsto dall’articolo 16 comma 2 del DL del 17 marzo 2020 n.18, non sono soggette a particolari certificazioni.

Non vengono considerate Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) né dispositivi medici, ma una misura igienica utile a ridurre la diffusione del virus SARS-COV-2.


Mascherine chirurgiche (mascherine ad uso medico)

Le mascherine chirurgiche sono prodotte con lo scopo di evitare che chi le indossa contamini l’ambiente.

Sono utilizzate in luoghi dove si presta assistenza a pazienti (ambulatori, case della salute, ecc.) e in ambiente ospedaliero, poiché ricadono nell'ambito dei dispositivi medici di cui al D.Lgs. 24 febbraio 1997, n. 46 e s.m.i. e limitano la trasmissione di agenti infettivi.

Per essere sicure, le mascherine chirurgiche devono essere prodotte nel rispetto della norma tecnica UNI EN 14683:2019, che risponde ai requisiti di:

  • Resistenza a schizzi liquidi.
  • Traspirabilità.
  • Efficienza di filtrazione batterica.
  • Pulizia da microbi.

La norma tecnica di riferimento UNI EN ISO 10993-1:2010 ha carattere generale per i dispositivi medici e prevede valutazione e prove all'interno di un processo di gestione del rischio.


Mascherine FFP1, FFP2 e FFP3 (Standard UNI EN 14683)

Le mascherine chirurgiche e le mascherine classificate Tipo I (FFP1), Tipo II (FFP2) e Tipo IIR (FFP3), utilizzate in ambito ospedaliero, ambulatoriale, assistenziale, ricadono nell’ambito dei dispositivi medici (DM) e hanno specifici canali di approvvigionamento. I filtranti facciali sono certificati ai sensi di quanto previsto dal D.lgs. n. 475/1992 e sulla base di norme tecniche armonizzate (UNI EN 149:2009).

La norma tecnica UNI EN 149:2009 specifica i requisiti minimi per le semimaschere filtranti antipolvere, utilizzate come dispositivi di protezione delle vie respiratorie (denominati FPP2 e FPP3), ai fini di garantirne le caratteristiche di efficienza, traspirabilità, stabilità della struttura attraverso prove e test tecnici.

Tipo I (FFP1)

  • efficienza di filtrazione batterica (BFE), (%) ≥ 95;
  • pressione differenziale (Pa/cm²): < 40;
  • pulizia microbica: (ufc/g) ≤ 30.

Tipo II (FFP2)

  • efficienza di filtrazione batterica (BFE), (%) ≥ 98;
  • pressione differenziale (Pa/cm²): < 40;
  • pulizia microbica: (ufc/g) ≤ 30.

Tipo IIR (FFP3)

  • efficienza di filtrazione batterica (BFE), (%) ≥ 98;
  • pressione differenziale (Pa/cm²): < 60;
  • pressione di resistenza agli spruzzi: ≥ 16,0;
  • pulizia microbica: (ufc/g) ≤ 30.


Mascherine di comunità

Le mascherine di comunità non sono considerate né DM né DPI e sono prodotte ai sensi dell’art. 16 comma 2 del D.L. 17 marzo 2020. Per questa tipologia si parla genericamente di mascherine di comunità, reperibili in commercio, e non è specificato che debbano essere poste sul mercato attraverso un determinato canale di vendita.

In base al comma 2 dell’articolo 3 del DPCM 17 Maggio, possono essere utilizzate mascherine di comunità, ovvero mascherine monouso o lavabili, anche auto-prodotte, in materiali multistrato idonei a fornire un’adeguata barriera e, al contempo, che garantiscano comfort e respirabilità, forma e aderenza adeguate che permettano di coprire dal mento al di sopra del naso.

In relazione a tali tipi di mascherine, non si è soggetti ad alcuna valutazione da parte dell’Istituto Superiore di Sanità, ma il produttore deve comunque garantire, sotto la sua responsabilità, la sicurezza, la respirabilità e la qualità del prodotto (ad esempio che i materiali utilizzati non causano irritazioni o altri effetti nocivi per la salute o non siano altamente infiammabili). Le mascherine di comunità non devono essere realizzate con materiali allergizzanti, tossici né infiammabili e devono garantire una barriera adeguata per bocca e naso.

Non sono soggetti all'obbligo di mascherina i bambini al di sotto dei sei anni, nonché i soggetti con forme di disabilità non compatibili con l’uso continuativo della mascherina ovvero i soggetti che interagiscono con i predetti.


