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Negli alberghi umbri il 70% di disdette

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26 febbraio 2020

"Le nostre stime, in seguito alla 'psicosi' legata al coronavirus sono pesantissime": lo afferma  Giorgio Mencaroni, presidente di Confcommercio Umbria. "Gli alberghi umbri - spiega - hanno registrato ad oggi oltre il 70% di disdette nel breve periodo, ma la situazione è estremamente fluida. Da maggio in poi, sappiamo solo che in molti stanno già verificando la possibilità di rinunciare a venire in Umbria, che c'è l'azzeramento del turismo scolastico, che molti grandi eventi sono stati già annullati e altri sono a rischio. Le nostre agenzie di viaggio si trovano a fronteggiare una situazione pesantissima, tra disinformazione, rimborsi per viaggi mancati e difficoltà nel recupero dei servizi già pagati ai fornitori e mai utilizzati. Bar e ristoranti stanno accusando pesantemente il colpo. Anche le guide turistiche sono in crisi come tutto l'indotto, esercizi commerciali di vicinato compresi, che ruota attorno al turismo: in Umbria una fetta importante dell'economia regionale".  "Tutte queste imprese, che in pochi giorni hanno visto crollare i loro riferimenti e ribaltare le loro prospettive di lavoro, hanno bisogno di interventi urgentissimi", aggiunge Mencaroni . "Bisogna fare molto, molto presto, e bene. Confcommercio - ricorda Mencaroni - ha già chiesto il riconoscimento a livello nazionale dello stato di crisi. Ha costituito al suo interno una task force per fornire informazioni corrette e assistenza alle nostre imprese, di cui facciamo parte anche noi umbri, ed è in contatto costante con il governo in vista dei provvedimenti attesi. Anche la Regione Umbria si è attivata subito per costituire il tavolo di lavoro che provvederà a monitorare costantemente la situazione delle imprese umbre dei diversi settori, al quale Confcommercio fornirà tutto il contributo necessario di analisi e di proposta". Confcommercio chiede misure straordinarie quali: la proroga delle scadenze fiscali e contributive; la moratoria dei mutui e l'attivazione del fondo centrale di garanzia; l'utilizzazione degli strumenti di cassa integrazione e del fondo di integrazione salariale anche in favore dei dipendenti di micro e piccole imprese; un sistema di indennità per i lavoratori autonomi; una mobilitazione straordinaria dei piani promozionali per l'export e della diplomazia commerciale a tutela del Made in Italy e del turismo italiano. Confcommercio Umbria chiede anche di calmierare il prezzo dei presidi di prima necessità. A livello locale ritiene "urgente lo slittamento dei termini per la rendicontazione degli investimenti effettuati dalle imprese ricettive umbre, in questo momento in gravi difficoltà, relativi ai bandi regionali, a cominciare dal bando Charme".

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