In Friuli Venezia Giulia risale la fiducia delle imprese del terziario

In Friuli Venezia Giulia risale la fiducia delle imprese del terziario

Segnali positivi dall’Osservatorio curato da Format Research per la Confcommercio regionale, ma si teme il contraccolpo sull’occupazione: sono 40mila i lavoratori a rischio. Da Pozzo: “importante il sostegno della Regione”.

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28 maggio 2021

Alle spalle un 2020 che ha lasciato profonde ferite sul tessuto imprenditoriale del terziario in Friuli Venezia Giulia, nella prima parte del 2021 torna finalmente a crescere la fiducia delle imprese. È quanto emerge dal consueto Osservatorio congiunturale curato da Format Research per conto della Confcommercio regionale. Si tratta di un cambio di passo dopo un anno che ha visto interi settori merceologici falcidiati dalla crisi. Tra questi, quello dei pubblici esercizi è il comparto per il quale la risalita appare più lenta, complice la “ripartenza a metà” avviata dal 26 aprile, che impedisce di fatto ai locali privi di dehors di riprendere a pieno ritmo l’attività, anche a causa del meteo avverso delle ultime settimane.  A preoccupare è però soprattutto la situazione occupazione: circa un quinto delle imprese del terziario del Fvg potrebbe ridurre gli organici, mettendo a rischio fino a 40mila lavoratori.
In questo contesto, le misure di contenimento della crisi adottate dal governo Draghi sono giudicate favorevolmente da cittadini e imprese della regione, così come quelle prese dalla Giunta regionale: nei mesi della crisi è aumentata di nove punti la quota di imprenditori soddisfatti dell’operato del Governo regionale, specialmente a sostegno delle imprese e del turismo.

“Il terziario regionale – commenta il presidente di Confcommercio Friuli Venezia Giulia, Giovanni Da Pozzoritrova l’ottimismo più velocemente della media Italia e la ripresa della fiducia riguarda anche i settori più colpiti dalla crisi. Il comparto turistico, il più coinvolto dagli effetti dell’emergenza negli ultimi dodici mesi, torna ad evidenziare un elevato livello di fiducia per il futuro in virtù dell’incremento delle prenotazioni per la prossima stagione estiva, destinate ad aumentare ancora a seguito della decadenza della norma che prevede la quarantena obbligatoria per chi entra in Italia da un Paese europeo. In questo contesto emergenziale è stato importante l’intervento della Regione, anche sul fronte della sburocratizzazione”.

Ma vediamo nel dettaglio i risultati della ricerca.

IL TESSUTO IMPRENDITORIALE

In Fvg esistono oltre 77mila imprese extra agricole, di cui più di 51mila operative nel terziario, il 66% del totale. Il ruolo del terziario è centrale anche in termini di occupati (61% dei lavoratori privati in regione) e per la ricchezza prodotta (24 miliardi di euro su 33).

CLIMA DI FIDUCIA

L’emergenza sanitaria ha lasciato profonde ferite nell’economia, ma a distanza di un anno dallo scoppio della pandemia gli effetti della crisi risultano fortemente eterogenei in funzione delle caratteristiche dei settori merceologici colpiti. Comparti come la manifattura e le costruzioni hanno evidenziato un recupero molto più celere rispetto a quello che si può apprezzare presso le imprese del commercio, del turismo e dei servizi, la maggior parte delle quali risulta ancora in difficoltà.

Nella prima parte del 2021 torna però a crescere la fiducia delle imprese del terziario Fvg e migliora il sentiment, pure nel settore del turismo, duramento colpito, per l’andamento della propria attività: l’indicatore congiunturale, restituito dalla somma tra coloro che hanno ravvisato un miglioramento della situazione e la metà di coloro che hanno rilevato una situazione di invarianza, è previsto pari a 38 a giugno, in aumento rispetto all’attuale 33 e tendente a riavvicinarsi ai valori precedenti lo scoppio della pandemia. Positività anche nel comparto turistico.

CONGIUNTURA ECONOMICA

Il cambio di passo arriva dopo un anno che ha visto interi settori merceologici falcidiati dalla crisi dei consumi (su tutti, il turismo, i servizi ricreativi, i pubblici esercizi). Proprio quello dei pubblici esercizi sembra essere il comparto per il quale la risalita appare più lenta e difficoltosa. Tuttavia, anche presso questo settore le aspettative per i prossimi mesi estivi coincidono con il miglior risultato da quando è esplosa la crisi: gli imprenditori del Fvg, anche a fronte delle oggettive difficoltà rappresentate dalle misure a contrasto dell’emergenza sanitaria, mostrano un elevato grado di resilienza e un livello di fiducia più alto della media nazionale.