Le mascherine sono monouso o lavabili?

Le mascherine chirurgiche sono considerate usa e getta, nonostante la norma UNI EN 14683:2019 non faccia alcun riferimento alla riutilizzabilità di questi dispositivi dopo l’uso, né ad eventuali pratiche di pulizia/igienizzazione. Per quanto riguarda le mascherine FFP1, FFP2 e FFP3, possono essere “riutilizzate” quelle marcate con la lettera R o monouso se marcate con la lettera NR.

Le mascherine di comunità possono essere, inoltre, lavabili se realizzate con materiali resistenti ad un lavaggio a 60 gradi. Sulla confezione delle mascherine lavabili devono essere riportate specifiche indicazioni, che includono anche il numero di lavaggi consentito senza che questo diminuisca la loro performance.


Quali negozi possono vendere le mascherine?

Le mascherine chirurgiche e quelle classificate FFP2 e FFP3, utilizzate in ambito ospedaliero, ambulatoriale, assistenziale, ricadono nell’ambito dei dispositivi medici e hanno specifici canali di approvvigionamento.

Altri tipi di mascherine diversi da quelli sopra richiamati non sono considerati dispositivi medici né DPI. Si ritiene, quindi, che tali mascherine possano essere poste normalmente in commercio (es. vendita in supermercati, parafarmacie, canali online) sempre comunque nel rispetto dei requisiti di sicurezza e qualità sopraindicati.


Quando e come usare le mascherine? Dove sono obbligatorie?

Il DPCM 2 marzo 2021 conferma l'obbligo, sull'intero territorio nazionale, delle mascherine all'aperto oltre che nei luoghi o ambienti chiusi diversi dalle abitazioni private, così come anche il rispetto, per le attività non sospese, del protocollo sottoscritto dalle parti sociali per il contrasto all'epidemia negli ambienti di lavoro (allegato 6 del DPCM del 26 aprile).

Nel caso dell'utilizzo delle mascherine si fa eccezione nei casi in cui per le caratteristiche dei luoghi o per le circostanze di fatto, sia garantita in modo continuativo la condizione di isolamento rispetto a persone non conviventi, e comunque con salvezza dei protocolli e delle linee guida anti-contagio previsti per le attività economiche, produttive, amministrative e sociali, nonché delle linee guida per il consumo di cibi e bevande.

Si ricorda, inoltre, che sono esclusi dagli obblighi anche i bambini inferiori ai sei anni, tutti i soggetti che svolgono attività sportiva e i soggetti affetti da patologie che sono incompatibili con l'uso della mascherina, così come anche coloro che hanno disabilità tali da essere impossibilitati a rimuovere la mascherina se non con l'aiuto di un'altra persona.

Dispositivi di Protezione Individuale nell'ambiente di lavoro

L’adozione delle misure di igiene e dei dispositivi di protezione individuale indicati nel presente Protocollo di Regolamentazione è fondamentale e, vista l’attuale situazione di emergenza, è evidentemente legata alla disponibilità in commercio. Per questi motivi:

  1. Le mascherine dovranno essere utilizzate in conformità a quanto previsto dalle indicazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità;
  2. Data la situazione di emergenza, in caso di difficoltà di approvvigionamento e alla sola finalità di evitare la diffusione del virus, potranno essere utilizzate mascherine la cui tipologia corrisponda alle indicazioni dall'autorità sanitaria;
  3. È favorita la preparazione da parte dell’azienda del liquido detergente secondo le indicazioni dell’OMS (https://www.who.int/gpsc/5may/Guide_to_Local_Production.pdf).

Qualora il lavoro imponga di esercitare la propria attività a distanza interpersonale minore di un metro e non siano possibili altre soluzioni organizzative è, comunque, necessario l’uso delle mascherine e di altri dispositivi di protezione (guanti, occhiali, tute, cuffie, camici, ecc.) conformi alle disposizioni delle autorità scientifiche e sanitarie.

Nella declinazione delle misure del Protocollo all'interno dei luoghi di lavoro sulla base del complesso dei rischi valutati e, a partire dalla mappatura delle diverse attività dell’azienda, si adotteranno i DPI idonei.


