Pasti in casa e fuori casa: si mangia fuori piu' per abitudini di consumo che in funzione del reddito, ma gli alimentari restano la principale voce di spesa

Dal rapporto "EuropaConsumi", un'analisi comparativa tra i 27 paesi della UE.103/09

Pasti in casa e fuori casa: si mangia fuori piu' per abitudini di consumo che in funzione del reddito, ma gli alimentari restano la principale voce di spesa

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2 novembre 2009
103/09

 

103/09

Roma, 1.11.09

 

 

Dal rapporto “EuropaConsumi”, un’analisi comparativa tra i 27 paesi della UE.

 

PASTI IN CASA E FUORI CASA: SI MANGIA FUORI PIU’ PER ABITUDINI DI CONSUMO CHE IN FUNZIONE DEL REDDITO, MA GLI ALIMENTARI RESTANO LA PRINCIPALE VOCE DI SPESA

 

 

 

Nel periodo 1996-2008, la spesa complessiva per i pasti in casa e fuori casa (1,3% la media Ue27) è cresciuta meno del totale consumi (2,2%) evidenziando, però, dinamiche particolarmente sostenute in Lettonia (9,2%), Lituania (6,9%), Estonia (6,7%) e Romania (6,4%), dove si registrano anche i maggiori incrementi di spesa per bar e ristoranti; per quanto riguarda l’acquisto di beni alimentari, si registra una tendenza all’allineamento tra paesi meno ricchi e paesi più avanzati, con il primato della Grecia dove si spendono oltre 2.400 euro all’anno pro capite; inoltre, questa componente rappresenta la principale voce di spesa praticamente in tutti i Paesi ad eccezione di Irlanda, Spagna e Regno Unito dove, invece, si spende di più per bar e ristoranti (rispettivamente 2.491, 2.272 e 1.729 euro); nel complesso delle spese per pasti in casa e fuori casa, il Lussemburgo è il paese con la maggior quota per abitante (oltre 7 mila euro nel 2008), in Italia (circa 3.900 euro) si spende più che in Francia (3.610 euro) e in Germania (3.102 euro) e meno rispetto a Spagna (4.597 euro) e Gran Bretagna (4.094); la Finlandia “eccelle” per l’acquisto di alcolici (circa 577 euro), Cipro per i tabacchi (479 euro) e le bevande non alcoliche (284 euro).

 

Questi i principali risultati che emergono dall’analisi delle strutture di spesa in Europa nel 2008 contenuta nel rapporto “Europa Consumi” elaborato dall’Ufficio Studi Confcommercio.

 

 

 

 

 


I consumi per pasti in casa e fuori casa in Europa

 

Questo aggregato rappresenta in tutti i Paesi dell’Unione Europea la principale macrofunzione di spesa delle famiglie, in considerazione del fatto che molte delle voci che la compongono sono destinate a soddisfare bisogni primari.

Analizzando a livello di singoli Paesi il rapporto tra il livello dei consumi pro capite e l’incidenza che assume questa macrofunzione sul totale della spesa si riscontra come la quota destinata ai consumi relativi ai pasti in casa e fuori casa tenda a ridursi, con alcune eccezioni, con l’aumentare del livello totale dei consumi e conseguentemente del reddito.

Quote superiori al 30% si registrano in Romania, Bulgaria, Lituania, Spagna, Grecia e Cipro. Per contro le incidenze più basse si rilevano in Germania e Olanda.

In termini di spesa pro capite nel 2008 le differenze, conseguenza anche delle significative divergenze esistenti in termini di livello dei consumi totali e del reddito, risultano tra i 27 Paesi particolarmente elevate: si passa dagli oltre 7 mila euro all’anno del Lussemburgo ai 1.000 della Bulgaria (Tab. 1).

In tutti i Paesi la principale voce di spesa è rappresentata dall’acquisto di beni alimentari, per i quali i consumi, in termini di valore pro capite, risultano meno divergenti rispetto a quanto rilevato per altre voci di spesa, conseguenza della tendenza di Paesi meno ricchi ad allinearsi ai livelli di consumo dei Paesi più avanzati e di questi ultimi a ridurre la propensione al consumo alimentare all’aumentare del reddito.

Questi dati si traducono inevitabilmente in un’incidenza molto elevata della spesa alimentare sul totale dell’aggregato relativo ai pasti in casa e fuori casa, nei Paesi dell’Est, di recente ingresso nell’Unione.