Analizzando più nel dettaglio l’andamento dei ricavi (in valore) nell’arco del 2020, appare evidente come le chiusure a intermittenza abbiano provocato un andamento sinusoidale degli stessi presso le imprese del terziario in regione, ma si conferma l’accenno di cambio di passo nel primo trimestre 2021 (che riporta lo scostamento negativo meno forte dell’ultimo anno) e l’ottimistica previsione in vista dell’estate, coincidente con il primo outlook in territorio positivo sullo stesso periodo dell’anno precedente.

Resta più incerta la situazione occupazionale. Nel 2020 il terziario è risultato il comparto più colpito, ma in virtù del blocco dei licenziamenti, la riduzione degli organici delle imprese ha riguardato esclusivamente il personale meno stabile. Gli effetti della crisi sono attesi nella seconda metà del 2021. Da qui a giugno non ci si attendono infatti stravolgimenti occupazionali. La successiva crisi potrebbe invece essere trasversale a tutti i settori.

LIQUIDITÀ E CREDITO

Fatica a ripartire l’indicatore relativo ai tempi di pagamento, lontanissimo dai livelli precedenti la crisi. Tale fatto incide sulla liquidità delle imprese del terziario del Fvg, aumentandone il fabbisogno finanziario. Proprio la liquidità ha rappresentato il problema principale durante la crisi. L’indicatore congiunturale è tuttavia previsto in crescita da qui al 30 giugno, posizionando la regione al di sopra della media Italia. La situazione della liquidità migliorerà per tutti i settori di attività, pur permanendo le difficoltà per i comparti che hanno più patito la crisi nel 2020 (gli effetti della ripresa prevista nei prossimi mesi devono essere intesi traslati più avanti nel tempo per quel che riguarda la liquidità).

Nel periodo di crisi è cresciuta la richiesta di credito da parte delle imprese del terziario del Fvg, che in sette casi su dieci hanno ottenuto risposta positiva. L’iniezione di liquidità da parte delle banche (+8% nell’anno del Covid rispetto all’anno precedente) è stata in gran parte utilizzata per coprire i costi fissi e si è rivelata fondamentale per mantenere a galla le imprese nei periodi più duri. È tuttavia necessario evidenziare il rischio concreto al quale potrebbero andare incontro le imprese cosiddette “zombie”, che temono di vedere tramutare il credito ottenuto in debiti difficili da saldare nei prossimi anni. Non a caso, è in peggioramento la percezione degli imprenditori circa la «durata» dei finanziamenti concessi per la restituzione del prestito: è questo uno dei punti di maggiore attenzione per le imprese del terziario del Fvg.

MISURE ANTICRISI

Il giudizio nei confronti del governo a guida Conte (prima) e, soprattutto, del governo a guida Draghi (ora) è piuttosto positivo con riferimento alla gestione della crisi dal punto di vista prettamente sanitario. È invece più severo il riscontro circa gli interventi a sfondo economico. Tuttavia, è evidente l’incremento dei consensi dal momento in cui si è insediato il nuovo governo Draghi, sia per quel che riguarda i feedback da parte dei cittadini del Fvg, sia per quanto concerne il parere da parte delle imprese del commercio, del turismo e dei servizi. Nel complesso, ben il 44% delle imprese del terziario del Fvg riscontra un effettivo cambio di passo ad opera del governo a guida Draghi rispetto al precedente esecutivo. Mentre, per quanto riguarda l’operato del governo Fedriga, il 70% dei cittadini del Fvg giudica «efficaci» le misure economiche fin qui messe in campo (+11 punti rispetto al feedback espresso relativamente all’operato del governo centrale, che pure è visto in miglioramento negli ultimi mesi).

Il riscontro per le misure economiche adottate a livello regionale diventa ancor più positivo presso le imprese del terziario, che dimostrano di aver apprezzato gli sforzi profusi a sostegno del tessuto produttivo del territorio. All’interno della crescita di 9 punti degli imprenditori soddisfatti, in forte salita l’apprezzamento per l’azione a sostegno delle imprese e del lavoro (+17 punti nell’ultimo semestre) e, nel dettaglio, del turismo e dell’immagine della regione (+15 punti nell’ultimo semestre).

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