Mascherine: istruzioni per l’uso

Prima di indossare la mascherina

  • Controllare che la mascherina sia integra, e non abbia eventuali buchi o rotture che possano inficiare sulla loro performance.
  • Lavare le mani con acqua e sapone per almeno 40-60 secondi o eseguire l’igiene delle mani con soluzione alcolica per almeno 20-30 secondi.
  • Evitare di toccare la parte interna della mascherina e indossarla prendendola dagli elastici o dai legacci.
  • Posizionare la mascherina facendo aderire il ferretto superiore al naso e aprendola fino a portarla sotto il mento.
  • Far attenzione al verso corretto della mascherina quando viene indossata: il lato colorato deve essere rivolto verso l’esterno.

Durante l’uso

  • Manipolare la mascherina utilizzando sempre gli elastici o i legacci.
  • Ripetere l’igiene delle mani se, durante l’uso, si tocca la mascherina.
  • Non riporre la mascherina in tasca e non poggiarla su mobili o ripiani.

Rimozione della mascherina

  • Rimuovere la mascherina manipolandola dagli elastici o dai legacci.
  • Eseguire l'igiene delle mani con una soluzione alcolica disinfettante o lavarle con acqua e sapone.

Nel caso di mascherine riutilizzabili

  • Lavare la mascherina seguendo le istruzioni del produttore (laddove disponibili) o procedere alle operazioni di lavaggio a 60 gradi con comune detersivo.
  • Dopo avere maneggiato una mascherina usata, effettuare il lavaggio o l’igiene delle mani.
  • La maschera deve essere cambiata se diviene umida, si danneggia o si sporca.

Come smaltire le mascherine?

  • Se si tratta di una mascherina monouso può essere smaltita con i rifiuti indifferenziati;.

  • Se la mascherina è riutilizzabile, bisogna metterla in una busta e seguire le regole per il suo riutilizzo dopo apposito lavaggio.

Indicazioni per lo smaltimento delle mascherine

Il Gruppo di Lavoro ISS Ambiente e Rifiuti ha elaborato il documento "Indicazioni ad interim sulla gestione e smaltimento di mascherine e guanti monouso provenienti da utilizzo domestico e non domestico", risalente al 18 maggio 2020, dedicato ad indicazioni specifiche per lo smaltimento delle mascherine e dei guanti monouso una volta terminato il loro utilizzo. Le raccomandazioni contenute nel documento riguardano determinate tipologie di rifiuti come DPI e guanti monouso, derivanti da un uso domestico e non (cittadini ma anche attività commerciali e produttive ed enti pubblici e privati). Inoltre il documento fornisce informazioni utili inerenti ai contenitori dedicati alla raccolta di questi rifiuti, quali caratteristiche dovrebbero avere e dove dovrebbero essere posizionati.

Rifiuti urbani e rifiuti speciali: il codice EER

I rifiuti generalmente vengono catalogati con uno specifico codice dell'EER (Elenco Europeo dei Rifiuti), assegnato loro sulla base del processo che genera il rifiuto (ovvero il settore produttivo); qualora non fosse possibile individuare il settore di produzione, si fa riferimento alla funzione che il rifiuto aveva prima del suo smaltimento.

La classificazione di mascherine e guanti monouso come rifiuti si divide in "urbani" e "speciali". Per rifiuti urbani s'intende tutti quei rifiuti che vengono generati dalle cosiddette attività domestiche e da attività che per legge rientrano in questa definizione. Si parla, invece, di rifiuti speciali per le mascherine e i guanti monouso quando sono prodotti da utenze non domestiche o da attività ad esse assimilabili.

Per quanto riguarda la classificazione del codice EER di guanti e mascherine si deve far riferimento alla funzione che hanno prima di diventare rifiuti. Non è possibile, infatti, ricondurre nessuno dei due dispositivi ad uno specifico processo produttivo, motivo per cui si fa riferimento alla funzione di utilizzo.

Come smaltire le mascherine se sono presenti soggetti positivi al Covid-19

 

Le indicazioni di smaltimento dei rifiuti prodotti da utenze domestiche in cui sono presenti soggetti positivi al tampone, in quarantena obbligatoria o in isolamento, restano quelle indicate nel Rapporto ISS COVID-19, n. 3/2020 Rev. (20) (scarica il pdf integrale), ovvero i DPI devono essere smaltiti nei rifiuti indifferenziati. Così come anche carta in rotoli, fazzoletti, tovaglioli e più in generale carta per usi domestici e igienici devono finire nella raccolta indifferenziata.

