Nuovo ISEE dal 1° gennaio 2026: cosa cambia per le famiglie con figli
Nuovo ISEE dal 1° gennaio 2026: cosa cambia per le famiglie con figli
Aggiornate le modalità di calcolo dell’ISEE per l’accesso alle principali misure di inclusione sociale. Le novità per il 2026 e le precisazioni INPS sulle prestazioni erogate dall’Istituto.
Dal 1° gennaio 2026 è entrata in vigore una nuova modalità di calcolo dell’ISEE (Indicatore della Situazione economica equivalente), introdotta dalla legge di bilancio 2026, pensata per rendere l’indicatore più favorevole alle famiglie con figli nell’accesso alle principali misure di inclusione sociale.
La novità, così come ridisegnata dalla manovra, cambia soprattutto sul fronte casa con un innalzamento significativo della franchigia sul valore dell'abitazione principale, che sale a 91.500 euro per la generalità dei nuclei familiari e a 120.000 euro per le famiglie residenti nei Comuni capoluogo delle città metropolitane. A questi importi si aggiunge un incremento di 2.500 euro per ogni figlio convivente successivo al primo. Vengono inoltre rafforzate le maggiorazioni della scala di equivalenza ISEE in base al numero dei figli presenti nel nucleo familiare, rendendo il calcolo dell'indicatore più favorevole per le famiglie numerose.
L’INPS, con il messaggio n. 102 del 12 gennaio 2026, ha chiarito che il nuovo valore dell'indicatore si applica esclusivamente alle seguenti prestazioni erogate dall’Istituto:
- Assegno di inclusione;
- Supporto per la formazione e il lavoro;
- Assegno unico e universale per i figli a carico;
- Bonus asilo nido e forme di supporto domiciliare;
- Bonus nuovi nati.
L'INPS ha già adeguato le proprie procedure informatiche per consentire il calcolo del nuovo valore dell'ISEE a partire dalle Dichiarazioni sostitutive uniche presentate dal 1° gennaio 2026. "L'intervento sull'ISEE- ha commentato il presidente Gabriele Fava - si inserisce in una linea di azione chiara che mira a rendere il welfare sempre più aderente ai bisogni reali delle famiglie, rafforzando equità, inclusione e corretto accesso alle prestazioni".
In attesa dell’aggiornamento formale del Regolamento ISEE e dei modelli DSU, l’INPS applica già il nuovo sistema. Le domande che, con l’ISEE ordinario 2026, avrebbero avuto esito negativo vengono sospese e riesaminate automaticamente con il nuovo indicatore, senza che siano richiesti ulteriori adempimenti ai cittadini.
Per le Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) precompilate resta confermata l’esclusione automatica dal patrimonio mobiliare dei titoli di Stato, dei buoni fruttiferi postali e dei libretti di risparmio postali, fino a un massimo di 50.000 euro per nucleo familiare (messaggio n. 1895 del 16 giugno 2025). Nel caso della DSU presentata in modalità autodichiarata, l’esclusione dal patrimonio mobiliare deve invece essere effettuata direttamente dal dichiarante (circolare INPS n. 73 del 3 aprile 2025).
Per quanto riguarda l’Assegno unico e universale, gli importi riferiti ai mesi di gennaio e febbraio 2026 continueranno a essere calcolati sulla base dell’ISEE valido al 31 dicembre 2025, assicurando la continuità dei pagamenti.
Franchigie più alte sulla casa di abitazione
Il nuovo calcolo dell’ISEE introduce due elementi chiave che favoriscono in particolare le famiglie con figli. Il primo riguarda la franchigia sulla casa di abitazione, cioè la quota del valore dell’immobile che non viene conteggiata nel calcolo dell’indicatore.
Dal 2026 la franchigia sale a:
- 91.500 euro per la generalità dei nuclei familiari;
- 120.000 euro per le famiglie residenti nei Comuni capoluogo delle città metropolitane.
A questi importi si aggiunge un incremento di 2.500 euro per ogni figlio convivente successivo al primo, aumentando ulteriormente il beneficio per i nuclei più numerosi.
Scala di equivalenza, cosa cambia
Il secondo elemento riguarda il rafforzamento delle maggiorazioni della scala di equivalenza ISEE, il parametro che tiene conto del numero dei figli presenti nel nucleo familiare. Questo meccanismo rende l’indicatore progressivamente più basso all’aumentare dei figli, rendendo il calcolo dell’indicatore più favorevole per le famiglie numerose.




