 

 

Tab. 1 - La spesa per i pasti in casa e fuori casa nel 2008

valori per abitante (in euro)

 

Bar e ristoranti

Alimentari

Bevande non alcoliche

Bevande alcoliche

Tabacchi

Totale pasti in casa e fuori casa

Austria

1.408

1.708

215

201

324

3.856

Belgio

755

1.904

198

301

276

3.434

Bulgaria

228

636

25

52

60

1.000

Cipro

1.359

2.311

284

524

479

4.958

Danimarca

1.209

2.089

258

336

289

4.181

Estonia

363

1.059

103

337

122

1.984

Finlandia

1.029

1.965

193

577

254

4.018

Francia

824

2.114

184

235

253

3.610

Germania

748

1.581

227

254

291

3.102

Grecia

1.679

2.437

141

153

461

4.871

Irlanda

2.491

1.364

186

447

436

4.924

Italia

1.188

2.144

155

115

294

3.895

Lettonia

207

1.039

7

260

120

1.633

Lituania

120

1.453

116

300

77

2.065

Lussemburgo

1.672

2.382

298

731

1.944

7.027

Malta

796

1.525

214

117

161

2.813

Olanda

755

1.651

145

183

281

3.014

Polonia

131

1.085

100

203

171

1.689

Portogallo

827

1.532

85

132

235

2.812

Regno Unito

1.729

1.526

211

276

353

4.094

Rep. Ceca

364

1.019

113

279

272

2.048

Romania

124

1.095

100

110

50

1.478

Slovacchia

376

1.165

107

149

115

1.912

Slovenia

534

1.208

138

157

257

2.295

Spagna

2.272

1.811

124

103

288

4.597

Svezia

858

1.838

206

332

230

3.463

Ungheria

193

839

150

302

200

1.684

UE27

1.018

1.664

166

212

268

3.329

Elaborazioni Ufficio Studi Confcommercio su dati Eurostat e Istituti nazionali di statistica.

 

 

Anche per quanto riguarda le bevande non alcoliche le differenze, sia pure significative, in termini di spesa pro capite risultano meno marcate rispetto ad altre voci di consumo.

 

Per quanto riguarda le bevande alcoliche, per i quali gli europei del Nord e dell’Est sono i maggiori consumatori, i livelli di spesa pro capite sono sostanzialmente articolati e portano ad incidenze diverse, legate in alcuni casi anche all’abitudine di consumare fuori casa e quindi correlate ad una spesa più elevata in bar e ristoranti.

 

Relativamente alla spesa per bar e ristoranti, valori decisamente più elevati, rispetto al dato medio, si rilevano in Irlanda e Spagna, seguiti da Regno Unito, Grecia, Lussemburgo ed Austria a significare come la spesa di questa voce non sia esclusivamente influenzata da elementi reddituali, ma anche da abitudini di consumo e sociali che portano a considerare questa funzione di spesa un servizio non solo ”desiderabile” e quindi legato al miglioramento del tenore di vita. Inoltre, larga parte di queste differenze è ascrivibile alla diversa incidenza dei turismi attivi nei vari Paesi.

 

Relativamente ai tabacchi, le differenze in termini di spesa appaiono molto significative. Va sottolineato come i dati in valore risentano sensibilmente dai diversi gravami fiscali imposti dai singoli Paesi che, incidendo sul livello del prezzo, in molti casi tendono a scoraggiarne il consumo, influenzato peraltro anche da legislazioni più o meno restrittive rispetto alla tutela della salute contro gli effetti del fumo passivo.

 

Queste indicazioni portano ad evidenziare come le diverse voci di spesa possano essere lette anche in funzione del livello di benessere che possono determinare nei cittadini.

 

Le funzioni di consumo che appartengono alla sfera della soddisfazione di bisogni primari (alimentari e bevande) sottolineano una relazione molto chiara tra consumo e reddito, con una incidenza decisamente più elevata nei Paesi economicamente meno sviluppati. Per contro, per i consumi effettuati presso bar e ristoranti il rapporto si inverte, con una incidenza più elevata nei Paesi con livello di consumo e di reddito più alti sottolineando il progressivo spostamento verso funzioni che tendono a soddisfare i bisogni legati all’utilizzo del tempo liberato e ad acquisirne di nuovo con la fruizione di servizi time saving. Per Spagna, Irlanda e Grecia, l’incidenza di questa voce sul totale è particolarmente elevata, frutto sia di abitudini locali che del ruolo svolto dai consumi dei non residenti.

