Orologi da polso, nel 2017 mercato stabile

Secondo i dati elaborati da GfK per Assorologi, in Italia si vendono poco meno di 7 milioni di orologi per un valore che sfiora il miliardo e mezzo di euro. La ricerca riferita a tutti i canali di vendita evidenzia un –0,9% in termini di quantità e un -2,2% in valore.

Sostanziale stabilità per il mercato italiano degli orologi da polso: i dati 2017 elaborati da GfK per Assorologi, pur con leggere oscillazioni, confermano che in Italia si vendono poco meno di 7 milioni di orologi per un valore che sfiora il miliardo e mezzo di euro.  La ricerca sui consumatori italiani riferita a tutti i canali di vendita evidenzia un –0,9% in termini di quantità (pari a 6,7 milioni di pezzi) e un calo pari al 2,2% in valore (pari a 1,46 miliardi di euro). Si stabilizza, dopo cinque anni di crescita, il prezzo medio degli orologi venduti, che si ferma a 220 euro contro i 223 registrati nel 2016. Segnali importanti riguardano i canali di acquisto degli orologi.  Infatti, le gioiellerie e orologerie (tradizionali o ubicate all'interno di un centro commerciale) perdono terreno in misura significativa: da questo canale transita il 43,4% delle vendite a quantità (era il 53% lo scorso anno) ed il 49,6% a valore (era il 56%). Buoni i risultati dei negozi monomarca che si attestano sull'8,1% a quantità (8,4% nel 2016) ma crescono a valore con il 6,6% (4,1% lo scorso anno). Nessuna sorpresa, ma solo conferme, sul fronte del canale Internet (siti ufficiali, aste e commercio elettronico) la cui crescita è continua ed evidente ogni anno: a volume questo canale movimenta quasi un terzo dell'intero mercato (28,2%: era il 25,6% lo scorso anno) ed ha raddoppiato in un solo anno la propria quota di mercato a valore: 23,5% rispetto al 14,6% del 2016. Il mese di dicembre resta il preferito per gli acquisti di orologi, anche se si tratta di prodotti dal prezzo medio più basso e dovendosi considerare che tra le motivazioni di acquisto il Natale è in calo e rappresenta solo l'11,5% degli orologi acquistati. Molto interessanti le performance registrate nei mesi di gennaio, aprile e luglio a conferma di un prodotto fortemente destagionalizzato. Ovviamente restano design (41%) e prezzo (30%) le principali motivazioni per la decisione di acquisto. Prosegue la perdita di appeal della brand awareness (fiducia e conoscenza della marca) dopo avere toccato il 37% negli anni 2014 e 2015 ed essere scesa al 31% del 2016, arriva adesso al 27%. Le intenzioni di acquisto per il 2018 evidenziano che il 7,5% degli acquirenti 2017 pensa di procedere ad un ulteriore acquisto nel corrente anno: un bacino di 4,4 milioni di consumatori che mantengono alto l'interesse per questo comparto. "I dati 2017 ci danno alcune conferme importanti circa la tenuta del comparto nel suo complesso e il continuo trend di crescita del canale Internet. Guardiamo con molta attenzione al calo del canale tradizionale delle orologerie attraverso il quale transita meno della metà del mercato. Questo fatto – commenta il presidente Assorologi, Mario Peserico – deve rappresentare il punto di partenza per una riflessione profonda tra i protagonisti del mercato, Brand e dettaglio specializzato, sulle dinamiche di consumo e su come intercettarle nel modo più efficace. Mi sembra, infine, che le fosche previsioni che qualcuno aveva fatto negli anni scorsi in funzione dell'ingresso sul mercato dei cosiddetti ‘smartwatch' non trovino conferma nella realtà dei fatti e nei dati elaborati. E' un buon segnale e credo che sarà così anche per il prossimo futuro". 

16 marzo 2018