Mercato auto, anche il 2025 parte con il piede sbagliato

Mercato auto, anche il 2025 parte con il piede sbagliato

A gennaio immatricolazioni in calo del 5,86% rispetto allo stesso mese dell'anno scorso. In leggero aumento (+3,29%) i trasferimenti di proprietà.

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3 febbraio 2025

Il 2025 del mercato dell’auto parte sulla falsariga di come si era concluso il 2024, ovvero in “rosso”. A gennaio le immatricolazioni sono state infatti 133.692, in calo del 5,86% rispetto allo stesso mese dell'anno scorso. Lo ha reso noto il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, aggiungendo che i trasferimenti di proprietà sono stati 474.480 a fronte dei 459.360 registrati a gennaio 2024, con un aumento del 3,29%. Il volume globale delle vendite mensili, pari a 608.172, ha dunque interessato per il 21,98% vetture nuove e per il 78,02% vetture usate.

Unrae: “servono misure concrete per il rinnovo del parco auto”

“Il contesto economico resta incerto e il peggioramento del quadro per il mercato auto, con un quarto trimestre 2024 al di sotto delle attese e un mese di gennaio alquanto negativo, impone una revisione al ribasso delle previsioni per l’intero anno 2025. La stima attuale traguarda infatti una situazione stagnante a 1.550.000 immatricolazioni, circa 9.000 in meno (-0,6%) rispetto al 2024. Un livello ancora inferiore di oltre il 19% rispetto al pre-Covid, a sei anni di distanza dal 2019”. Così Unrae-Confcommercio che sottolinea poi come “sul fronte della transizione energetica, il mercato resta molto debole” con il presidente Michele Crisci che giudica “positivo che si stia valutando l’introduzione di incentivi paneuropei, anziché affidarsi solo a misure nazionali che creano una frammentazione del mercato. Inoltre, accogliamo con favore la disponibilità della Commissione a introdurre della flessibilità nell’applicare le sanzioni per lo sforamento dei target sulle emissioni di Co2. Chiediamo che questi interventi vengano definiti con tempestività e chiarezza, per evitare il rischio di effetti irreversibili”.

In ambito nazionale, Unrae ribadisce l’urgenza di misure concrete per sostenere la transizione e il rinnovo del parco circolante: “l’attuale regime fiscale sulle auto aziendali è inadeguato e penalizzante rispetto agli altri Paesi europei. Diviene sempre più urgente rivedere la detraibilità Iva e la deducibilità dei costi in base alle emissioni di Co2, oltre a ridurre il periodo di ammortamento a tre anni. Solo così sarà possibile accelerare il passaggio verso veicoli a basse e/o zero emissioni, incentivando pertanto le imprese a investire in una mobilità più sostenibile. Anche la recente modifica della normativa sul fringe benefit, che rischia addirittura di premiare anche le motorizzazioni più emissive, necessita di aggiustamenti: va reimpostata in base alle emissioni di CO2 come la precedente, con una progressività più graduale nelle aliquote per non tradursi unicamente in un aumento del gettito fiscale”, conclude Crisci.

Federauto: “risultato frutto della confusione dei consumatori”

"Aldilà del giorno lavorativo in meno rispetto a gennaio dello scorso anno, il mercato dell'auto parte male e, senza il contributo delle auto immatricolazioni dei dealer, sarebbe andata ancora peggio. Il risultato di gennaio è una chiara espressione della confusione nei consumatori condizionati dalle notizie sul dibattito in corso a livello europeo sulle prospettive del Green Deal Automotive e delle sue modalità e tempistiche di sviluppo". Parole del il presidente di Federauto, Massimo Artusi, che chiede alle istituzioni europee un cambiamento di linea basato su tre punti: eliminazione delle multe alle case costruttrici, anticipo al 2025 della verifica prevista dal Regolamento Co2, approccio basato sulla neutralità tecnologica per la decarbonizzazione dei trasporti.

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