 

In termini di dinamiche quantitative, nel periodo 1996-2008 la spesa per il complesso dei beni e servizi inclusi nella funzione relativa ai ‘pasti in casa e fuori casa’ ha evidenziato nei 27 Paesi una tendenza a crescere meno del totale (tab. 2).

 

A livello generale si riscontrano dinamiche significativamente più elevate nei Paesi di recente ingresso nella UE, in particolare in Romania, Lituania ed Estonia.

 

Analizzando le dinamiche registrate a livello dei singoli Paesi per le diverse voci che compongono l’aggregato, si riscontra in quasi tutti i Paesi una tendenza delle spese per beni alimentari a crescere a tassi meno sostenuti rispetto al dato medio della macrofunzione. Il dato puramente quantitativo non tiene conto delle differenze, anche sostanziali, che sussistono per questo specifico segmento in termini di tipologia e qualità dei prodotti acquistati e dei mutamenti intervenuti nelle scelte dei consumatori. In particolare non emerge la tendenza, rilevabile da indagini qualitative, allo spostamento nei Paesi a più elevato livello di reddito o nei quali la partecipazione femminile al mondo del lavoro è più significativa verso prodotti time saving.


 

Tab. 2 - La spesa per i pasti in casa e fuori casa in termini reali

valori concatenati anno di riferimento 2000 • variazione % media annua 1996-2008

 

Bar e ristoranti

Alimentari

Bevande non alcoliche

Bevande alcoliche

Tabacchi

Tot pasti in casa e fuori casa

Totale

consumi

Austria

1,0

0,9

2,9

1,1

0,3

1,0

1,6

Belgio

0,5

0,9

0,9

1,3

-1,3

0,7

1,6

Bulgaria

4,3

2,6

4,9

4,8

3,1

3,1

4,4

Cipro

-0,4

1,5

3,2

4,7

0,7

1,3

3,3

Danimarca

3,3

0,7

-0,1

-0,1

-2,3

0,9

1,9

Estonia

8,3

2,1

21,4

9,2

-1,3

4,2

6,7

Finlandia

2,0

2,1

0,6

3,4

0,0

2,1

3,2

Francia

1,8

0,9

2,9

0,7

-3,2

0,9

2,3

Germania

-0,1

-0,1

0,6

-0,7

-2,9

-0,3

0,9

Grecia

3,7

5,2

5,6

4,2

2,7

4,3

4,4

Irlanda

4,8

3,3

3,8

7,3

-1,1

3,8

5,6

Italia

2,1

0,6

1,4

0,1

0,1

1,0

1,3

Lettonia

10,0

4,5

12,2

5,1

13,5

5,5

9,2

Lituania

6,1

5,6

12,2

4,0

1,3

5,4

6,9

Lussemburgo

1,2

1,4

1,2

1,6

2,4

1,6

2,9

Malta

0,3

2,6

2,6

0,9

0,9

1,8

2,3

Olanda

1,1

1,9

1,3

-0,2

-0,2

1,3

2,3

Polonia

9,0

2,5

3,1

1,4

2,0

2,6

3,3

Portogallo

1,5

1,7

3,0

0,9

0,1

1,5

2,2

Regno Unito

1,8

2,0

3,1

4,0

-1,8

1,7

3,2

Rep. Ceca

2,2

2,8

8,5

0,0

-1,1

2,0

3,3

Romania

7,2

5,9

11,3

-2,6

6,9

5,7

6,4

Slovacchia

3,7

2,5

4,3

1,7

-0,1

2,7

5,1

Slovenia

2,6

1,8

3,4

0,9

-1,5

1,7

3,2

Spagna

2,2

1,3

4,3

2,1

1,6

1,9

3,6

Svezia

3,0

2,0

3,1

0,6

-2,6

1,8

2,6

Ungheria

2,1

0,2

6,1

2,9

1,7

1,7

3,4

UE27

1,8

1,2

2,3

1,2

-1,0

1,3

2,2

Elaborazioni Ufficio Studi Confcommercio su dati Eurostat e Istituti nazionali di statistica.

 

 

La tendenza ad evidenziare tassi di crescita più sostenuti nei Paesi meno ricchi coinvolge anche i consumi di bevande analcoliche ed alcoliche, con alcune specificità legate anche a politiche di contenimento del consumo di alcol attuate in alcuni Paesi.