Si deve tenere conto, inoltre, di un'ulteriore precauzione nel trattare i dispositivi di protezione individuale se esposti a soggetti positivi al Covid-19 o in quarantena. Si raccomanda, infatti, prima dello smaltimento nei rifiuti indifferenziati, di inserire in un sacchetto (facendo attenzione a non comprimerlo) i DPI utilizzati dal soggetto in questione. Seguiranno le procedure di smaltimento riportate nel Rapporto ISS COVID-19, n. 3/2020 Rev. (20).


Utenze domestiche in cui non sono presenti soggetti positivi al tampone, in isolamento o in quarantena obbligatoria

Diversa la situazione per i rifiuti di utenze domestiche in cui non sono presenti soggetti che vertono nelle condizioni sopra citate e, dunque, nel caso di soggetti in quarantena obbligatoria o isolamento e positivi al tampone. In questa circostanza la raccomandazione è quella di continuare a seguire le procedure del territorio di appartenenza proseguendo la raccolta indifferenziata.

Tutto ciò che c'è da sapere sui contenitori per la raccolta di guanti e mascherine

Per la raccolta delle mascherine e dei guanti monouso è raccomandabile la scelta di contenitori dedicati appositamente allo smaltimento di tali dispositivi, a prescindere dal codice EER che li identifica, da gestire secondo quanto indichiamo di seguito.

Dove collocare il contenitore per smaltire le mascherine

È importante identificare la posizione dei contenitori che, è preferibile siano collocati in prossimità delle uscite dal luogo di lavoro. In questo modo è possibile evitare che i soggetti possano percorrere senza mascherina o guanti, gli spazi comuni come ascensori, scale, corridoi e che non riescano a mantenere il distanziamento fisico stabilito dal DPCM 26 aprile 2020.

Come devono essere i contenitori

Per quanto riguarda le indicazioni a proposito della struttura del contenitore, un aspetto importante da tenere presente è la tipologia di contenitore da preferire. È necessario, infatti, che il raccoglitore di guanti monouso e mascherine, sia in grado di ridurre al minimo le possibilità, per il lavoratore, di entrare in contatto diretto con il rifiuto o con il contenitore stesso.

Altro aspetto da valutare, poi, è che il contenitore garantisca una aerazione sufficiente affinché si eviti la formazione di possibili condense e, di conseguenza, lo sviluppo di microrganismi pericolosi per il soggetto. È, dunque, importante che vengano collocati in una posizione tale da garantire il ricambio d'aria ma, comunque, al riparo da eventi meteorici.

La raccolta dei rifiuti

Nel sacco di plastica dei rifiuti, il personale addetto dovrà spruzzare manualmente degli specifici prodotti sanificanti prima di chiuderlo (ad esempio 3-4 erogazioni). I prodotti per sanificare il sacco si trovano in commercio come presidi medico chirurgici ma qualora si cercassero maggiori e più dettagliate informazioni sui prodotti biocidi si può far riferimento al Rapporto ISS COVID 19 n. 19/2020 (21).

Una volta effettuata tale operazione gli addetti potranno procedere alla chiusura del sacco e, quindi, prelevarlo dal contenitore. I sacchi saranno, poi, chiusi in modo adeguato con dei lacci o del nastro adesivo e conferiti al Gestore segnalandoli con il Codice CER 200301 se assimilati a rifiuti urbani indifferenziati. Si potrà procedere, infine, direttamente allo smaltimento nel rispetto delle regole previste dal territorio di appartenenza.

Per informazioni più dettagliate sullo smaltimento dei Dispositivi di Protezione Individuale, consulta e scarica il pdf "Indicazioni ad interim su gestione e smaltimento di mascherine e guanti monouso provenienti da utilizzo domestico e non domestico".

Accordo Confcommercio-ADM sulla distribuzione di mascherine

Per semplificare, razionalizzare e rendere più efficiente la filiera di distribuzione di mascherine, del materiale DPI e di beni mobili da utilizzare per il contrasto alla diffusione del COVID-19, il Vice Presidente di Confcommercio Donatella Prampolini e il Direttore Generale dell’Agenzia Dogane e Monopoli (ADM) Marcello Minenna hanno firmato un protocollo d'intesa.

ADM provvederà, in particolare, tramite proprie direttive interne, a garantire che gli ordini effettuati in base al presente protocollo siano sdoganati con le procedure più celeri a disposizione e in esenzione di IVA e dazi doganali, fornendo la necessaria assistenza amministrativa per gli ordini di mascherine da distribuire gratuitamente ai loro dipendenti.

Per ulteriori informazioni, leggi il comunicato "Protocollo d'intesa tra ADM e Confcommercio".

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