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Ad agosto disagio sociale in attenuazione

Il MIC scende a quota 21,9 punti, ma la ripresa resta fragile in molti settori dei servizi. Alloggio e ristorazione hanno perso 246mila posti di lavoro nel trimestre aprile-giugno.

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7 ottobre 2020

Ad agosto il Misery Index Confcommercio è sceso a quota 21,9 punti, 2,6 punti in meno rispetto a luglio. La situazione “fotografata” dall’indice è dunque in miglioramento, anche se l’Ufficio Studi confederale rileva la persistenza di “molti elementi di fragilità, con una ripresa che appare ancora non particolarmente diffusa e che stenta a estendersi a molti settori dei servizi, soprattutto quelli ricettivi, della ristorazione e per la fruizione del tempo libero”. Quanto al mercato del lavoro, sembra avviato ad una “normalizzazione”, almeno per quanto riguarda la distribuzione tra le forze di lavoro e gli inattivi.

Disoccupazione estesa e prezzi dei beni e dei servizi ad alta frequenza

Per quanto riguarda le due componenti del MIC, il tasso di disoccupazione estesa si è attestato al 17,4%, mentre i prezzi dei beni e dei servizi ad alta frequenza d’acquisto sono scesi dello 0,2% su base annua, accentuando la tendenza deflazionistica. 

L’occupazione nei servizi nel secondo trimestre 2020

Tra aprile e giugno scorsi nel settore dei servizi si sono persi 810mila posti di lavoro. E’ quanto risulta dall’approfondimento sulle dinamiche occupazionali nei servizi che a partire da questo numero farà parte  del report mensile relativo all’andamento del MIC con cadenza trimestrale. I settori più penalizzati sono stati alloggio e ristorazione (-246mila, il 16,2% degli occupati, rispetto allo stesso periodo del 2019), commercio (-191mila) e servizi alle imprese (-104mila), mentre il trasporto ha abbastanza tenuto (“solo” 19mila unità in meno), visto il ruolo cruciale per l’approvvigionamento dei prodotti essenziali e per le consegne a domicilio.

 

 

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