 

Per quanto concerne i tabacchi la tendenza alla riduzione dei volumi acquistati rilevata a livello di dato medio della UE a 27 sottintende comportamenti articolati. In particolare la riduzione sembra prevalere nei Paesi dell’Europa continentale. In questo contesto spiccano peraltro i sensibili incrementi registrati in Romania e Lettonia.

 

Relativamente alle dinamiche registrate per i bar ed i ristoranti gli incrementi medi annui più elevati si sono riscontrati nel periodo 1996-2008 in Lettonia, Polonia, Estonia, Romania e Lituania Paesi entrati recentemente nell’Unione e che hanno conosciuto negli anni più recenti modifiche sostanziali nei sistemi economici e sociali associati ad una decisa crescita dei flussi turistici. Tra gli altri Paesi è risultato di un certo rilievo l’incremento registrato in Irlanda e Grecia.

 

In termini prospettici nel triennio 2009-2011 la spesa in volume per Pasti in casa e fuori casa è stimata ridursi in quasi tutti i Paesi della UE, con la sola eccezione di Grecia e Francia, Paesi in cui i tassi di crescita appaiono peraltro modesti (Tab. 3).

 

A livello delle singole voci le diminuzioni più sensibili dovrebbero riguardare le spese relative ai bar ed i ristoranti ed i tabacchi.

Per quanto concerne i bar e ristoranti la diminuzione dei consumi, stimata assumere dimensioni di un certo rilievo in Lettonia, Spagna ed Irlanda, è da imputarsi agli effetti della debolezza del ciclo economico sui comportamenti dei residenti e dei turisti.

 

Mentre per i tabacchi, la tendenza alla diminuzione dei consumi appare meno diffusa e sembra riflettere essenzialmente le tendenze di medio lungo periodo registrate nei singoli Paesi.

 

 

Tab. 3 - La spesa per i pasti in casa e fuori casa in termini reali

valori concatenati anno di riferimento 2000 • variazione % media annua 2009-2011

 

Bar e ristoranti

Alimentari

Bevande non alcoliche

Bevande alcoliche

Tabacchi

Totale pasti in casa e fuori casa

Austria

-0,1

-0,2

-0,1

-0,3

-0,2

-0,2

Belgio

-0,3

-0,5

-0,9

-1,1

-1,8

-0,6

Bulgaria

1,4

-1,0

2,5

1,6

1,6

-0,1

Cipro

-1,2

-0,6

2,2

1,2

1,9

-0,1

Danimarca

-0,6

-0,6

-0,3

-1,4

-2,0

-0,7

Estonia

-13,7

-1,4

2,3

0,1

-2,3

-2,7

Finlandia

-0,1

-0,5

0,0

-0,6

-1,0

-0,4

Francia

0,4

0,1

0,3

0,2

0,1

0,2

Germania

0,1

-0,8

-0,4

-0,7

-0,3

-0,5

Grecia

0,3

1,0

1,6

1,2

0,8

0,7

Irlanda

-3,2

0,2

2,7

-6,3

-1,9

-2,0

Italia

0,0

0,2

-0,5

-1,2

-3,2

-0,1

Lettonia

-0,7

-3,4

0,6

-0,8

-3,9

-2,6

Lituania

-0,3

-0,7

0,3

-0,2

-1,6

-0,5

Lussemburgo

0,0

-0,3

0,0

0,3

0,4

0,0

Malta

-0,2

0,2

-0,5

-0,2

0,9

0,1

Olanda

-1,4

-0,3

-0,1

0,1

-1,0

-0,6

Polonia

-1,3

-0,3

-2,0

-2,8

3,1

-0,4

Portogallo

-0,7

-0,2

-1,9

-0,1

-4,0

-0,6

Regno Unito

-1,1

-0,9

-1,3

-0,3

-1,7

-1,0

Rep. Ceca

-1,0

-0,8

1,2

-0,1

-2,7

-0,8

Romania

-0,4

-1,1

0,1

-2,7

-0,6

-1,0

Slovacchia

-1,3

-1,3

-0,8

-1,5

-2,2

-1,3

Slovenia

0,6

-0,5

-0,8

-1,2

0,6

-0,2

Spagna

-3,4

-1,6

-2,3

0,8

-1,9

-2,5

Svezia

-0,9

-1,4

-0,6

-0,9

-2,9

-1,2

Ungheria

-2,5

-1,4

-0,5

-2,4

-3,0

-1,7

UE27

-1,0

-0,5

-0,5

-0,6

-1,0

-0,7

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